Crisi Covid-19: gravissimo errore dimenticare il Turismo, no a questo ferale colpo di grazia

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I Messaggi in favore del Turismo Italiano   #iorestoinitalia

Ci giungono ogni giorno tantissime mail con messaggi su questo tema, sono grida di dolore di chi sta perdendo tutto o quasi, non solo per il blocco delle attività che continua e ancora non si può sapere realmente per quanto, non solo per la ripresa dei flussi turistici, che non abbiamo idea quando riprenderanno sinchè non vi sarà una decisa inversione di tendenza al proliferare del Corona virus nel nostro Paese. Certo che è chiunque operi nel turismo, dall’agente di viaggi all’albergatore, dal ristoratore al commerciante, da chi è nel campo dell’arte a quello della musica, dal giornalismo di settore al commercio di tutti i settori, dalla scuola alla formazione superiore… ci si chiede perchè questo totale silenzio sul settore strategico che, più d’ogni altro, ha portato benefici economici al Paese in termine di maggiori presenze e consumi in tutt’Italia con la crescita avutasi nell’ultimo quinquennio.

Eppure tace il Premier Conte, tace il ministro del Turismo Franceschini (che rappresenta anche la Cultura: un’utile sinergia si diceva!), tacciono cioè le voci che dovrebbero decidere e programmare il futuro. Accogliamo quindi due voci che col turismo hanno a che fare quali rappresentanti di categoria, T. O. e organizzatori di fiere, in quanto sono tra quelle che meglio hanno sintetizzato la difficilissima situazione attuale ed i problemi del dopo che vanno affrontati subito, come la Cina ha già fatto dopo la riapertura di Wuhan, programmando anche l’artrivo di turisti e di uomini d’affari: ora più che mai ci vogliono regole e certezze, senza le indecisioni nche hanno contraddistinto gli ultimi duie mesi della nostra avventura nella pandemia.

Giulio Biasion, direttore di Voyager

Gravissimo errore dimenticare il Turismo, dice Confturismo
  • Stimata in 120 miliardi di euro la perdita di volume d’affari complessivo generato dal turismo.  30 milioni di turisti in meno in Italia solo fino al 31 maggio
  • I grandi gruppi della finanza mondiale puntano gli occhi sull’asset strategico: a rischio chiusura e svendita, il settore turismo contribuisce con 17 miliardi di Euro al saldo attivo della bilancia commerciale italiana e al 15% dell’occupazione secondo Banca d’Italia, vale il 13% del PIL secondo il WTTC.

“Sarebbe un imperdonabile errore se il Governo non tenesse il turismo al centro delle strategie per il rilancio dell’economia italiana alla fine dell’emergenza epidemiologica in corso. Già prima di questa crisi il settore era attaccato su ogni fronte da grandi potenze economiche internazionali e quando l’epidemia sarà finita torneremo ad avere tanti turisti da tutto il mondo, ma dei loro soldi non vedremo quasi traccia, sarà tutto business di poche grandi economie straniere mondiali

Il settore, 13% del PIL secondo WTTC*, 15% dell’occupazione e 17 miliardi di euro di contributo al saldo attivo della bilancia commerciale secondo Banca d’Italia, è al centro di una crisi inimmaginabile. Già certa la perdita di oltre 30 milioni di turisti italiani e stranieri tra marzo e maggio – quasi 90 milioni di presenze in meno nelle strutture ricettive turistiche ma anche di consumi nei ristoranti e pubblici esercizi, nello shopping, nei trasporti locali, nelle visite guidate alle città d’arte, ai musei, ai siti archeologici. Ma le prospettive sono ancora peggiori. Sui quasi 200 miliardi di volume d’affari complessivo che il turismo genera – direttamente e tramite effetti su altri settori – le previsioni meno pessimistiche indicano una perdita nell’ordine del 60% da qui a fine anno, mentre sono totalmente fermi i viaggi degli Italiani all’estero, almeno fino a estate inoltrata avrebbero dovuto essere 22,5 milioni. Su 1.000 euro che un turista estero spendeva fino a oggi per fare un viaggio in Italia, nel nostro PIL ne restavano 550, incluse le spese fatte qui a destinazione.  Questo rapporto crollerà ulteriormente se Governo e Parlamento non intervengono subito per la continuità delle nostre attività, immettendo denaro fresco, con credito accessibile e agevolato, e un indennizzo commisurato alle perdite registrate, in proporzione ai ricavi dello scorso anno mese su mese.

