India, il fascino senza tempo delle haveli di Mandawa

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L’India è una terra che conquista per i suoi colori, l’ospitalità e la gentilezza degli abitanti, la spiritualità ed i forti contrasti. Tra marmi ed arenarie rosse, tra stoffe preziose ed arabeschi, il fascino che questa terra misteriosa continua ad emanare sembra rimanere sospeso nel tempo. Come senza tempo è la storia d’amore che sta alla base dell’incomparabile Taj Mahal, la settima meraviglia del mondo, che si trova ad Agra, nella parte occidentale dello stato federato dell’Uttar Pradesh. Un magnifico sogno in marmo bianco eretto al centro di un lussureggiante giardino. Venne fatto costruire nel 1631 dall’imperatore Moghul Shahjehan per ospitare la tomba dell’amata moglie Mumtaz Mahal, morta nel dare alla luce il 14 figlio dopo 17 anni di matrimonio. Si può dire che ogni visitatore trova il suo Taj Mahal preferito in momenti diversi del giorno. Il marmo del monumento, infatti, assume le infinite sfumature di colori del sole, della luna, del crepuscolo e del tramonto. E’ una perla in un paesaggio immacolato. 

Ricca di charme è Mandawa, fondata nel XVII secolo da alcune famiglie dei facoltosi mercanti. E’ una meta fuori degli itinerari turistici di massa, nel Rajasthan. Le haveli, dimore riccamente affrescate nello stile Shekawati, costruite lungo le piste della carovana che conducevano in Pakistan, riservano sorprese continue, per la bellezza degli ornamenti  interni ed esterni. La magia del fascino antico con i comfort moderni la si vive all’hotel ‘Desert Dunes’ di Mandawa, dimora di charme, quattro stelle superior, che si estende su 14 acri dove le 74 stanze accoglienti e spaziose, con balcone privato, si affacciano tutte nel lussureggiante giardino interno dove si trovano pavoni e scoiattoli. Dalle superior room, alle deluxe, fino alle suite, tutte dispongono di WI-Fi e televisore Lcd. Nel prezzo è incluso il consumo del mini bar in camera e la colazione all’americana, due bottiglie di acqua minerale e due quotidiani in lingua inglese al giorno. Con il suo ampio portico e la grande hall in marmo bianco, ornata da bellissimi affreschi murali dipinti a mano, l’hotel trasmette subito una sensazione di serenità, calore e di pulizia.

L’ospite – dice J. S. Nakura, direttore della struttura (nella foto)  – è sacro. La filosofia è quella di metterlo al centro delle nostre attenzioni, per questo servizi come cambio valute, medico di guardia sono disponibili 24 ore su 24”.

Molto curata è la cucina. Il ristorante, interno, capace di ospitare fino a 100 persone, offre la specialità della tradizione indiana: agnello o pollo al curry, gishtaba (polpette di carne alle spezie servite con yogurt), biriyani (pollo o agnello al riso), alloki tikki (fritelle di patate bollite impastate con la farina e riempite di ceci e formaggio), chole bhature (fritelle salate servite con curry), sarson kasaag (foglie di senape cucinare con aglio e cipolla e accompagnate con burro purificato). Oltre alla birra indiana, molto diffuso è  il rum Old Monk di pura canna da zucchero. Molto curata è anche la cucina internazionale, con dei discreti piatti di pasta.

Info: www.indiatourism.com  –  www.hoteldnd.com

 

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