Un viaggio tra spiagge luminose, montagne vulcaniche al centro dell’Oceano Indiano e le tracce delle antiche rotte verso l’Oriente
Arrivare all’isola vulcanica di Mauritius, piccola gemma nel cuore dell’Oceano Indiano, 2000 chilometri ad est della costa africana, è sempre un’emozione incredibile… e non solo per le sue spiagge di sabbia bianca, l’acqua cristallina e il paesaggio montuoso che la circonda.
Ma perché proprio qui la Storia ha scritto una delle sue pagine più avventurose… Qui siamo all’incrocio delle grandi rotte marittime che collegavano l’Europa alle Indie Orientali, all’Estremo Oriente, all’Africa. Nelle insenature segrete che oggi ospitano resort ed alberghi, sono attraccati nel corso dei secoli i sambuchi, le tradizionali barche a vela arabe, le caracche, i grandi velieri portoghesi a tre alberi, e poi i galeoni olandesi e le caravelle spagnole, le golette francesi, i brigantini inglesi.
Da questo ininterrotto traffico marittimo e umano, iniziato nel sedicesimo secolo, è nata Mauritius, 2.040 chilometri quadrati di meraviglie naturali ed esperienze uniche, crogiolo di culture e tradizioni, vera isola mosaico. Popolata dagli schiavi africani arrivati dal Madagascar, dagli indiani portati dagli britannici, dai discendenti degli Europei, dai Cinesi. Un piccolo pianeta, miracolo di coesistenza tra indù, cristiani, musulmani, buddisti. Tutti orgogliosamente ed esclusivamente “mauriziani”.
Un clima sempre ideale tra spiagge e lagune
L’isola ha un clima tropicale ideale, con una temperatura che nei 12 mesi dell’anno oscilla tra i 20 e i 30 gradi… mai troppo caldo, mai troppo freddo.
Questo vuol dire che anche durante la stagione delle piogge, da dicembre ad aprile, il sole arriva sempre dopo qualche ora a rischiarare la giornata. e nel periodo considerato secco, da maggio a novembre, una pioggia leggera ridà freschezza alle notti e soprattutto garantisce quello splendido colore smeraldo della vegetazione, e delle foreste lussureggianti.
L’isola si apre con ospitalità e gentilezza ai suoi turisti. Il personale che lavora nei ristoranti, negli alberghi, nei resort è sempre pronto ad aiutare ed assistere, con una sola richiesta: il rispetto del delicato ecosistema di Mauritius. Protetto da una delle più grandi barriere coralline del mondo, che incorniciano l’intera isola e assicurano la sopravvivenza di un mondo marino ricco e variegato, a cominciare dai coloratissimi pesci tropicali. Le acque, a differenza di molte altre isole oceaniche, sono poco profonde e mai fredde, ideali per le immersioni, lo snorkeling, gli sport acquatici o le lunghe passeggiate romantiche sul bagnasciuga.

Le lagune turchesi che si trovano lungo le spiagge, come quelle a Belle Mare, Grande Baie e Flic en Flac, sono facilmente accessibili e offrono riposo ai turisti in cerca di relax e tintarella, ma anche avventura agli amanti del mare. A guardia della costa, per evitare l’erosione dell’Oceano, migliaia di mangrovie di ergono come soldati. Grandi, secolari, o piccolissime, rappresentano la soluzione più naturale, meno costosa o invasiva per mantenere intatta la bellezza e la biodiversità dell’isola. E l’entroterra è altrettanto affascinante, con una varietà di flora e fauna uniche, le foreste pluviali, i lunghi corsi d’acqua.
La natura tra mare e montagna da preservare
A livello ecologico, Mauritius è conosciuta per i suoi sforzi di conservazione. Il surriscaldamento globale ha già cambiato il ritmo delle stagioni, minaccia l’habitat naturale e per sopravvivere le organizzazioni locali hanno riscoperto rimedi antichi per preservare la loro biodiversità, assolutamente unica. Sono state create riserve naturali, aree marine protette, parchi nazionali, riserve di pesca.
Per i turisti un’occasione straordinaria di vivere la natura selvaggia delle gole del Black River, giocare con le piccole scimmie delle Cascate di Chamarel, scalare le montagne che si ergono al centro dell’isola, come il godere il Piton de la Rivière Noire e il Monte Brabant, godersi tramonti la sera a Trou d’Eau Douce.
Le Morne, l’aspra montagna nel sud-ovest di Mauritius, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. È stata utilizzata come rifugio dagli schiavi in fuga fuggiaschi, nel XVIII secolo.
Protetti dalle rupi isolate, boscose e quasi inaccessibili della montagna, gli schiavi fuggiti formarono piccoli insediamenti nelle grotte e sulla sommità di Le Morne, diventata un simbolo della lotta per la libertà.
La montagna e il mare, la bellezza e la natura, la storia passata e il presente sostenibile… Non è certo grande Mauritius con i suoi 65 chilometri di lunghezza e 45 di larghezza. Si può noleggiare una piccola barca da pesca e fare il giro delle isolette che circondano Mauritius. Ognuna porta il nome dei suoi abitanti, passati e presenti. Fenicotteri rosa, aironi, serpenti, cervi.
Ma non aspettatevi davvero di vedere gli animali selvatici nella popolarissima Isola dei Cervi. Furono gli olandesi a portarli, per le loro battute di caccia. Ora, tra le spiagge bianchissime e la vegetazione tropicale, è rimasta solo qualche scimmia dispettosa.

