Cortina 2026: il futuro del turismo in Veneto tra Olimpiadi e innovazione

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Dalle infrastrutture alle esperienze uniche, tra sport, inclusività e strategie per un turismo internazionale e sostenibile: ecco come si sta muovendo la Regione Veneto

Giuliano Vantaggi, 54 anni, è il dirigente del turismo e marketing territoriale della Regione Veneto. E’ arrivato in Regione da meno di un anno dopo una lunga esperienza nella promozione turistica, tra consulenze e ruoli di management nei consorzi del Veneto. Ha guidato il Distretto turistico di Jesolo e il Consorzio DMO Dolomiti e ha lavorato con diversi siti Unesco, dalle Dolomiti alle Colline del Prosecco, dove è stato site manager fino alla nomina regionale. Lo abbiamo a Cortina – a Casa Veneto nelle giornate delle Paralimpiadi – ed ha risposto con grande cordialità alle nostre domande.

Qual’è la situazione a Cortina, oggi e in futuro?

Intanto le Olimpiadi lasciano una legacy importante in termini di infrastrutture: sta cambiando molto la direttrice che collega Venezia a Cortina e più in generale l’accessibilità al territorio. Cambia anche il tipo di turismo che conosceremo. Durante le Paralimpiadi, per esempio, quasi l’89% delle persone parlava una lingua straniera: fino a pochi anni fa qui si sentiva parlare soprattutto milanese o romano.

La tipologia del turismo e degli hotel quindi cambierà completamente?

Si arriverà probabilmente ad avere tredici hotel a cinque stelle, rivolti a una clientela internazionale molto particolare. Sono strutture legate a grandi gruppi internazionali, che ragionano con una logica globale: chi arriva, ad esempio, da Madrid potrà avere servizi organizzati direttamente dal gruppo, dal trasporto dall’aeroporto in poi. Parliamo di una clientela di fascia molto alta, che trova tutto compreso. Questo cambierà i meccanismi del turismo e avrà un effetto di trascinamento anche sui territori vicini, un po’ come è successo nel settore del vino con tutta la direttrice delle colline del Prosecco e con le aree tra Venezia, Padova, Vicenza e Verona.

Il Veneto è già la prima Regione italiana per le presenze turistiche: quali sono le vostre previsioni dopo il successo di questa doppia Olimpiade invernale?

Il Veneto oggi conta circa 74 milioni di presenze turistiche: sono numeri importanti, ma la sfida è distribuirle meglio, fare in modo che alcune zone diventino più conosciute e attrattive per il pubblico internazionale. È un processo che è già in atto, anche grazie alla collaborazione con grandi player internazionali del turismo. Il turista che arriva oggi è davvero globale e, per certi aspetti, la filosofia ricorda molto quella della Spagna.

Sarà quindi una Cortina sempre più esclusiva?

Non necessariamente. È vero che aprono molti cinque stelle, ma restano anche tante strutture familiari ampezzane, soprattutto a tre stelle. L’offerta rimane molto varia: dal camping e glamping fino al cinque stelle. È importante perché così arriva ogni tipo di turismo. Inoltre i grandi gruppi terranno aperte le strutture per periodi molto più lunghi rispetto al passato, cosa a cui qui non eravamo abituati.

Ci si impegnerà molto anche sulla destagionalizzazione: per esempio vendendo il foliage autunnale o la fioritura primaverile. Fino a qualche anno fa si pensava quasi solo allo sci e agli impianti invernali; oggi il turista cerca molte più esperienze.

Una delle tendenze più importanti è quella della ‘collocation’, cioè la ricerca di vacanze in luoghi più freschi: il turismo si sposta sempre più dai Paesi caldi verso la montagna. È un cambiamento legato anche al clima e alle abitudini di viaggio. C’è poi una forte domanda di esperienze. Un esempio è il ritorno del taxi bob sulla pista olimpica: sarà possibile scendere in bob con un pilota professionista, un’esperienza molto emozionante che per chi viene da fuori non è affatto banale.

Rispetto al progetto iniziale dell’evento olimpico siete soddisfatti dei risultati?

Molto! Alcune cose ci hanno stupito anche in positivo. Siamo contenti perché quello che volevamo mostrare al mondo si è visto. Abbiamo anche avuto fortuna con il meteo e con le nevicate, che televisivamente rendono moltissimo e restituiscono immagini spettacolari.

Anche la comunità locale è cambiata molto durante il percorso. All’inizio non tutti avevano chiaro cosa significasse ospitare un evento come questo, anche perché le Olimpiadi del 1956 sono ormai lontane. Con il tempo però ci si è resi conto che si tratta di un evento straordinario: porta qualche disagio, ma è un disagio che si accetta più volentieri quando il mondo ti guarda e ti riconosce valore.

Adesso guardiamo già al futuro. Cortina sarà l’unica località al mondo a ospitare cinque sport con relative Coppe del Mondo: bob, skeleton, slittino, sci alpino e curling. Questo significa che ogni inverno ci saranno settimane con eventi internazionali importanti. Anche la pista di bob potrà lavorare fino a primavera inoltrata, contribuendo a distribuire meglio i flussi turistici.

L’esperienza di Casa Veneto durante le Olimpiadi e Paralimpiadi?

La risposta è stata molto positiva. Durante le Olimpiadi abbiamo raccontato le diverse forme di turismo del Veneto: è stata una vetrina di tutte le eccellenze turistiche, gastronomiche, ma abbiamo visto anche i progetti di inclusione e prevenzione sanitaria.

Che rispondenza c’è stata da parte del pubblico e di chi ha partecipato alle gare?

Durante le Paralimpiadi abbiamo scelto di puntare soprattutto sul turismo inclusivo, sociale e accessibile. E’ emerso anche il tema sanitario, che in questo momento storico è molto importante: sempre più persone vogliono sapere dove si trovano gli ospedali e quali servizi sono disponibili se succede qualcosa durante la vacanza. Qui esistono strutture di riferimento molto importanti e un sistema che funziona bene, come si è visto anche in alcuni episodi recenti di soccorso e stabilizzazione dei pazienti.

Venezia resta tutt’ora il grande traino del turismo veneto?

Sicuramente sì, ma si sta lavorando molto anche sull’entroterra e sulle isole per diversificare l’offerta. Per chi arriva da molto lontano – dalla Cina, dal Giappone, dall’Australia o dagli Stati Uniti – fare spostamenti di due ore non è percepito come una grande distanza. Per loro Venezia, le Dolomiti, Verona o Vicenza fanno parte di un’unica grande destinazione. Ed è proprio su questa visione più ampia del territorio che si sta lavorando.

Avete già qualche dato sulle presenze?

È ancora presto per avere numeri completi, ma alcuni segnali sono molto interessanti. Alcune zone sciistiche della zona prevedevano un calo fisiologico del 30% durante le Olimpiadi e invece hanno registrato addirittura un +10% rispetto all’anno precedente.

Quindi quello che pensavamo potesse essere un momento di rallentamento non si è verificato: Cortina ha continuato a trainare il turismo. Certo, è un turismo diverso: quello internazionale ha comportamenti di spesa molto differenti rispetto a quello italiano, spesso con una capacità di spesa più elevata.