Chambéry, l’antica capitale dei Savoia tra castelli, vicoli medievali e il fascino delle Alpi

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Un itinerario nella città francese che, in fondo, incrocia i propri destini con quelli dell’Italia. Camminando sotto i portici (così “piemontesi”) si scoprono palazzi eleganti e cortili inattesi, musei originali, piazze con elefanti “senza fondoschiena” e un carillon con 70 campane. E quel segreto della Sindone bruciacchiata…

Questione di feeling… Ci sono città che raccontano la propria storia attraverso grandi monumenti e altre che la sussurrano tra vicoli lastricati, cortili nascosti e palazzi eleganti. Chambéry appartiene a questa seconda categoria. Raccolta ai piedi delle Alpi francesi, nel cuore della regione della Savoia, conserva ancora oggi il fascino dell’antica capitale di uno degli Stati, allora, più importanti dell’Europa occidentale: il Ducato di Savoia. Passeggiare nel suo elegante e particolare centro storico significa ripercorrere le vicende della dinastia che avrebbe poi dato vita al Regno di Sardegna e, infine, all’Italia unita.

Per quasi tre secoli, dal XIII al XVI secolo, Chambéry fu il cuore politico della Casa Savoia. Nel 1295 il conte Amedeo V ne fece la propria capitale, trasformandola progressivamente in una città di governo e di rappresentanza. Qui si amministravano i vasti territori che si estendevano su entrambi i versanti delle Alpi, comprendendo l’attuale Savoia francese, il Piemonte, la Valle d’Aosta e la contea di Nizza. Da questa città i Savoia costruirono pazientemente uno Stato destinato a crescere nei secoli fino a diventare il nucleo dell’Italia moderna.

Fu proprio a Chambéry che i principi sabaudi consolidarono il loro prestigio internazionale. Le alleanze diplomatiche, i matrimoni dinastici e una sapiente politica di espansione territoriale permisero alla famiglia di diventare una delle più influenti d’Europa. Soltanto nel 1563 il duca Emanuele Filiberto decise di trasferire la capitale a Torino, città più vicina ai nuovi equilibri geopolitici italiani e meglio difendibile dalle ambizioni della Francia. Nonostante questo spostamento, Chambéry continuò a rappresentare il cuore storico e simbolico della dinastia.

Il monumento che meglio testimonia questo glorioso passato è il Castello dei Duchi di Savoia, un vasto complesso che domina il centro cittadino. Nato come fortezza medievale, fu ampliato nei secoli fino a diventare una raffinata residenza principesca. Ancora oggi le sue torri, i cortili interni e gli eleganti edifici raccontano il potere dei Savoia. All’interno si trova la Sainte-Chapelle, costruita nel XV secolo, celebre per aver custodito per oltre un secolo la Sacra Sindone. Il prezioso lenzuolo, oggi conservato a Torino, rimase infatti a Chambéry dal 1453 al 1578. Qui, nel 1532, fu coinvolto nel drammatico incendio della cappella: il reliquiario d’argento si deformò per il calore e alcune gocce di metallo fuso danneggiarono il tessuto, lasciando le caratteristiche bruciature ancora oggi visibili sulla Sindone.

Accanto al castello svetta la Tour Yolande, mentre il grande carillon composto da settanta campane rappresenta uno dei più importanti d’Europa e accompagna ancora oggi la vita cittadina con i suoi concerti.

Il centro storico di Chambéry è un piccolo gioiello urbanistico. Le sue strade conservano l’impianto medievale, con passaggi coperti, vicoli stretti e suggestivi traboules, antichi corridoi che collegano cortili interni e palazzi. Camminando senza una meta precisa si scoprono facciate colorate, eleganti dimore rinascimentali e piazze animate da caffè e ristoranti.

Il cuore della città è Place Saint-Léger, una lunga piazza pedonale che segue il tracciato dell’antica via romana. Sotto i portici si susseguono negozi, bistrot e pasticcerie, mentre le facciate delle case raccontano secoli di prosperità commerciale. È il luogo ideale per assaporare il ritmo tranquillo della città e osservare la vita quotidiana degli abitanti.

