Viaggiare sostenibile? In futuro sarà la regola

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L’ormai ragionevole certezza che i cambiamenti climatici abbiano origine antropica, cioè siano legati all’attività dell’uomo, ha portato la sostenibilità ambientale a diventare un argomento dominante. I giornali, ormai quotidianamente, riportano notizie a sfondo economico o sociale riguardo questo tema ed anche al viaggiatore è chiesto di considerare l’impatto ambientale dei servizi di cui usufruisce. Ma, oltre al dovere morale di garantire alle nuove generazioni un futuro migliore, quanto conviene essere un ospite eco-sostenibile?

Due turisti su tre che usufruiscono dei più vari servizi sono dunque disposti a cambiare i propri comportamenti – esistono decine di guide sui comportamenti sostenibili del viaggiatore – ed anche a considerare nella propria scelta l’impronta carbonica della struttura che li accoglierà. Questo cambio di paradigma tuttavia non deve esser considerato esclusivamente come una buona pratica da seguire ma anche come un indizio di qualità e comfort superiori.

Infatti, se da un lato una struttura energeticamente efficiente garantisce una vivibilità più elevata, dall’altro, necessitando di un minor fabbisogno energetico, permette un considerevole risparmio sui costi di gestione.

Secondo i dati del GSEGestore dei Servizi Energetici – la società partecipata dal MEF e individuata dallo Stato italiano per perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale, più di due terzi dei costi energetici di una struttura ricettiva sono dedicati alla climatizzazione degli ambienti e alla produzione di acqua calda. Costi importanti che, sempre secondo il GSE, possono essere ridotti in modo rilevante attraverso l’introduzione di soluzioni incentivate dallo stesso GSE.

Qualche esempio? A seconda della zona, è possibile ridurre i costi relativi alla produzione di acqua sanitaria calda fino al 32% attraverso l’adozione del solare termico. Tra il 62 e il 73% è il risparmio che si può ottenere in bolletta con l’autoproduzione di energia tramite pannelli fotovoltaici.

Questo abbattimento delle spese si traduce naturalmente in un aumento di redditività delle imprese e dunque in una maggiore capacità di investimento. In sostanza, stando attenti all’impatto ambientale delle loro strutture ricettive, gli imprenditori del comparto hospitality possono risparmiare e liberare così risorse da destinare ad esempio nel mantenimento dei servizi basilari dell’accoglienza, o ad offerte di servizi più moderni e più attenti alle esigenze dei clienti.

Un esempio apparentemente avveniristico ma che diventerà a breve una discriminante è l’offerta di punti di ricarica per veicoli elettrici. Alberghi, ristoranti e agriturismi infatti si stanno già interessando all’installazione delle colonnine ma questo impegno non sarà uguale per tutti. Per gli imprenditori che possono autoprodurre energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici infatti quell’investimento risulterà naturale oltre che immediatamente redditizio e, per i viaggiatori, un luogo preferibile in cui fermarsi.

Il turismo sostenibile insomma non ha solo una giusta accezione morale, ma anche una concreta argomentazione economica che probabilmente ne guiderà l’evoluzione permettendo a tutti di partecipare alla transizione ecologica della società e al tempo stesso di godere dei benefici di una scelta efficiente.

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