Firmata da Herzog e de Meuron, il gigante di vetro e acciaio sfida i ghiacci proponendo a oltre tremila metri tante emozioni e il ristorante gourmet più alto d’Europa. Si sale con una funivia rotante unica al mondo. A valle c’è Engelberg con la sua quasi millenaria abbazia
Tocca il cielo con un dito! Ovvero con la sua ardita antenna. Titlis, un gigante alto 76 metri, è la torre agibile più alta d’Europa. Il top del top. Nel senso che questa struttura a forma di croce, forgiata con il vetro e con l’acciaio, è stata costruita a tremila metri di quota, nel cuore delle Alpi svizzere. Con la firma di due grandi architetti di Basilea: Jacques Herzog e Pierre de Meuron. Salirci in funivia, da Engelberg, la città famosa per la sua antica abbazia, richiede circa un’ora. Sospesi tra fantasia e realtà, specie nell’ultimo dei tre tratti del percorso, quando si sale sulla famosa Rotair, funivia mozzafiato la cui grande cabina, che sembra un disco volante, gira su se stessa. Unico impianto del genere al mondo.
A 3.020 metri di quota, sul Titlis (una montagna che è tra i miti delle Alpi), nel canton Obvaldo, è stata inaugurata a fine maggio la nuova “Titlis Tower”, trasformazione di un ex trasmettitore radio degli anni ’80 in una struttura turistica d’avanguardia. Dopo tre anni di lavori, Titlis Tower è diventata la torre abitabile più alta d’Europa, affacciata sul ghiacciaio e a pochi passi dalla stazione superiore degli spettacolari impianti di risalita. Che servono un esteso paradiso per gli sciatori.
La torre dispone di una piattaforma turistica e di due lussuosi corpi abitabili a forma di “container”, completamente vetrati, all’interno dei quali tra le altre strutture, è stato realizzato un ristorante, il Joseph’s, che diventa così il “fine dining” più alto d’Europa. È stato affidato allo chef André Kneubühler, premiato dalla guida Gault & Millau.
Entro il 2029 altre opere architettoniche ad alta quota
Il complesso, firmato dallo studio Herzog & de Meuron, è costato ben 150 milioni di franchi e propone una piattaforma panoramica accessibile. Nella torre è stata realizzata dalla Rolex una boutique di orologi di lusso. Tutto è partito dalla struttura in acciaio eretta dalle Poste svizzere negli anni ’80. Herzog & de Meuron hanno trasformato questa imponente infrastruttura in un’iconica croce, aggiungendo due travi orizzontali in acciaio. I visitatori possono accedere alla Torre Titlis tramite ascensore e raggiungere la terrazza panoramica 54 metri più su, da dove possono godere di una vista impareggiabile a tutto tondo. L’opera, come detto, è costata 150 milioni di franchi svizzeri. Ma non è finita. La fase finale del progetto dei record prevede la costruzione della nuova stazione a monte del Titlistra quest’anno e il 2029 per sostituire completamente gli edifici degli anni’60, che attualmente nel nuovo contesto, stonano un po’.
Sulla sommità del Titlis c’è la possibilità di provare l’emozione di attraversare un ponte tibetano anch’esso da primato. Inoltre si può entrare in una galleria ricavata nel ghiacciaio. L’intera stazione a monte sarà rinnovata entro il 2029. In questo periodo il Titlis è preso d’assalto da turisti indiani, che arrivano a Engelberg per effetto di un film di successo, “Dilwale Dulhania Le Jayenge”, girato da queste parti da una casa di produzione di Bollywood. E’ incredibile come il turismo legato ai film non conosca limiti di distanza. Gli indiani arrivano qui e trovano i luoghi molto familiari…
Lo “Joseph’s” è il regno dell’emergente chef Andrè Kneubühler

Sempre più in alto! Urlava in un noto “Carosello” degli anni ‘70 Mike Bongiorno dalla vetta del Cervino. Qui siamo un po’ più in basso rispetto alla montagna a piramide al confine fra Italia e Svizzera, ma certo che questo nuovo ristorante, inaugurato da poche settimane, si può annoverare fra i più alti d’Europa. Qualcuno afferma: il più alto!