Poco distante si incontra la celebre Fontaine des Éléphants, il monumento simbolo di Chambéry. Costruita nel 1838, fu dedicata a Benoît de Boigne, avventuriero e generale che fece fortuna in India al servizio dei maharaja prima di tornare nella sua città natale come grande benefattore. La monumentale fontana, con i suoi quattro elefanti disposti schiena contro schiena, è affettuosamente chiamata dagli abitanti “Les Quatre Sans Culs”, i quattro senza fondoschiena, poiché gli animali emergono soltanto per la parte anteriore del corpo.

A pochi passi si trova la Cattedrale di San Francesco di Sales, dall’aspetto sobrio all’esterno ma sorprendente all’interno. Le pareti sono interamente ricoperte da dipinti illusionistici che costituiscono uno dei più vasti complessi di trompe-l’œil d’Europa, trasformando l’edificio in un autentico capolavoro dell’arte barocca.

 

Chambéry è però anche la città di Jean-Jacques Rousseau. Il grande filosofo e scrittore svizzero vi soggiornò tra il 1731 e il 1742, anni decisivi per la sua formazione intellettuale e sentimentale. Qui conobbe Madame de Warens, figura fondamentale della sua vita, che egli avrebbe ricordato con affetto nelle celebri Confessioni. La loro residenza, la Maison des Charmettes, poco fuori dal centro, è oggi un museo immerso nel verde. Visitare questa casa significa entrare nell’universo personale di Rousseau, tra il giardino, il frutteto e gli ambienti che ispirarono molte delle sue opere. Proprio qui maturarono molte delle idee che avrebbero influenzato profondamente l’Illuminismo europeo e il pensiero politico moderno.

Chi ama i musei non può perdere il Musée des Beaux-Arts, ospitato in un antico granaio del grano, con importanti collezioni di pittura italiana, francese e fiamminga. Meritano una visita anche il Museo Sabaudo e il quartiere storico che circonda il castello, ricco di scorci pittoreschi e botteghe artigiane.

La posizione geografica rende Chambéry anche un eccellente punto di partenza per esplorare il territorio circostante. A pochi chilometri si apre il lago del Bourget, il più grande lago naturale della Francia, circondato da montagne e piccoli borghi. Poco più lontano si trovano il lago di Annecy, le vette del Massiccio della Chartreuse e il Parco naturale dei Bauges, paradiso per escursionisti e ciclisti.

Anche la gastronomia riflette il carattere alpino della regione. Le tavole di Chambéry propongono piatti ricchi e sostanziosi, perfetti dopo una giornata trascorsa tra musei e passeggiate. Le grandi protagoniste sono le specialità a base di formaggio: la fonduta savoiarda, preparata con Beaufort, Comté ed Emmental, la tartiflette con patate, pancetta e Reblochon, e la raclette, servita con salumi e patate novelle. Non mancano i diots, le tradizionali salsicce savoiarde cotte nel vino bianco, e la croziflette, preparata con una tipica pasta locale chiamata crozets.

Tra i vini spiccano quelli della Savoia, freschi e minerali, ideali per accompagnare i piatti della tradizione. Il più noto è forse l’Apremont, prodotto sulle pendici del Massiccio della Chartreuse, mentre tra i dolci meritano un assaggio la torta alle noci e le specialità a base di mirtilli e castagne.

Visitare Chambéry significa scoprire una città che ha saputo conservare un’identità autentica. Qui la grande storia europea si intreccia con un’atmosfera rilassata, fatta di piazze eleganti, antichi cortili e montagne che sembrano proteggere il centro storico.Tra castelli, chiese, vicoli medievali e panorami alpini, Chambéry offre un viaggio nella memoria d’Europa, lontano dai grandi circuiti turistici, ma ricco di emozioni. Una meta che sorprende per la sua eleganza discreta e per la capacità di raccontare, a ogni angolo, una storia fatta di principi, filosofi, pellegrini e viaggiatori che nei secoli hanno contribuito a costruirne il fascino senza tempo.

Info: Chambery è raggiungibile agevolmente da Milano grazie a un collegamento ferroviario diretto, assicurato da un treno veloce TGV. www.explore-savoie.com, www.chamberymontagnes.com, www.france.fr/it, www.atout-france.fr, www.aixlesbains-rivieradesalpes.com