A Lazise, cittadina sulla sponda veronese del Lago di Garda, Sono stati giorni dolcissimi quelli dall’1 al 4 ottobre 2026 ha ospitato la 47ª edizione de “I Giorni del Miele”, la storica rassegna capace di unire agricoltura, alimentazione, cultura, divulgazione scientifica e turismo. E non a caso: Lazise è tra le fondatrici dell’associazione Le città del miele
L’apicoltura in Veneto è molto più di un semplice comparto agroalimentare: è un pilastro fondamentale per la tutela della biodiversità regionale, dalla Laguna alle Dolomiti. In Veneto si contano oltre 9.000–10.000 apicoltori (tra professionisti e hobbisti), che gestiscono oltre 60.000–70.000 alveari, e la produzione regionale di miele varia ogni anno a seconda dell’andamento meteorologico e climatico, assestandosi indicativamente tra le 900 e le 1.200 tonnellate all’anno.
La ricchezza biogeografica della regione offre alle api una straordinaria varietà di pascoli fioriti. Abbiamo così il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP, un’eccellenza prodotta in territorio montano e caratterizzata da nettari puri come rododendro, tarassaco e tiglio. Poi ci sono i Mieli di Pianura e Collina, tra cui spiccano
l’Acacia (tra le varietà più richieste sul mercato per la sua dolcezza e fluidità), il Castagno dalle note amarognole e il Millefiori, specchio fedele dei diversi ecosistemi veneti. Infine, molto interessanti i Mieli della Sacca del Po e della Laguna: sono produzioni particolari come il miele di Barena (ottenuto dal nettare del limonio), rari e molto apprezzati dagli estimatori per l’aroma sapido. E’ stata un’edizione un po’ speciale, come spiega l’assessora Donatella Giubelli, che ha voluto un distanziamento maggiore fra gli stand, in modo da dar modo al pubblico di muoversi agevolmente fra gli stand e di ammirare l’incomparabile panorama che il lago offre. Così per quattro giorni oltre una cinquantina di stand hanno animato il centro storico, dal Lungolago (la suggestiva passeggiata caratterizzata dalla pavimentazione mossa che ricorda le onde dell’acqua), fino alla Dogana Veneta, il monumentale edificio del 14° secolo magistralmente ristrutturato, sede di numerosi eventi che in questi giorni sono stati dedicati al miele. I produttori veneti erano ovviamente la maggior parte, ma notevole anche la presenza di apicoltori provenienti da altre parti d’Italia.
L’evento sul miele e non solo
Al centro della manifestazione, naturalmente, c’è stato il miele, ma non solo: la fiera ha dato spazio agli altri tesori dell’alveare. A cominciare dalla melata, che non nasce direttamente dal nettare dei fiori. Le api raccolgono infatti le sostanze zuccherine presenti sulla vegetazione e prodotte principalmente da alcuni insetti che si nutrono della linfa delle piante. Il risultato è un miele generalmente più scuro, dal gusto meno floreale e spesso più intenso, con una caratteristica nota maltata. La melata è apprezzata anche per il contenuto di alcuni sali minerali e composti antiossidanti. Poi c’è il polline, raccolto dalle api sui fiori e trasportato nell’alveare. Per le api rappresenta una delle principali fonti di proteine, lipidi, vitamine e minerali necessarie alla vita
della colonia. Anche per l’uomo il polline alimentare è interessante dal punto di vista nutrizionale, perché contiene proteine, aminoacidi, fibre e numerosi micronutrienti. Si può consumato soprattutto a colazione, nello yogurt, nel miele o in altri alimenti. Non mancava la propoli, sostanza resinosa che le api raccolgono da gemme e parti di alcune piante e che utilizzano nell’alveare come materiale protettivo. Per le sue caratteristiche antimicrobiche e antiossidanti è un ingrediente molto utilizzato nella tradizione erboristica e in numerosi prodotti, dalle caramelle agli spray per la gola fino ai preparati cosmetici.
Last but not least, l’idromele, protagonista di degustazioni molto apprezzate. E’ una delle bevande alcoliche più antiche del mondo, ottenuta dalla fermentazione di una soluzione di acqua e miele. Conosciuto già nell’antichità, era considerato il “nettare degli dei” da Maya, Egizi, Greci e Romani. Ha rivestito un ruolo sacro per i popoli celti e nordici, che lo legavano a miti, rituali e all’Oltretomba (il Valhalla). Proprio dall’usanza medioevale di donare idromele agli sposi per un intero ciclo lunare dopo le nozze deriva l’espressione “luna di miele”. Può arrivare a una gradazione fino a 20% vol., può essere dolce, secco o semisecco, con aromi floreali e mielati, ha un gusto che può ricordare un passito, e si abbina benissimo a dolci secchi.
Tra gli eventi ospitati nella Dogana Veneta, il Convegno “Polline e miele per la salute e il benessere”, la premiazione del concorso “Città di Lazise – L’Ape d’Oro” con la premiazione dei migliori mieli d’Italia. Infine, molto sentita è stata la gara “Il miglior dolce dell’alveare”, che ha coinvolto direttamente gli abitanti di Lazise, che hanno preparato torte a base di miele. Un’ulteriore riprova che questa manifestazione – nata oltre 47 anni fa con poche bancarelle – non sia certo un’operazione di mero business, ma sia vivamente sentita e amata dagli abitanti.
Terminata la visita agli stand, Lazise invita naturalmente a prolungare la visita. Il cuore della cittadina è racchiuso dalle mura medievali, con torri e antiche porte di accesso. La Rocca Scaligera domina il paese, e fra le strade del centro si incontrano edifici storici e la bella chiesa di San Nicolò. Il lungolago conduce invece verso il porto e la Dogana Veneta, dove si sono svolti numerosi degli eventi legati al miele.
Come arrivare a Lazise
Raggiungere Lazise è semplice sia in automobile sia con i mezzi pubblici. Chi arriva da Milano o Venezia può percorrere l’autostrada A4 e uscire a Peschiera del Garda, proseguendo poi sulla Gardesana Orientale in direzione Lazise. Chiarriva da nord attraverso l’A22 del Brennero può invece uscire ad Affi – Lago di Garda Sud e seguire le indicazioni per il lago. In treno la stazione di riferimento è quella di Peschiera del Garda, sulla linea ferroviaria Milano-Venezia. Da qui è possibile proseguire verso Lazise con gli autobus extraurbani. Anche da Verona Porta Nuova partono collegamenti ATV verso le località della sponda orientale del lago.
Per chi arriva in aereo, lo scalo più vicino è l’aeroporto Valerio Catullo di Verona, collegato alla rete ferroviaria e al sistema di autobus che permette di raggiungere Lazise. Una volta arrivati, il modo migliore per scoprire il centro è comunque il più semplice: lasciare l’auto e camminare, seguendo il profilo delle mura fino al porto, alla Dogana Veneta e al lungolago. Per un arrivo panoramico, durante la stagione turistica è possibile raggiungere Lazise via lago utilizzando i traghetti e i aliscafi della Navigazione Laghi che collegano le principali località del Lago di Garda.
Info: su www.igiornidelmiele.it si può trovare l’elenco dei produttori ed espositori, utile per chi voglia contattarli
