Il Buthan a sud è più caldo e pianeggiante, al centronord è praticamente sotto l’Himalaya orientale e regala panorami spettacolari. I buthanesi, in tutto 795mila, vivono in piccole città (Thimpu, la capitale, conta 114mila abitanti) costruite nelle valli a duemila metri e più. In alto la neve, nelle valli fiumi gonfi d’acque canalizzate per le risaie e altre colture
Appena si lascia il fiume, al centro della valle, si sale. I fianchi delle montagne sono ripidi e si è già in mezzo alle foreste, dove vivono ancora il leopardo delle nevi e il takin, uno stranissimo animale mai visto altrove, simile a una grossa pecora ma con una testa grande come quella di un pony.
Il Buthan, ricoperto al 70 per cento da foreste, è il paradiso del trekking ma molto meno frequentato di Nepal e Tibet. Cime dell’Himalaya come lo Jomolhari (7326 metri) sono una destinazione perfetta per gli amanti delle camminate. Noi vi vogliamo portare invece al monastero di Paro Taktsang (conosciuto come Tana della tigre), abbarbicato sul fianco della montagna che domina Paro. Una destinazione popolare ma dal grande fascino.
Nella tana della tigre
La Tigre era sua moglie. Sotto quelle sembianze portò Guru Rinpoche su un nido d’aquila a strapiombo sulla valle. Guru Rinpoche meditò in quella piccolissima grotta per tre anni, tre mesi, tre settimane e tre giorni. E sottomise tutti di diavoli della zona. Per questo, e per la grande diffusione del buddismo che operò in Tibet, ancora oggi è soprannominato il secondo Buddha. Tre anni, tre mesi, tre settimane e tre giorni è il tempo di meditazione necessario a qualunque monaco buddista per ottenere il titolo di Maestro e poter vestire la tunica giallo oro. Tutti i monaci vestono abitualmente il color amaranto. Solo pochissimi riescono a raggiungere l’oro. Decidiamo di salire alla Tana della Tigre, si parte da 2600 metri. Dopo un’ora si arriva a 2900 dove troviamo un bel locale con una grande terrazza dove è possibile rifocillarsi e soprattutto vedere finalmente il monastero più da vicino. La vista è strepitosa.
Attorno, sulla cresta della montagna, altre piccole costruzioni: sono i sette monasteri della zona. Nel primo tratto, a gradoni larghi, chi non vuole (o non può) ha a disposizione dei piccoli cavalli. Il secondo tratto, solo a piedi, è decisamente più duro. Seicento metri di dislivello, prima a sentiero poi a gradini, che scendono fino a una cascata e poi risalgono fino al monastero. Bisogna avere buone ginocchia, si parla di settecento gradini alti trenta centimetri l’uno solo nella parte finale.
Visto prima della discesa sul ponte, il monastero è strepitoso. Un grande complesso di sette templi attaccati uno all’altro più i locali per i monaci che ancora vivono qui e la casa per le lampade votive a burro. Che tra l’altro causarono diversi incendi: l’ultimo nel 1998 costrinse alla quasi totale ricostruzione dei templi, tranne uno, quello dove Guru Rinpoche meditò. C’è ancora una nicchia, meglio dire un incavo, nella parete della roccia, secondo la leggenda scavato dalla schiena del secondo Buddha che qui stette fermo in meditazione per anni.
Il secondo Buddha nacque nell’ottavo secolo in India da un fior di loto. Appena giunto al mondo aveva già otto anni, fu adottato dal re ma quando, più grande, fu accusato di aver ucciso un ministro con le sue arti magiche, dovette scappare. Si sposò e anche per questo rischiò una condanna a morte. Ma la sua maestria nell’insegnamento del buddismo gli valse la grazia e lo mandarono in Tibet per diffondere il Verbo.
Poi arrivò per evangelizzare il Buthan dell’est e da qui, a cavallo di una tigre, sua moglie, venne nella famosa Tana a meditare per sottomettere i diavoli (supponiamo i non credenti) della valle di Paro. Nel primo e grande tempio del monastero, Guru Rinpoche è a fianco del Buddha della Lunga Vita. Nella sinistra Buddha regge una grande ampolla che contiene l’acqua dell’eternità.
Buddha è raffigurato sempre con labbra carnose e rosse, sopracciglia lunghe e sottili, un sorriso più enigmatico di quello della Gioconda. E ancora: il suo petto scoperto espone seni più femminei che maschili. Un ermafrodito? “L’effetto è voluto” spiega la guida “Buddha rappresenta tutti“.
