Presentata per la prima volta al mondo, la rinomata ‘Collezione Carmen Thyssen’ debutta a Bologna, a Palazzo Albergati, con oltre 100 capolavori. I grandi Maestri del Novecento – da Gaudí e Casas fino a Picasso, Miró e Dalí, passando per Rusiñol, Mir, Nonell, Togores, Torres-García, Julio González e altri importanti artisti mai visti prima in Italia – ci raccontano un periodo magico: Barcellona, inizio ‘900, città vibrante dove nasce l’arte moderna
Dal 9 ottobre Palazzo Albergati, a Bologna, ospita in anteprima mondiale Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen, un’esposizione con oltre 100 opere dei grandi maestri dell’arte moderna, molte delle quali presentate per la prima volta in Italia. Da Antoni Gaudí a Pablo Picasso, da Joan Miró a Salvador Dalí, la mostra racconta la straordinaria stagione creativa che, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, trasformò Barcellona in uno dei centri più vivaci della cultura europea. Curata da Jordi Falgàs, l’esposizione unisce all’eccezionalità delle opere un allestimento coinvolgente ricco di rari filmati d’epoca, fotografie d’archivio e ricostruzioni immersive, permettendo a chiunque di immergersi nell’atmosfera di un’epoca irripetibile.
La rassegna offre l’occasione di scoprire una selezione di opere provenienti dalla raccolta della baronessa Carmen Thyssen, destinate a entrare nel patrimonio del futuro Museu Carmen Thyssen di Barcellona. Il percorso si arricchisce di importanti prestiti della Fundació Catalunya La Pedrera, della Fundació Joan Miró, del Museu de Montserrat, del Museu del Disseny de Barcelona e della Sala Parés.
È un viaggio attraverso un periodo di fermento artistico e sociale, quando la città catalana, tra industrializzazione, sviluppo del porto e trasformazioni urbanistiche, diventava un laboratorio di nuove idee. Mentre Parigi consacrava l’Impressionismo e Vienna dava vita alla Secessione, Barcellona costruiva una propria identità moderna, grazie all’incontro e al confronto tra artisti, architetti e intellettuali.
Barcellona, culla della modernità
Tra le strade animate, i mercati, i caffè bohémien e i nuovi quartieri, prendeva forma un linguaggio destinato a influenzare profondamente l’arte del Novecento. Protagonisti di questa stagione furono artisti come Ramon Casas e Santiago Rusiñol, insieme a figure che avrebbero segnato la storia dell’arte internazionale: Picasso, Miró e Dalí. Accanto a loro, Antoni Gaudí, Isidre Nonell e Hermen Anglada Camarasa contribuirono, con percorsi differenti, a rinnovare il modo di interpretare la realtà e di immaginare nuove forme espressive.
Un ruolo centrale nella vita culturale cittadina fu svolto dal caffè Quatre Gats, punto di ritrovo di giovani artisti che si muovevano tra Barcellona e Parigi, assorbendo le influenze più innovative d’Europa. In questo ambiente cosmopolita, il dialogo e la rivalità tra generazioni alimentarono una ricerca che avrebbe progressivamente superato i modelli tradizionali.
Un’attenzione speciale è riservata a Gaudí, nel centenario della sua morte (1926-2026). La ricorrenza offre l’occasione di approfondire la figura dell’architetto catalano, capace di rivoluzionare l’architettura attraverso forme organiche, soluzioni strutturali originali e un immaginario personalissimo. La mostra mette in relazione la sua visione con il contesto artistico del tempo, in un dialogo tra architettura, pittura e trasformazione urbana.
Quattro stagioni dell’arte
Il percorso espositivo si articola in quattro momenti, che seguono l’evoluzione della città e dei suoi linguaggi artistici. Si parte dal Realismo e dal Naturalismo, quando gli artisti osservano una Barcellona in piena trasformazione. Le opere restituiscono scorci urbani, scene quotidiane e atmosfere di una società attraversata dal cambiamento. La città non è soltanto uno sfondo, ma diventa protagonista di una nuova sensibilità.
Con il Modernismo si entra nel vivo della sperimentazione. Attorno al Quatre Gats, Casas, Rusiñol e il giovane Picasso interpretano una realtà sempre più cosmopolita, aprendosi alle suggestioni provenienti dall’Europa. L’arte si allontana dalla semplice rappresentazione del mondo per diventare ricerca individuale e strumento di rinnovamento culturale.

J. Sunyer, Mediterraneo
Il Noucentisme segna invece il ritorno a un ideale di equilibrio, misura ed eleganza. Artisti come Joaquim Sunyer guardano al Mediterraneo, alla sua luce e ai suoi paesaggi, cercando un’armonia capace di conciliare la tradizione classica con la sensibilità moderna. È anche il tentativo di definire un’identità culturale catalana attraverso forme più essenziali e serene.

