Robert Doisneau, il maestro della “fotografia umanista” a Roma

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La mostra del grande fotografo francese al Museo del Genio a Roma aperta fino al 19 luglio. 140 immagini selezionate da un archivio di oltre 450mila negativi

Centoquaranta immagini per ripercorrere la vita artistica e personale di un grande protagonista della fotografia del ‘900: Robert Doisneau. Un percorso che attraversa oltre 60 anni di attività, e che si sviluppa nelle sale del Museo del Genio, a Roma. Un luogo riaperto al pubblico da poco tempo, e che ha appena ospitato un’altra importante rassegna fotografica dedicata a Vivian Maier, che ha riscosso un grande successo di visitatori.

La mostra su Doisneau è stata organizzata da Arthemisia, in collaborazione con il Ministero della Difesa, ed è curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero. Inaugurata il 5 marzo, rimarrà aperta al pubblico fino al 19 luglio 2026. Nato a Gentilly nel 1912, Robert Doisneau è stato uno dei principali esponenti della cosiddetta “fotografia umanista” francese. Con il suo inconfondibile bianco e nero ha immortalato scene quotidiane, gesti spontanei e momenti fugaci, trasformandoli in immagini senza tempo. Uno stile che ha privilegiato i piccoli gesti della vita quotidiana rispetto alla ricerca di grandi scoop.

Le opere di un grande protagonista del ‘900

Les coiffeuses au soleil, Paris 1966 © Atelier Robert Doisneau

Per descrivere la profondità dell’opera di Doisneau, Gabriele Accornero, curatore della rassegna, nella presentazione che si trova all’ingresso della mostra, ricorda le parole di un altro grande della fotografia: Ferdinando Scianna. Sono queste: “Doisneau mette di buon umore, la leggerezza della sua fotografia, il senso del bello che si coglie, non necessariamente nei soggetti ma nell’estetica sublime della composizione e della luce, l’eleganza del bianco e nero e del contrasto che scaturisce dalle scelte tecniche del fotografo, la dolcezza di molti soggetti e di tante scene, stimolano endorfine negli osservatori, benessere e rilassamento. Una magia, quella della fotografia di Doisneau, che cattura inesorabilmente e rapisce, le sue foto non stufano mai, non saziano ma anzi inducono a scoprirne sempre di nuove, a nutrirsi di quello sguardo benevolo, ironico, amorevole, poetico che passa e trapassa arriva alla mente e attraversa il cuore”.

Statue de Maillol aux Tuileries,1954 © Atelier Robert Doisneau

La rassegna è suddivisa in sette sezioni. La prima, “Album personnel”, introduce il percorso umano e professionale dell’artista con immagini familiari e i suoi primi scatti che introducono allo sguardo del fotografo e l’universo da cui prende le mosse la sua sensibilità “umanista”.

La seconda sezione è dedicata a Parigi. La città che ha costituito il principale scenario del lavoro di Doisneau. Camminando per le strade, i quartieri, le periferie della città e osservando con il suo sguardo intimo e discreto, ha saputo raccontare la vita dei parigini in chiave umana e spesso ironica e ne ha conservato la memoria.

La terza sezione, “Mondanités”, è invece dedicata al mondo della mondanità e degli eventi eleganti. Situazioni di cui Doisneau ha saputo raccontare tanto il fascino quanto gli aspetti più effimeri.

Les frères, Paris, 1934 © Atelier Robert Doisneau

La quarta sezione, “Les enfants”, raccoglie immagini dedicate all’infanzia. Bambini ritratti mentre giocano o si muovono liberamente nello spazio urbano, protagonisti di momenti di spontaneità, indipendenza e scoperta.

La quinta sezione, “Couleurs”, rappresenta, con l’utilizzo del colore, una evoluzione del suo linguaggio visivo, pur restando coerente con la sua idea di fotografia e il suo modo di osservare la realtà. La sesta sezione, “Cartes de voeux”, è invece una raccolta di cartoline di auguri che Doisneau realizzava, anche con il coinvolgimento dei suoi familiari, e inviava ai suoi amici e conoscenti.

Le baiser de hotel de ville, Paris 1950 © Atelier Robert Doisneau

 

La settima e ultima sezione è dedicata alle “Célébrités”. Una serie di ritratti di personaggi famosi, come Picasso, Prevert, Giacometti, Colette, Simone de Bouvoir e tanti altri, con cui il fotografo intrattenne, spesso, rapporti di amicizia e di familiarità.

Le immagini selezionate sono di grande impatto. Alcune sono famosissime: come “Le baiser de l’Hôtel de Ville” (foto a lato) divenuta simbolo universale di amore e libertà, scattata nel 1950 per un lavoro commissionato dalla rivista americana Life, ma diventata celeberrima dagli anni ’70, o come “La concierge aux lunettes in Rue Jacob” del 1945, o come “Le freres”, del 1934.

Altre meno conosciute dal grande pubblico ma ugualmente coinvolgenti. Per l’unicità dei soggetti, per l’ironia delle situazioni, per gli sguardi dei protagonisti, o per la grandiosa semplicità della composizione dell’immagine. Centoquaranta scatti selezionati da un archivio di oltre 450mila negativi, realizzati nel corso di oltre sessant’anni di attività. Una mole enorme di lavoro soprattutto considerando l’utilizzo di pellicole analogiche.   

Al termine della visita, non si può perdere la visione del film sulla vita del grande fotografo: “Robert Doisneu – La lente delle meraviglie”, realizzato dalla nipote Clémentine Deroudille. Ricco di ricordi e di testimonianze di personaggi celebri che lo hanno conosciuto e frequentato, il film è una vera immersione nell’esistenza del “fotografo delle periferie parigine”.

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