Si prospetta quindi uno scenario che potrebbe essere molto simile a quello delle grandi destinazioni africane del secolo scorso, quando si affacciavano per la prima volta concetti di sostenibilità economica che invitavano gli operatori del turismo dei paesi avanzati a lasciare almeno una piccola parte della ricchezza generata col loro business nelle economie locali”.

Luca Patanè, Presidente di Confturismo-Confcommercio

Non finiteci… no a questo ferale colpo di grazia al Turismo

On.le Dario Franceschini, ma non è una presa in giro madornale e mortificante il rinvio dei versamenti previdenziali al 31 maggio? Noi siamo una categoria meritevole di assoluto rispetto… noi gli stipendi li abbiamo pagati tutti pur essendo in piena crisi e questo tipo di elemosine non le accettiamo da nessuno. Come si farà a pagare tre rate tutte in una sola soluzione in una così breve scadenza con il fermo totale del lavoro?

On.le Franceschini, si è parlato e promesso del credito di imposta sugli “affitti dei locali” commerciali, negozi, hotel e di extra alberghiero ma dove è precisato che rientrano anche queste due ultime categorie? On.le Franceschini, sono tanti i punti di criticità sulla completa assenza di concreti aiuti alla categoria del turismo già in agonia. Servono misure straordinarie, sappia anche distinguere chi fa un turismo imprenditoriale  con a carico, di ciascuna azienda,  di centinaia di unità operative ed un turismo intermediato più a carattere PMI… il decreto da Lei approvato non ha soddisfatto nessuno dei due comparti e quindi decine di migliaia di addetti ai lavori rischiano di restare a casa se non si interviene  con qualcosa di straordinario così come è straordinaria la grave situazione che ricorda solo i disastri lasciati dalla guerra mondiale.

Signor Ministro, non me ne voglia, sentiamo tutti la necessità di chiederLe un po’ più di impegno e sensibilità verso le imprese del turismo, non basta parlare solo di arte. On.le Franceschini, si legge nel decreto che alle partite iva erogherete un assegno di 600,00 euro… ma Lei sa quante risorse lavorano nel settore turismo tra migliaia di commerciali, guide, transferisti, accompagnatori etc? Tutti alti professionisti specializzati del settore che non meritano una tale mortificazione nel ricevere un obolo del genere, addirittura più basso del reddito di cittadinanza! Ci ascolti un po’ di più… ci avvicini, stia con noi durante le fiere ed in ogni opportuno momento, si renda conto dell’altissimo valore professionale del settore a lei affidato!!!

Signor Ministro cortesemente faccia in modo che, per il prossimo decreto di Aprile, venga coinvolto anche Lei sulle faccende riguardanti il turismo, questo ultimo decreto sembra non rivolto ad un settore con un PIL del 13%… non sembra rivolto a chi per passione, capacità, professionalità, coraggio mantiene alto il nome dell’Italia nel Mondo. Cerchi di portare questo nostro messaggio anche ai suoi colleghi  di Governo affinché non ci mortifichino ancora con altri palliativi inutili come quelli ultimi del “CURA ITALIA”.

On.le Ministro Franceschini, intervenga direttamente Lei, meritandosi la fiducia totale di un comparto che vale l’economia intera del nostro Paese, come Lei ben conosce. Con i miei più deferenti ossequi.  

                                                                              Angioletto de Negri, amministratore di Progecta srl e di I Viaggi dell’Airone

#iorestoinitalia

 

 

 

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