La cucina mauriziana: una miscellanea di sapori
A fine giornata, dopo tante emozioni, sarà la cucina locale a ricordare l’anima dell’isola, con la sua esplosione di sapori, spezie e aromi, che mescolano piatti etnici indiani, europei, africani, creoli e cinesi, rigorosamente creati solo ed esclusivamente con pesce fresco, carne e verdure delle Mauritius. Una creazione che ha ispirato poeti e scrittori mauriziani, che raccontano la cucina come una sinfonia unica di odori e natura. C’è la Rougaille, la salsa di pomodoro densa e speziata, con aglio, zenzero e timo, che serve a condire il pesce, la carne o le salsicce.
Il Dholl Puri, re dello street food, piadina sottile di farina gialla con ripieno di piselli, servita con curry o Rougaille. Il Gateau Piment, le palline fritte a base di lenticchie gialle e peperoncino. Il Cari, piatto di curry, che può esser fatto con pesce, pollo o verdure, ed è cucinato con una miscela di spezie locali. Curcuma, cumino, pepe nero. La preparazione del Cari è un rituale per le famiglie mauriziane, un momento importante di socialità e condivisione.
La Salade de Palmiste, il prelibato cuore tenero di palma servito come l’insalata o con frutti di mare. E per dolce l’Alouda, con latte, semi di basilico, e gelatina. Piatti, verdure e frutta tropicale che si possono gustare nei ristoranti di lusso dei resort così come nei locali più modesti, che la sera si riempiono nei centri urbani dell’isola. Come a Nord, a Port Louis, la capitale, dove tre giorni a settimana – mercoledì, sabato e domenica – ci si può perdere tra le bancherelle del mercato, tra spezie, frutta tropicale, borse e capelli di paglia, e piccoli oggetti d’artigianato.

Cosa c’è da scoprire oltre la natura
Non lontano dal centro di Port Louis si trova la storica Cittadella, un forte costruito duecento anni fa, che offre una vista mozzafiato sulla città e il suo porto.
A sud est, per chi volesse scoprire il mélange culturale e storico dell’isola, c’è Mahébourg, che offre ai suoi visitatori un vero tuffo nel passato di Mauritius, grazie all’amorosa conservazione dei vecchi edifici, delle case signorili olandesi, inglesi e francesi rimaste intatte.
Mauritius è davvero un paradiso che attende di essere scoperto dagli italiani, grazie anche i nuovi voli diretti da Roma e Milano. Ti imbarchi la sera, e al mattino ti ritrovi in un luogo magico che il grande scrittore Mark Twain, vissuto sull’isola nel 1896, dopo la sua visita all’avamposto britannico nell’Oceano Indiano, così descrisse “da un cittadino raccogli l’idea che prima fu creata Mauritius e poi il Paradiso. e che il Paradiso fu copiato da Mauritius“.
(Mark Twain, “Seguendo l’Equatore”, 1897)
Giovanna Botteri, notissima inviata della RAI e di altre importante testate, con questo servizio ha iniziato a collaborare con noi. Alla RAI è stata reporter e conduttrice del Tg3. Ha seguito i più importanti eventi internazionali: il crollo dell’Unione Sovietica, la guerra nell’ex Jugoslavia, Algeria, Sud Africa, Ruanda, Albania, Kosovo. In Afghanistan e Iraq (nel 2003), ha filmato in esclusiva mondiale l’inizio dei bombardamenti su Baghdad. In Libano, Siria, Iran, dove ha filmato la centrale nucleare di Natanz. Dal 2007, negli Stati Uniti, ha seguito la campagna di Obama, la grande recessione, la crisi di Wall Street, la guerra all’Isis, la vittoria di Trump. Dal settembre 2019 è in Cina, tra i pochi testimoni occidentali della pandemia di Covid19. Dal 2022 a Parigi segue la rivolta delle banlieue e l’ascesa della destra. E’ Cavaliere della Repubblica Italiana e Legion d’Onore della Repubblica Francese.

Crediti fotografici: immagine cover ed 8a foto di Xavier Coiffic-Unsplash, Sourabh Adhya – Belle Mare-Unsplash, Bernard Loo-Unsplash, varie immagini dell’autrice, di Makabera-Unsplash, Wurliburli-Unsplash, Marisa4-Pixabay.
