Premiati a Roma trentadue chef, il gotha dell’alta cucina italiana

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Trentadue chef, con oltre 60 stelle Michelin, hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale “Premio Luxury Food 2026”. L’evento, svolto in Senato, è stato organizzato da Annalisa Cavaleri, giornalista e scrittrice, con il sostegno del Vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio

Un riconoscimento del contributo offerto all’evoluzione della cultura enogastronomica contemporanea e all’affermazione di una nuova concezione del lusso, fondata su identità, cultura, creatività, etica, sostenibilità e valorizzazione dei territori. Ma anche la capacità di custodire e rinnovare saperi e tradizioni, generare valore attraverso il proprio lavoro, lasciando una testimonianza significativa per le generazioni future.

Sono queste le motivazioni di fondo con cui il comitato scientifico del “Premio Luxury Food”, alla sua prima edizione, ha premiato trentadue protagonisti, in maggioranza italiani e alcuni stranieri, dell’alta cucina nel mondo. Chef di rango e spesso noti al grande pubblico anche grazie alle numerose presenze nei programmi che ormai abbondano sulle reti televisive. Solo per citarne alcuni: Carlo Cracco, Davide Oldani, Massimiliano Alajmo, Alessandro Borghese, Cristina Bowerman, Mauro Uliassi, Enrico Bartolini e Iginio Massari.

L’evento, che si è tenuto nell’elegante Sala Zuccari, a Palazzo Giustiniani, è stato ideato e curato da Annalisa Cavaleri, giornalista e scrittrice, e patrocinato dal Senato e dal Ministero del Made in Italy, con il supporto del Vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio.

“Siamo abituati a pensare il “lusso” come un concetto negativo, come sinonimo di eccesso, spreco e consumo ostentativo – ha detto Annalisa Cavaleri -. Invece questi chef, con il loro percorso, dimostrano che sono gli ingredienti semplici a diventare fonte di ricchezza. Nei loro piatti una cipolla, una carota o una foglia di broccolo non sono “umili”, ma diventano eccezionali con la creatività. Questo concetto di “Nuovo Lusso Made in Italy” deve diventare un’eredità culturale positiva per i nostri giovani”.

“La Cucina Italiana è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco grazie alla qualità dei suoi ingredienti, al legame con i territori, alla connessione tra processi produttivi e tutela dell’ambiente e della biodiversità, al sistema di valori che porta con sé – ha commentato Gian Marco Centinaio -. Troppo spesso dimentichiamo queste virtù, che appartengono alla nostra identità culturale, e devono essere altri a ricordarcele, a cominciare dai tanti visitatori che arrivano nel nostro Paese anche, a volte soprattutto, per le nostre prelibatezze. Per questo, ho deciso di sostenere il progetto della dottoressa Annalisa Cavaleri e di ospitare in Senato la prima edizione di questo Premio, riservato a chi ci ricorda ogni giorno, con l’eccellenza del proprio lavoro, che cosa rappresenta il ‘lusso’ nel settore enogastronomico italiano”.

Il Premio Luxury Food è assegnato da un Comitato Scientifico composto dalla Cavaleri, dal Prof di marketing Sebastiano Grandi dell’Università Cattolica di Milano, dal Prof di Economia Alberto Mattiacci, dell’Università La Sapienza di Roma, dal dott. Matteo Pauri, Vicepresidente di Fondazione Barilla. Questo l’elenco dei premiati:

– Umberto Bombana, 8 e 1/2 Bombana, 3 stelle Michelin, Hong Kong

– Paolo Casagrande, Lasarte, 3 stelle Michelin, Barcellona

– Massimiliano Alajmo, Le Calandre, 3 stelle Michelin, Padova

– Enrico Crippa, Piazza Duomo, 3 stelle Michelin, Alba

– Mauro Uliassi, Uliassi, 3 stelle Michelin, Senigallia

– Davide Oldani, D’O, 2 stelle Michelin, Milano

– Michelangelo Mammoliti, La Rei Natura, 3 stelle Michelin, Serralunga d’Alba

– Riccardo Monco, Enoteca Pinchiorri, 3 stelle Michelin, Firenze

– Enrico Bartolini, Enrico Bartolini al Mudec, 3 stelle Michelin, Milano

– Carlo Cracco, Cracco in Galleria, 1 stella Michelin, Milano

– Valeria Piccini, Da Caino, 2 stelle Michelin, Montemerano

– Antonio Guida, Seta del Mandarin Oriental, 2 stelle Michelin, Milano

– Anthony Genovese, Il Pagliaccio, 2 stelle Michelin, Roma

– Matteo Metullio e Davide De Pra, Harry’s Piccolo, 2 stelle Michelin, Trieste

– Antonia Klugmann, L’Argine a Vencò, 1 stella Michelin, Dolegna del Collio

– Daniele Lippi, Acquolina, 2 stelle Michelin, Roma

– Salvatore Elefante e Vincenzo Tedeschi, L’Olivo del Jumeirah Capri Palace, 2 stelle Michelin, Anacapri

– Jessica Rosval, Al Gatto Verde, 1 stella Michelin, Modena

– Moreno Cedroni, La Madonnina del Pescatore, 2 stella Michelin, Senigallia

– Alessandro Borghese, Il Lusso della Semplicità, in Guida Michelin, Milano

– Domenico Candela, George Restaurant – Grand Hotel Parker’s, 2 stelle Michelin, Napoli

– Davide Guidara, I Tenerumi del Therasia Resort, 2 stelle Michelin, Vulcano, Isole Eolie

– Franco Pepe, Maestro Pizzaiolo, Pepe in Grani, Caiazzo

– Stefano Baiocco, Villa Feltrinelli, 2 stelle Michelin, Gargnano, Lago di Garda

– Cristina Bowerman, Glass Hostaria, 1 stella Michelin, Roma

– Alessandro Negrini e Fabio Pisani, Il Luogo di Aimo e Nadia, 1 stella Michelin, Milano

– Iginio Massari, Maestro Pasticciere, Pasticceria Veneto, Brescia

– Pasquale D’Ambrosio, Capogiro del 7Pines Resort,1 stella Michelin, Arzachena, Sardegna

– Francesco Apreda, Idylio by Apreda al The Pantheon Iconic Rome, 1 stella Michelin, Roma

– Hélène Darroze, Hélène Darroze at The Connaught, 3 stelle Michelin, Londra       

– Ana Roš, Hiša Franko, 3 stelle Michelin, Slovenia                                                     

– Sven Erik Renaa, Re-Naa, 3 stelle Michelin, Stavanger, Norvegia

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