Il Sondaggio Mondiale sulle aspettative del 2020 rivela che il 37% dei popoli del pianeta prevede un anno migliore

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Sono stati diffusi i risultati della 43^ edizione del Sondaggio Mondiale di fine Anno sulle previsioni, le aspettative e le speranze dei cittadini di 46 paesi di tutto il mondo. Le popolazioni del Medio Oriente sono prevalentemente pessimiste (52%), mentre in India e nei paesi dell’Asia Occidentale (Afghanistan, Azerbaijan, Kazakhstan, Pakistan, Turchia) prevalgono previsioni ottimistiche per il nuovo anno.

L’Europa occidentale è l’area più pessimista dopo il Medio Oriente e i paesi non appartenenti all’Unione Europea sono 2 volte più ottimisti dei paesi europei occidentali. Gli Americani sono significativamente più fiduciosi dei Russi.

Perù

A livello di singoli paesi, quelli più ottimisti (ossia quelli in cui gli intervistati che fanno previsioni positive per il nuovo anno prevalgono in misura maggiore rispetto a chi fa previsioni negative) sono: Nigeria (73%), Perù ed Albania (70%), Kazakhstan (67%) ed Armenia (62%).

Tra i paesi pessimisti invece, troviamo al primo posto il Libano (76%), Hong Kong (68%), Giordania (60%) e purtroppo anche l’Italia (59%). I dati su previsioni e aspettative appaiono fortemente correlati all’età ed al livello d’istruzione: gli intervistati d’età inferiore ai 35 anni e con titoli di studio più elevati risultano significativamente più ottimisti.

Hong Kong

La religione sembra invece non essere un fattore così discriminante, con un’eccezione però: gli Induisti sono di gran lunga più ottimisti. Da molti anni Gallup International misura a livello mondiale anche le percezioni relative alla felicità personale. Nei sondaggi degli ultimissimi anni circa la metà della popolazione mondiale aveva dichiarato di sentirsi molto o abbastanza felice e i risultati di quest’anno sostanzialmente confermano questo quadro.

Colombia

Nella “top five” dei paesi più felici in base al global Global Happiness Index (dato dalla differenza tra felici e infelici) troviamo la Colombia (dove i felici superano gli infelici di ben 88 punti), l’Indonesia (86), l’Ecuador (85) e il Kazakhstan (83), seguiti dalla Nigeria e le Filippine (78). I paesi meno felici sono la Giordania (dove gli infelici superano i felici di 38 punti), il Libano (- 15), la Siria (-7), seguiti da Hong Kong e Iraq, con un saldo comunque positivo (+5).

L’Italia si trova circa a 2/3 della classifica, ossia al 31° posto con 42 punti, risultato di 48% di felici (solo 2% molto felici, 46% abbastanza) meno 6% di infelici.

Indonesia

C’è quindi una porzione molto ampia (45%) di nostri concittadini che si schierano al centro della scala, dichiarandosi nè felici nè infelici. Per fortuna giovani e giovanissimi sono molto più felici della propria vita rispetto agli individui d’età più avanzata: in particolare i felici sono 3 su 4 (76%) tra i 15 e i 17 anni, 2 su 3 (65%) nella fascia 18-34 anni e 6 su 10 (59%) nella fascia 35-44. La porzione dei felici si attesta poi al 45% tra i 45 e i 64 anni, per scendere inevitabilmente (29%) nella fascia over 64.

Metodologia

Libano

Il sondaggio è stato condotto in 46 paesi di tutto il mondo e sono state complessivamente eseguite 45.676 interviste. In ogni paese è stato intervistato un campione nazionale probabilistico di circa 1000 uomini e donne, con interviste personali, telefoniche o online. Le rilevazioni hanno avuto luogo nel periodo novembre-dicembre 2019. Il margine d’errore per campioni di questo tipo è del +/- 3-5% ad un livello di confidenza del 95%.

 

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