Torne I Esquius, Mesa en el jardin
Infine, le Avanguardie rompono gli schemi consolidati e aprono nuove prospettive. Joaquim Torres-García, Rafael Barradas e Josep de Togores, insieme a Miró e Dalí, si confrontano con il Cubismo, il Fauvismo, il Futurismo e il Surrealismo. La pittura si libera progressivamente dall’obbligo di riprodurre fedelmente la realtà: le forme si scompongono, l’immaginazione acquista spazio e il sogno diventa materia artistica. Dalla cronaca della vita urbana alle sperimentazioni più radicali, la mostra restituisce così il ritratto di una città che seppe trasformare la propria energia in una straordinaria stagione culturale. Un percorso in cui le opere raccontano non soltanto l’evoluzione dell’arte moderna, ma anche la nascita di una Barcellona nuova, capace di dialogare con le principali avanguardie internazionali e di lasciare un segno duraturo nella storia della creatività europea.
Sezione 1 – Barcellona alla fine del XIX secolo: realismo e naturalismo

Meifren, El puerto de Barcelona (CTB.1996.45)
Barcellona cambia ritmo: si espande, si industrializza, si aprono nuove strade e viali, e la città si riempie di storie che chiedono di essere raccontate. Gli artisti osservano questa trasformazione con uno sguardo attento, quasi documentaristico, ma anche profondamente umano. Sulle loro tele compaiono il porto, centro dell’attività economica della città; le spiagge imbiancate dalla neve; i viali appena inaugurati e una vita quotidiana che oscilla tra la tradizione e i primi segni della modernità.
Questa sezione presenta una città che si trasforma davanti ai nostri occhi. Ogni opera offre una visione di una Barcellona che inizia a riconoscersi come città moderna, ma che conserva ancora la luce, la calma e i ritmi ereditati dal passato.
Sezione 2 – L’esplosione della modernità: Gaudí, Casas, Rusiñol e Picasso

Mir. Maspujols, Calidad
Con il cambio di secolo, Barcellona respira un’aria nuova. Gli architetti modernisti, guidati da Antoni Gaudí, costruiscono le dimore per la nuova borghesia urbana, che vuole impressionare sia con facciate vistose sia con interni in cui ogni dettaglio, dalle piastrelle agli arredi, fa parte di un insieme unico.
Dal caffè Quatre Gats, i giovani artisti vanno e vengono da Parigi, vi scoprono nuove idee e, al loro ritorno, trasformano la città in un laboratorio di modernità. Ramon Casas, Santiago Rusiñol e il giovane Pablo Picasso esplorano nuovi modi di guardare: scene intime, gesti fugaci, maschere e personaggi che attendono, dormono o si perdono nella notte dei caffè.
In queste opere si rende visibile una nuova esperienza della città: la vita urbana, il dinamismo, il cosmopolitismo e la ricerca di un linguaggio proprio. Questa sezione mostra come Barcellona entri in sintonia con i principali centri artistici europei e si unisca alle correnti della modernità.
Sezione 3 – La città e il Mediterraneo: il Noucentisme

S. Dali, Natura Morta
Dopo le tensioni dei primi anni della modernità, un gruppo di artisti rivendica il ritorno alla chiarezza e all’ordine. Guardano al Mediterraneo come a un punto di riferimento culturale e d’identità: uno spazio dove la luce struttura le forme, la figura umana si integra nel paesaggio e la vita quotidiana viene rappresentata con serenità.
Joaquim Sunyer e i suoi contemporanei cercano l’armonia, la misura e l’equilibrio. Le loro opere trasmettono una bellezza serena che vuole esprimere un ideale di classicismo moderno. Questa sezione invita a scoprire una Barcellona che costruisce la propria identità culturale partendo dal mito della tradizione mediterranea e dalla volontà di proiettare una propria modernità. Questo movimento artistico e letterario, noto come Noucentisme, ha rappresentato la volontà di definire una nuova cultura catalana per il XX secolo.
Sezione 4 – Le avanguardie: Miró e Dalí

J. Mirò, Gasull
Con Joan Miró, Salvador Dalí e gli artisti della loro cerchia, la modernità adotta nuovi linguaggi. Barcellona vive un periodo di grande vitalità creativa in cui le forme tradizionali si trasformano e le opere smettono di descrivere la realtà per esplorare il simbolo, l’immaginazione e l’astrazione. Questa sezione ripercorre le prime ricerche di Miró, gli esordi del giovane Dalí e lo spirito sperimentale di Joaquim Torres-García, Rafael Barradas e Josep de Togores. Le loro opere aprono nuove vie d’espressione legate al subconscio, al gioco, al pensiero astratto e al rinnovamento del linguaggio artistico. Con questi artisti, Barcellona si integra pienamente nelle correnti internazionali d’avanguardia e si consolida come uno dei centri di rinnovamento artistico del primo terzo del XX secolo.
Info: info@arthemisia – www.arthemisia.it