Joseph’s Restaurant è il nuovissimo ristorante di cucina d’autore (“casual fine dining”) inaugurato all’inizio di giugno 2026 all’interno della spettacolare Titlis Tower, situata a ben 3.020 metri di altitudine sul Monte Titlis. Lo chef Andrè Kneubühler, lo scorso anno premiato dalla guida Gault & Millau Svizzera come uno dei migliori in terra elvetica, al Joseph’s propone una cucina d’alta quota definita “casual fine dining con anima alpina”, caratterizzata da piatti di ispirazione locale e regionale.
Le ampie vetrate del ristorante offrono una vista mozzafiato a 360 gradi sulle Alpi della Svizzera centrale, permettendo di pranzare letteralmente sopra le nuvole. Il ristorante rientra nel progetto firmato dal rinomato studio di architettura Herzog & de Meuron nell’ambito del progetto di rinnovamento della vetta “The Peak to Be”. Si raggiunge utilizzando la stessa funivia rotante Titlis Rotair che sale da Engelberg, divisa in tre tratti.
Frate Kuno svela i segreti del complesso benedettino di Engelberg
Ma torniamo a Engelberg, per scoprire la sua antica abbazia benedettina, crocevia di tante vicende storiche. Frate Kuno Rüst è un cicerone straordinario. Colto, affabulante, quasi teatrale… Talmente immerso nel suo racconto da sembrarne quasi rapito. Come stregato dalla bellezza dell’abbazia, fondata nel 1120, di cui, inutile sottolinearlo, conosce ogni segreto.
Questo monaco svizzero dalla parola magnetica, che indossa con disinvoltura i modaioli sandali Birkenstock, regala nella visita dell’antico complesso religioso un frammento della sua cultura. E lo fa con passione. Il complesso è sede, peraltro, della più prestigiosa scuola del Cantone Obvaldo. Risale al lontano 1120, anche se la sua attuale veste barocca risale alla ricostruzione del 1740, imposta dopo il devastante incendio del 1729. Ogni pezzo di questa culla d’arte, dai dipinti, all’organo, al pavimento, sono di una bellezza armonica e discreta. Fu il nobile Konrad von Sellenbüren che nel lontano 1120 decise di costruire un convento nella valle e, secondo la leggenza, furono proprio le voci celesti degli angeli a indicare il luogo esatto in cui edificare la struttura. I 14 monaci rimasti, fra cui Frate Kuno (nella foto), ci vivono, lavorano e insegnano, aprendo le porte di un edificio unico, fra giardini di erbe aromatiche e uno spacciodi marmellate e formaggi di qualità, entrambi di produzione locale.
Anche Engelberg ha il suo fascino, a cui contribuisce un patrimonio di facciate in stile Belle Epoque. Conservate con discrezione tutta svizzera. Di grande fascino gli alberghi in stile Liberty, come l’Hotel Terrace, incastonato ai piedi delle cime e raggiungibile dal grazioso centro del paese con comodi tunnel e ascensori. Al suo Porticus Bar è attivo uno dei più noti (e grandi) “gin bar” del mondo. Tra le specialità gastronomiche della zona, tutte di ispirazione molto svizzera, ecco la tradizionale “fondue” dell’Alpenresort Engelberg, una colata di formaggio bollente da condividere con gli amici a tavola. Alla brasserie “Konrad” dello Ski Lodge, caratterizzata da una carta da parati che la fa assomigliare a una biblioteca, c’è una cucina più informale, dove in particolare i burger la fanno da protagonisti nel menu. I vini svizzeri per abbinare bene i vari piatti non mancano.
