Da culla del turismo balneare e della vita notturna a distretto culturale vibrante e diffuso: nella Riviera Romagnola l’arte diventa la protagonista indiscussa della stagione estiva 2026

PH Marco Caselli Nirmal – Courtesy Comune di Comacchio – Archivio Casa Museo Remo Brindisi
Al calare del sole, quando le spiagge si svuotano, in Romagna l’esperienza del viaggio si sposta nei musei, nelle ville storiche e nelle gallerie d’arte, grazie a una fitta rete di mostre ed eventi di respiro internazionale aperte fino a tarda sera.
Da Comacchio a Cattolica, passando per l’entroterra faentino, il territorio si trasforma in una grande galleria d’arte diffusa, capace di far entrare in dialogo grandi firme della fotografia mondiale, come Paolo Roversi e Bruno Barbey, con pietre miliari della scultura e della ceramica del Novecento, da Remo Brindisi a Carlo Zauli. Un invito a riscoprire la Riviera attraverso la lente della bellezza e della riflessione concettuale.
Dai Lidi Ferraresi a Ravenna, avanguardie architettoniche e muse della moda

Paolo Roversi, mostra MAR Ravenna
Il viaggio ideale parte dai lidi ferraresi, precisamente da Lido di Spina, dove sorge la Casa Museo Remo Brindisi. Manifesto architettonico degli anni ’70, progettata dalla celebre designer Nanda Vigo e ispirata ai dettami del Bauhaus e alle volumetrie del Guggenheim di Frank Lloyd Wright, questa residenza estiva immersa nella pineta accoglie oggi una straordinaria collezione di 1.100 opere, tra cui capolavori di Modigliani, Picasso, Guttuso, De Chirico e Fontana. L’apertura serale nel periodo estivo – da martedì a domenica, 19.00/23.00 – permette di vivere lo spazio sotto una luce intimista e ancora più suggestiva.
Spostandosi verso i vicini lidi ravennati, una tappa imprescindibile è il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, che celebra la donazione permanente della nuova Galleria Paolo Roversi. Il maestro ravennate della fotografia di moda viene omaggiato attraverso un corpus di scatti eterei e impalpabili. Le sue immagini d’alta moda e i ritratti di icone contemporanee come Kate Moss, Naomi Campbell, Rihanna e Natalia Vodianova si presentano al visitatore come dipinti, per via della grana, dei colori desaturati e della dimensione onirica che li caratterizzano.
Scatti urbani e memorie storiche tra Milano Marittima, Cervia e Cesenatico

Carlo Zauli, sfera ovale, in mostra Rimini
La fotografia d’avanguardia si fa urbana a Milano Marittima con il Mare d’Arte Festival 2026. Protagonista assoluto è l’artista visivo Jacopo Di Cera, che propone una mostra personale diffusa sul territorio, tra il centro cittadino e il Bagno Club Milano. Le sue opere si basano sulla tecnica della ripresa zenitale, offrendo una visione aerea e geometrica della vita costiera.
A pochissimi chilometri, dal 10 luglio al 16 agosto il Magazzino del Sale di Cervia rinnova il suo appuntamento annuale con L’arte dei Premi, un’antologia che unisce le eccellenze artistiche provenienti storicamente dai premi Faenza, Campigna e Marina.
Proseguendo lungo il Porto Canale di Cesenatico, la Galleria Leonardo ospita la mostra Il Bragozzo, un nostalgico ma rigoroso viaggio nella Cesenatico degli anni ’60. L’esposizione attinge dal patrimonio comunale per esporre opere di maestri del calibro di Alberto Sughi e Dario Fo, di cui nel 2026 si celebra il centenario della nascita.
Fellini, Street Art e le nuove visioni di Rimini

Luca Giovagnoli, Beach Games, 2026
Rimini si conferma epicentro della sperimentazione visiva. In occasione del centenario della nascita di Carlo Zauli, tra i massimi interpreti della ceramica novecentesca, il Fellini Museum ospita fino al 23 agosto Sensualità della Forma. La mostra instaura un dialogo poetico tra le sculture e le acqueforti di Zauli e la cinematografia felliniana, con speciali aperture serali ogni mercoledì.
In parallelo, i Palazzi dell’Arte propongono un doppio binario espositivo: da un lato Summer Dream, la personale di Luca Giovagnoli che indaga il mito dell’estate immaginaria; dall’altro Sailing to Byzantium, una prestigiosa selezione di 60 grafiche e incisioni provenienti dalla scena artistica di New York.
Il capoluogo romagnolo si arricchisce anche di un nuovo monumento contemporaneo: in Piazzetta Teatini, tra le ferite architettoniche della Chiesa di San Giorgio Antico distrutta dai bombardamenti bellici, il celebre street artist Eron ha firmato il murale Sacro Cuore, un’opera concettuale di rara potenza simbolica.
La grande fotografia a Riccione e i 100 anni di Ducati a Cattolica

Bruno Barbey, Palermo, 1963
Riccione affida la sua programmazione estiva a due grandi mostre fotografiche ospitate nelle sue ville storiche. A Villa Mussolini, la rassegna Bruno Barbey. Gli Italiani raccoglie 100 scatti in bianco e nero realizzati dal fotografo di Magnum Photos tra il 1961 e il 1966, restituendo un affresco sociologico dell’Italia del boom economico. A Villa Franceschi, invece, la mostra Pianosequenza di Adolfo Franzò accende i riflettori sui grandi protagonisti del cinema nazionale e internazionale attraverso 40 intensi ritratti d’autore, visitabili eccezionalmente fino a mezzanotte.
A Cattolica, la Galleria Santa Croce vira verso il disegno d’autore con Profondo nero, mostra personale del vignettista Leonardo Cemak. Le sue opere, caratterizzate da un minuzioso tratteggio in chiaroscuro, indagano atmosfere misteriose e noir, ideali per una fruizione serale (dalle 21.00 alle 23.00).
Ancora a Cattolica, il Palazzo del Turismo celebra l’identità tecnica e sportiva della regione con la mostra 100 anni di Ducati: dalla Mototemporada alla Superbike. Un percorso espositivo di moto e fotografie che rievoca l’epopea delle corse stradali che, tra il secondo dopoguerra e i primi anni Settanta, trasformavano il lungomare romagnolo in un circuito d’alta velocità.
Infine, per chi desidera un’escursione colta nell’entroterra, il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza presenta un progetto espositivo di altissimo valore scientifico: Nordic Table Design. Una silenziosa rivoluzione femminile (1900-1970). L’esposizione celebra il contributo fondamentale di 45 designer e intellettuali scandinave attraverso oltre 200 opere, tracciando l’evoluzione della tavola e dell’arte ceramica nordica del periodo compreso tra il 1900 e il 1970.
