Da Bologna a Los Angeles: un viaggio alla scoperta della realtà hollywoodiana e dei suoi luoghi

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Hollywood è certamente il più noto quartiere della città di Los Angeles. Anche conosciuto come la “Mecca del cinema” è in questo distretto californiano che si concentrano le attenzioni di tutti i cinefili e dei fan delle celebrità del mondo del cinema, in particolar modo in corrispondenza della cerimonia degli Oscar, una grandiosa cerimonia che riesce a creare grande attesa ed interesse in tutto il mondo.

A partire dagli anni venti la storia di Hollywood venne ad intrecciarsi con la storia stessa del cinema americano: alla fine del XlX secolo la calda e assolata Hollywood era ancora un ranch, si trasformò in un villaggio soltanto agli inizi del secolo successivo. Già nel 1920 Hollywood era divenuta il centro dell’industria cinematografica americana per eccellenza, e qui nacque e si sviluppò su vasta scala il fenomeno del divismo. In quegli anni era già ricercata per il lusso e la popolarità che la più grande macchina di produzione per il grande schermo poteva offrire, il tutto alimentato dalle cronache mondane.

Negli anni settanta si registrò un miglioramento della situazione che era precipitata durante la 2° guerra mondiale; i produttori cinematografici, infatti, riuscirono a superare la crisi a tutti sino a rilanciarsi progressivamente dagli anni ’70 in poi grazie ad alcuni grandi registi. Durante quegli anni emerse un nuovo gruppo di registi americani come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, George Lucas, Woody Allen, Terrence Malick e Robert Altman. La ripresa del genere gangster si ebbe agli inizi degli anni settanta con il film Il padrino (1972), diretto da Francis Ford Coppola e tratto dall’omonimo romanzo di Mario Puzo. Nel 1975 Lo squalo di Steven Spielberg ottenne un grande successo di pubblico e di critica e mostrò come anche la New Hollywood potesse incassare tanto. Ma il film segnò anche l’inizio della fine di quell’era. Infatti diede il via ai blockbuster, con i quali i produttori tornarono alla carica, riprendendo a produrre film kolossal molto costosi.

Nel 1977 Guerre stellari di George Lucas e Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg conquistano definitivamente un pubblico di massa che il cinema di fantascienza, in precedenza, non aveva mai avuto. Gli anni novanta segnano il trionfo degli effetti speciali, con le tecnologie digitali che giungono a piena maturità. Hollywood resta tutt’ora il sogno di centinaia tra coloro che desiderano far carriera ‘sul grande schermo’, il più grande centro di produzione di film passati e presenti, la casa del film per antonomasia.

Abbiamo raccolto una breve intervista con Andrea, un giovane che ci parla del suo sogno di lavorare nel mondo della produzione e della distribuzione dell’industria cinematografica, e che ci guida attraverso alcuni dei luoghi, legati al cinema e alle sue stelle, più particolari e caratteristici di Los Angeles.

La storia di Andrea Zannetti (foto a destra con la maglia del Bologna Fc) comincia a Bologna, città in cui coltiva l’amore per la buona cucina, la musica, l’arte e il cinema. Il suo percorso di studi universitari, però, si sviluppa a Milano. Qui frequenta il corso dell’Università Bocconi di Economics and Management in Arts, Culture, Media and Entertainment, finalizzato a formare futuri professionisti e manager intenzionati a lavorare nel mondo dello spettacolo e dell’arte in una prospettiva internazionale. Dopo la laurea la prima esperienza lavorativa a Londra, da StudioCanal, la più importante casa di produzione e distribuzione cinematografica d’Europa. E’ lui a spiegarci com’è avvenuta questa esperienza:

“E’ stato sicuramente il mio battesimo del fuoco. Mi sono ritrovato improvvisamente catapultato in una realtà nuova, stimolante. Londra è una città che va ai mille all’ora. Lavorare per un’azienda del calibro di StudioCanal mi ha spronato a dare il meglio, è stato molto formativo”.

