Dopo oltre trent’anni Fortunato Depero torna a Milano con una mostra che mette in dialogo Futurismo e casa museo attraverso un progetto espositivo inedito

Costumi italici (ENIT nel mondo)_1939-1940_© FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Fino al 2 agosto 2026, il Museo Bagatti Valsecchi di Milano accoglie Depero Space to Space. La creazione della memoria, mostra dedicata a Fortunato Depero, protagonista assoluto del Futurismo italiano. Curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, l’esposizione è realizzata in collaborazione con il Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto ed è inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Il progetto nasce da un’idea precisa: raccontare un sorprendente parallelismo tra epoche, visioni e desideri comuni. Da un lato i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, che alla fine dell’Ottocento costruirono la propria dimora come una casa rinascimentale “ideale”; dall’altro Fortunato Depero, che nel secondo Novecento trasformò un edificio storico di Rovereto nella sua Casa d’Arte Futurista. In entrambi i casi, il sogno era lo stesso: abitare l’arte, vivere dentro uno spazio in cui passato e presente potessero coesistere.
Con oltre 40 opere realizzate tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, provenienti dalla Casa d’Arte Futurista Depero e dalle collezioni del Mart, la mostra segna il ritorno di Depero a Milano dopo oltre trent’anni dall’ultima grande retrospettiva. Il percorso espositivo mette in relazione le creazioni dell’artista trentino con la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi, generando un confronto inedito tra linguaggi, epoche e atmosfere.
L’allestimento, progettato dallo studio A-Fact di Milano, trasforma le sale della casa museo in veri e propri meccanismi teatrali. Gli ambienti storici, densamente abitati da arredi, manufatti e opere d’arte applicata, diventano il palcoscenico su cui si innesta la ricerca tardo futurista di Depero. Ne emerge una narrazione a due tempi: Ottocento e Novecento, sogno e vita, memoria e sperimentazione.

Cavalli sulla corda, 1948 © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Il cuore concettuale della mostra risiede nella comune capacità di tenere insieme antico e contemporaneo. I fratelli Bagatti Valsecchi aderirono al linguaggio neorinascimentale promosso dalla monarchia sabauda come espressione di un’identità artistica nazionale, senza rinunciare però alle innovazioni della modernità: riscaldamento, acqua corrente, illuminazione elettrica.
Allo stesso modo, Depero, negli anni ’50, si confrontò con un edificio cinquecentesco destinato a diventare il suo museo, scegliendo di non cancellarne la storia ma di innestarvi il proprio immaginario futurista. In entrambi i casi, l’architettura diventa strumento di autorappresentazione e luogo simbolico in cui consacrare una visione artistica.

Abiti da uomo, 1945 © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Il percorso espositivo rende conto della straordinaria versatilità di Fortunato Depero, artista totale e figura chiave della modernità italiana. Pittore, ma anche progettista, arredatore, grafico e scenografo, Depero mostrò sin dagli anni Venti un interesse profondo per l’allestimento e la relazione tra opera e spazio, partecipando alle esposizioni di arti applicate di Monza e all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi nel 1925.
La mostra approfondisce inoltre il rapporto privilegiato con Milano, città d’elezione dell’artista, dove nel secondo dopoguerra trovò sostegno e riconoscimento critico, dalla personale del 1946 alla Galleria Il Camino fino alle grandi retrospettive postume che ne sancirono la definitiva rivalutazione.

Allegoria della birra e del vino, 1938 ca © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Depero Space to Space. La creazione della memoria è pensata come un’esperienza immersiva. Alcuni ambienti del museo sono sonorizzati da Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen, contribuendo a costruire un’atmosfera dinamica e coinvolgente, capace di amplificare il senso di meraviglia e di festa che attraversa l’universo futurista.
Particolare la rievocazione del ViBiBar, il celebre Vino-Birra Bar progettato da Depero nel 1937 per le Cantine Cavazzani di Bolzano. Attraverso il ciclo di appuntamenti ViBiBar Depero. L’aperitivo futurista, il Museo Bagatti Valsecchi si trasforma, in alcune serate tra febbraio e luglio, in un elegante bar futurista, omaggio alla convivialità, alla sperimentazione e allo spirito creativo dell’artista.