E il secondo Buddha? Rinpoche lo riconoscerete dai baffi sottili. E dalle unioni tantriche (lui che ha avuto cinque mogli) a rappresentare la fusione di saggezza e compassione che vince sul Male. L’Himalaya è qui dietro, il Tibet a 56 chilometri da Paro. Le tigri girano ancora nei boschi del Buthan.
I monaci buddisti
Sono circa 12mila su una popolazione complessiva di quasi 800mila abitanti. Li vedrete ovunque. Entrano in monastero quando decidono le famiglie: da otto anni in su, ognuno può scegliere di apprendere il Dharma (la regola) con cui il Samsara (ciclo di nascita, vita, morte e rinascita) segue il suo corso.
I monaci studiano, pregano ma soprattutto si addestrano alla meditazione. Solo chi riuscirà ad arrivare ai famosi tre anni, tre mesi, tre settimane e tre giorni di meditazione (come quella di Guru Rinpoche) otterrà il grado di Maestro e potrà vestire la tonaca giallo oro e abbandonare sequella amaranto. Occorrono lunghi anni di esercizio e sono pochissimi quelli che ce la fanno. I monaci sono liberi di uscire dal monastero.
Sono in continuo contatto con la gente ma si tengono lontani dai turisti che a frotte visitano i loro monasteri, ma si lasciano fotografare. Non lavorano e, tranne una specifica corrente spirituale del buddismo, non possono sposarsi. Abbiamo visitato anche un piccolo monastero di monache. Come si mantengono? Con le offerte dei fedeli, sussidi del re e elargizioni del loro “papa’. Hanno tutti il telefonino e quindi sono aperti al mondo e alle sue tentazioni. Ecco perché in Buthan bisogna andarci subito. Fra dieci anni non sarà più lo stesso.
In Bhutan innalzano 108 sacri Chortens nello stesso giorno: un’offerta per la Pace
Il Bhutan ha annunciato che il 1 novembre 2026, nella Gelephu Mindfulness City (GMC), verranno innalzati contemporaneamente 108 sacri Chortens. Sono costruzioni che nel mondo buddhista rappresentano l’Illuminazione e la loro costruzione contemporanea vuole significare un forte impegno spirituale profuso in questo senso.
L’iniziativa, denominata Project 108, è stata resa pubblica da Sua Maestà Jigme, Re del Bhutan, in occasione dei festeggiamenti per il suo 46° compleanno. I 108 Chortens, ognuno alto 15 metri, saranno innalzati lungo un percorso di 12 chilometri che affianca il fiume Mao, a Gelephu, nel sud del Bhutan, posti ognuno a 108 metri di distanza. Il Progetto 108 non intende essere una esibizione di capacità costruttive: è una semplice offerta spirituale per la Pace, la Compassione e la Memoria, in un mondo che sempre più sembra contrassegnato da conflitti ed incertezze. Un Jangchub Chorten, cioè uno Stupa dell’Illuminazione, è un monumento che commemora il raggiungimento dell’Illuminazione da parte del Buddha; è considerato il più significativo tra gli otto diversi tipi di Stupa buddhisti. Al suo interno si trovano numerosissimi testi sacri, preghiere e benedizioni, noti come zungs: i Chortens divengono così strutture che irradiano benefici spirituali verso coloro che li incontrano.
Il numero 108 riveste un profondo significato nelle tradizioni buddhiste, ma anche in Astronomia e Matematica. Nel Buddhismo viene associato alla purificazione delle 108 afflizioni che si ritiene possano offuscare la compassione ed il retto pensiero. Per completare in un solo giorno l’erezione dei 108 Chortens saranno necessari 40,000 volontari, che opereranno simultaneamente in tutti e 108 i siti prescelti. L’elevazione delle strutture esterne avverrà in contemporanea il 1 Novembre 2026.
Al progetto stanno lavorano migliaia di volontari addestrati, secondo la tradizione dello zhabto offerto come pratica spirituale. Volontari di ogni categoria, tra cui monaci, studenti, contadini e professionisti del luogo, insieme a cittadini Bhutanesi residenti all’estero, sono da mesi all’opera. Tale Progetto da il benvenuto a quanti vorranno partecipare: chiunque è ben accetto, dai singoli, alle famiglie, alle comunità, alle Istituzioni ed alle organizzazioni Buddhiste, in tutto il mondo. Ogni Chorten può essere sostenuto da offerte individuali o di gruppo, con sponsorizzazioni di circa 200.000 USD per ogni singolo Chorten.
Info: Project 108 Communications Team – Www.italienspr.com – 108@gmc.bt
