Il legame tra cambiamento climatico e malattie trasmissibili quali il Covid-19. L’Italia e il decennio più caldo di sempre

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Al termine dell’inverno più caldo di sempre in Europa, un report del WWF attraverso la rilettura di molti lavori scientifici evidenza le connessioni dei cambiamenti climatici con malattie di origine animale e con la nostra salute

All’origine di pandemie come quella attuale del Covid-19 possono contribuire, direttamente o indirettamente, numerose azioni umane. Tra esse, il cambiamento climatico causato dall’uomo può favorire la diffusione di patogeni e l’insorgere di nuove epidemie, influendo fortemente il funzionamento degli ecosistemi e delle specie che veicolano infezioni e altre malattie trasmissibili. Contrastare il cambiamento climatico, favorendo al contempo la conservazione degli ecosistemi integri e restaurando quelli deteriorati dall’uomo, costituisce un approccio lungimirante per tutelare la salute e il benessere delle comunità umane e per prevenire future pandemie.

È quanto emerge dal report elaborato dal WWF dal titolo “Malattie trasmissibili e cambiamento climatico – Come la crisi climatica incide su zoonosi e salute umana”, che attraverso una rilettura di numerosi studi scientifici mette in relazione gli effetti diretti e indiretti dei cambiamenti climatici sulla salute umana. Numerose ricerche indicano infatti che molte zoonosi (ovvero le malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo, anche tramite vettori quali zecche e zanzare), sono fortemente influenzati dal cambiamento climatico indotto dall’uomo, attraverso tre meccanismi principali:

1) espansione degli areali delle specie serbatoio o vettori, come nel caso di Morbo di Lyme e West Nile Virus;

2) alterazioni nelle temperature e nel regime delle precipitazioni, che favoriscono ad esempio malaria e Chikungunya;

3) rilascio di patogeni in aree precedentemente ghiacciate, come nel caso dell’antrace.

Questi meccanismi, al momento, non pare stiano invece influenzando la diffusione del CoViD19, favorito invece dal traffico non controllato di specie. Nel report gli esperti del WWF si sono soffermati sulle malattie trasmissibili, ma in generale il riscaldamento globale potrebbe rendere alcune aree del pianeta inadatte alla stessa esistenza umana, interferendo per esempio con i sistemi di termoregolazione mediante l’aumento dei giorni di temperatura estrema. È sempre più evidente, quindi, come la nostra salute e il nostro benessere dipendano strettamente dal nostro rapporto con il pianeta che ci ospita, così come evidenziato da innumerevoli fonti scientifiche. Il nostro destino è strettamente connesso a quello degli ecosistemi, del clima e delle loro complicate ma cruciali relazioni ecologiche.

FOCUS ITALIA. L’Italia ha attraversato il decennio più caldo della sua storia. Questo non solo ha comportato la crescente fusione dei nostri ghiacciai e minacce alla sopravvivenza di specie vegetali e animali, ma la crisi climatica in corso è certamente un rischio per la salute pubblica. In particolare, il cambiamento climatico sta causando nel nostro Paese un aumento degli eventi meteorologici estremi come ondate di calore, piogge intense e allagamenti costieri, un’espansione di nuove specie di vettori di malattia, un peggioramento della qualità dell’aria e del rischio incendi aggravato dalla siccità. Sempre in conseguenza del cambiamento climatico, nel nostro Paese si assiste anche alla ricomparsa o recrudescenza di agenti infettivi precedentemente endemici (tra i quali il poliovirus, presente in paesi limitrofi, e il bacillo della tubercolosi) e all’arrivo di nuove malattie esotiche trasmissibili, come Dengue, Chikungunya, Zika, Febbre del Congo-Crimea, West Nile Disease. Negli ultimi anni in diverse regioni italiane si sono verificati focolai di Chikungunya e la presenza dei vettori di questi virus è ormai stabilmente segnalata in molte regioni del Mediterraneo.

Un dato significativo è che la capacità di acquisire virus e trasmetterli ad un ospite suscettibile, per esempio i virus responsabili della febbre Dengue da parte della zanzara Aedes albopictus, è aumentata del 50% in quasi 40 anni.

Questo vuol dire che l’idoneità climatica per il virus sta aumentando in Italia dove trova un ambiente sempre più adatto per trasmettere la malattia. In alcune regioni dell’Italia settentrionale sono stati registrati casi di encefalite virale da zecche (TBE, Tick-Borne Encephalitis) mai riscontrati prima in Italia. In varie regioni italiane si sono verificati numerosi casi di meningiti o encefaliti virali. In centro Italia, si è diffuso il poco conosciuto virus Toscana (TOSV), che prende il nome della regione in cui è stato isolato all’inizio degli anni ’70, e viene trasmesso da 2 specie di pappataci (Phlebotomus perniciosus e P. perfiliewi) ed è stato associato a casi di meningite e di meningoencefalite nell’uomo.

Jakarta’s air pollution: Mega Kuningan District in the background covered in pollution (22/7/2019).

Ma gli effetti avversi del cambiamento climatico in atto possono incidere anche sulla qualità dell’aria (per esempio favorendo la stagnazione della circolazione atmosferica che impedisce agli inquinanti di disperdersi verso l’alto o determinano la formazione di inquinanti secondari, come l’ozono e le polveri fini), aggravando i livelli di inquinamento già troppo elevati, in particolare nei contesti urbani. L’Italia ha ancora il triste primato in Europa di morti premature (45.600 nel 2016) da esposizione alle polveri sottili PM2.5 con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro, che pone l’Italia all’11° posto al mondo. Infine, a fronte di un aumento di 1°C, anche patologie psicologiche di media entità, come depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati, salgono mediamente del 2%.

Link alla pagina web: wwf.it/perditadibiodiversita/

  1. continua

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