Cambia la comunicazione digitale. La battaglia del 5G accelera la polarizzazione mondiale

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La rete 5G si riferisce alla tecnologia di comunicazione di “5a generazione”. Servirà a trasferire informazioni più velocemente e in maggior quantità per trasportare l’enorme quantità di dati che verranno generati dall’Internet of Things (IoT, “Internet delle cose”), dalle Smart Cities e dalle auto senza conducente
Dalla querelle commerciale cino-americana del 2018, la situazione internazionale è stata turbolenta e imprevedibile. Si pensava durasse poco, ma in realtà è ancora in corso a causa del timore di fondo che la Cina diventi una sorta di “seconda Unione Sovietica”. Ma la situazione mondiale è cambiata: la Cina non è l’Unione Sovietica e la storia insegna che ogni grande crisi genera interessanti opportunità.
Secondo l’articolo del prof. Yan Xuetong “Bipolar Rivalry in the Early Digital Age”, quest’anno la competizione tra Cina e Stati Uniti non può più essere spiegata solo con i canoni della “guerra fredda” del passato, ma con la competizione tecnologica nell’era digitale, in cui la sicurezza di internet è diventata parte strategica della sicurezza nazionale. Tanto che le guerre saranno sempre più combattute sui terreni della globalizzazione commerciale e degli attacchi informatici. 
In seguito all’arresto della dirigente d’azienda Meng Wanzhou, la battaglia degli Stati Uniti contro il colosso cinese Huawei ha raggiunto l’apice. Trump non ha accordi con la Cina e deficit commerciali e furti tecnologici sono diventati i motivi principali della sua guerra. L’ascesa della scienza e della tecnologia cinese – in particolare nel campo aerospaziale – ha impensierito gli Stati Uniti e la società americana: i satelliti BeiDou hanno raggiunto il posizionamento passivo globale nel 2020 e il supporto alla tecnologia 5G ha acuito il nervosismo degli USA e di altri Paesi, costretti a coalizzarsi per controllare e bilanciare l’ascesa della Cina. La maggior parte dei paesi europei, da un lato fa affidamento sulla protezione militare degli Stati Uniti, ma dall’altro favorisce anche l’enorme mercato cinese.
Al fine di raggiungere controlli reciproci, molti paesi sono selettivi sulla questione della concorrenza tra Cina e Stati Uniti, come Regno Unito e Germania, cioè i tradizionali paesi dell’alleanza con gli Stati Uniti. Altri paesi, però, come quelli lungo il “Belt and Road” (la nuova via della seta), non hanno la capacità di costruire stazioni base di rete e fanno affidamento interamente sulla Cina.
Il mondo attuale presenta un modello a due livelli nella tecnologia digitale, guidato rispettivamente da Cina e Stati Uniti. Ma a livello internazionale, la Cina deve ancora fare molto: è ancora molto indietro rispetto agli Stati Uniti in termini di forza economica e sistema dei mercati finanziari. Nel 2019 il bilancio militare ha speso 732 miliardi di dollari, pari al 38% del totale mondiale, mentre la Cina per 261 miliardi di dollari, il 14% del mondo. Il divario con gli Stati Uniti è ancora molto ampio. 
Di recente gli Stati Uniti hanno chiesto alla Cina di chiudere il Consolato Generale Houston, mentre i cinesi hanno contrattaccato annunciando la chiusura del Consolato Generale degli Stati Uniti a Chengdu (nella foto): piccoli screzi che non costituiscono tuttavia una vera crisi. Il mancato accordo su una questione non significa che stiano per divorziare: ci sono sempre interessi comuni da portare avanti. Al pari dei cicli economici, anche le relazioni internazionali subiscono continue fluttuazioni che vanno gestite. 
A lungo termine, poi, ci sono molte aree di cooperazione tra i due grandi paesi: la Cina è un enorme mercato e i consumatori – oltre un miliardo – sono un’importante risorsa che non può essere sprecata. 
Il premier cinese Li Keqiang ha sottolineato la necessità di proteggere il sostentamento delle persone: è il fondamento della stabilità sociale e della felicità nazionale, e l’economia è la forza trainante della promozione del sostentamento delle persone. Solo quando le persone vivranno e lavoreranno in pace, la società sarà stabile e prospera. Pertanto, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti si ridurrà nel lungo termine, ma sarà necessario affrontare le fluttuazioni a breve termine. 
La futura direzione strategica cinese rafforzerà inoltre gli scambi con i paesi lungo la Belt and Road e aumenterà gli investimenti in tecnologie di alta precisione e all’avanguardia. L’attuale politica della Cina, del resto, è quella di costruire un nuovo modello di sviluppo che si concentri sul grande ciclo interno, con il doppio ciclo nazionale e internazionale in grado di promuoversi a vicenda. Dopo che le aziende cinesi subiranno sanzioni su larga scala da parte degli Stati Uniti, la loro attenzione commerciale si sposterà in Europa e presteranno maggiore attenzione alla cooperazione strategica approfondita con i paesi europei. 
La conoscenza dell’IT sarà indispensabile per tutti, questa è un’era di informazioni accelerate e domani qualsiasi stabilità potrebbe essere interrotta. Dall’invenzione del motore a vapore ad oggi, il mondo sta cambiando rapidamente e solo aggiornando costantemente la conoscenza è possibile prevedere i rischi del “cigno nero”.
testo di Xingpeng Chang

L’autore di questo testo ha doppia laurea in agronomia ed economia, Anhui Agricultural University. Attualmente studia presso l’Università di Bologna Scienze Politiche. Nel 2019 ha fondato Chengdu Boli Wenyue Cultural Communication Co.Ltd. dedicato agli scambi culturali cino-italiani e ai servizi di consulenza aziendale.

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