Poi finalmente… Hollywood: “Dopo la specialistica e la splendida parentesi londinese volevo venire a Los Angeles. Qui ho frequentato il programma della UCLA Extension di Business and Management of Entertainment, focalizzato sui diversi rami della film industry e sugli aspetti legali e finanziari dell’industria cinematografica. Già a partire dall’università ti insegnano quanto il lavoro in questo settore sia basato sul networking. Avere un background di conoscenze che possano indirizzarti e frequentare numerosi  meeting e i locali giusti è fondamentale per poter riuscire ad aver accesso alle opportunità lavorative dell’industria del cinema e della musica. I primi luoghi in cui nascono le collaborazioni non a caso sono i club o i ristoranti. Prima si pranza insieme e ci si conosce, poi si parla di business. La componente fiduciaria, qui, è alla base di ogni rapporto di lavoro.

Generalmente artisti famosi e produttori sono soliti incontrarsi in luoghi che possano garantirgli una certa dose di privacy e riserbo; parliamo di club e hotel famosi ed esclusivi come lo storico Chateau Marmont di West Hollywood, che dal 1929 custodisce i segreti di numerosissime star di Hollywood e del mondo della musica, oppure il più stravagante Magic Castle, al cui interno si svolgono fenomenali spettacoli di magia e nei particolarissimi bar del quale non è raro incontrare diverse stelle del cinema”.

Cena nel patio di Chateau Marmont a Los Angeles

A che livello si percepisce l’influenza di Hollywood sulle strade di Los Angeles?

“Credo che sia sbagliato definire Hollywood semplicemente come un quartiere di Los Angeles. L’essenza di Hollywood va certamente oltre a quelli che sono dei rigidi confini geografici.

Senza contare il fatto che numerosi major film studios quali la Sony, la Disney e la Warner Bros sono ubicati in zone differenti da Hollywood, come Culver City o Burbank; quella di Hollywood è certamente una realtà, un concetto, che si respira in tutta la città.

Sono innumerevoli, infatti, i bar o i ristoranti della città dedicati al mondo del cinema, ma ciò che più conta è il numero di artisti e attori in erba che si incontrano accidentalmente in queste strade e nei caffè, moltissimi dei quali di origine italiana. Qui le persone si sentono davvero libere di esprimere la propria personalità e la propria arte, per questo non è raro vedere gente vestita in modo bizzarro o in tema con il locale in cui si trova”.

Artisti e produttori del mondo hollywoodiano che si incontrano nelle eccentriche location dei ristoranti di Los Angeles. Ci sono alcuni luoghi in particolare che suggerisci di visitare?

“Tra i ristoranti che preferisco e che consiglio metto sicuramente Yamashiro, ristorante giapponese famosissimo per essere stato teatro di alcune delle più celebri scene del film “Kill Bill” di Quentin Tarantino, dalla location incredibilmente suggestiva. La struttura è costituita da un tempio giapponese sulle colline di Hollywood e appena entrati ci si sente catapultati immediatamente in oriente. (foto di copertina e qui sopra)

Altri locali che consiglio di visitare sono il Beetle House e Il Clifton’s Cafeteria. Il primo è molto particolare e bislacco con un’atmosfera legata al genere horror e alla notte di halloween, tutto l’arredamento rimanda infatti alla filmografia di Tim Burton, l’illustre regista di Edward mani di forbice e Nightmare before Christmas. Il secondo invece è la più grande caffetteria pubblica del mondo, nonché la più antica tra quelle aperte a Los Angeles.

 

 

Entrare al Clifton’s lascia semplicemente senza fiato, al suo interno ci sono numerose stanze tutte agghindate in modi differenti e al centro della struttura si erge una gigantesca sequoia dell’altezza di circa 4 piani. Infine, da queste parti sono molto amati i cosiddetti speakeasy, locali in puro stile pre-proibizionismo dall’atmosfera top secret anni venti.

Tra questi è certamente degno di nota il No Vacancy. Il locale è una casa vittoriana restaurata che al suo interno nasconde sale minuziosamente studiate con l’intento di riportare indietro di un secolo e mezzo i propri ospiti, i quali si intrattengono sorseggiando cocktail artigianali tra spettacoli burlesque e mangiafuoco. Da non perdere!” 

testo di Riccardo Biasion

Due immagini di Hollywood Boulevard

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