Negli ultimi decenni la regione del Nord Reno-Westfalia in Germania è stata protagonista di una grande riconversione industriale e ambientale. Ed ora si appresta ad ospitare IGA 2027, l’Esposizione Internazionale del Giardinaggio e dell’Ambiente
Era il 1758 quando qui nacquero la prima miniera di carbone e la prima fonderia. E da allora per quasi duecento anni è stato il cuore minerario e industriale della Germania. Una regione di oltre 5.000 chilometri quadrati, che ora conta più di 5 milioni di abitanti, suddivisi in 53 municipalità. La terza area metropolitana più grande in Europa dopo Parigi e Londra. Con 290 miniere di carbone e impianti siderurgici, è stata per decenni l’area più industrializzata ed inquinata del Vecchio Continente. Parliamo della Ruhr, regione del Nord Reno-Westfalia, nel nord ovest della Germania, vicina al confine con i Paesi Bassi.
Negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo è cambiato tutto. Le miniere e le acciaierie, una dopo l’altra, hanno chiuso i battenti. La ricchezza procurata dal carbone e dall’acciaio è svanita. E con essa migliaia di posti di lavoro. La regione poteva precipitare in una crisi senza fine. E invece gli amministratori regionali hanno compiuto un mezzo miracolo. Hanno trasformato quella che era una distesa di impianti industriali in disuso, in un grande sistema culturale fatto di musei, centri espositivi, sale congressi ed eventi. E infine, l’hanno trasformata in una delle aree verdi più grandi d’Europa. Un recupero culturale ed ambientale che ha portato Essen, la seconda città più importante della Regione, ad essere nel 2010 Capitale Europea della Cultura, e nel 2017 ad essere premiata come Capitale Verde Europea.
Abbiamo visitato questa regione in occasione della 52esima edizione della GTM (Germany Travel Mart), il principale appuntamento tedesco con il turismo internazionale, che quest’anno si è tenuta ad Oberhausen, poco a nord di Dusseldorf. 165 operatori tedeschi hanno incontrato più di 200 “buyers” da tutto il mondo. Un’occasione che è servita ai vertici del German National Tourism Board, l’ente nazionale del turismo tedesco, per fare un bilancio degli anni passati e per parlare del futuro. Nella conferenza stampa, a cui hanno partecipato un centinaio di giornalisti di oltre trenta Paesi, Petra Hedorfer, CEO del GNTB, ha analizzato il difficile momento che sta vivendo il settore turistico in tutto il mondo, a causa delle tensioni geopolitiche internazionali ed in particolare della guerra in Iran. Fattori che hanno frenato il settore turistico che in Germania dal 2021 registra una costante crescita di arrivi dall’estero. Ma malgrado queste incertezze, la macchina del turismo tedesco non si ferma. Nel suo intervento la Hedorfer si è detta comunque fiduciosa e ha illustrato le strategie per il 2026 che si focalizzano su cultura, tradizioni culinarie, città e natura.
La prossima edizione della GTM si terrà dal 29 maggio al 2 giugno 2027 a Bremerhaven, la principale città tedesca sul Mare del Nord, nell’anno in cui la città celebra il suo 200º anniversario.
Ma torniamo al territorio. Come detto, nei giorni della GTM, abbiamo visitato alcuni dei luoghi più emblematici di questa regione. Solo alcuni, però. Considerate che esiste un itinerario: la “Strada della cultura industriale”, che si snoda per 400 chilometri e collega i 60 monumenti industriali più importanti e turisticamente più attraenti nell’area della Ruhr. Dunque, il nostro tour ha toccato solo alcuni di questi siti. Il primo, nei pressi di Oberhausen, è stato il St Antony Hutte, la prima miniera di carbone con annessa la prima fonderia. Impianto inaugurato nel 1758. Qui è stato prodotto acciaio per 120 anni. Oggi, con i suoi resti e il suo museo, è la più antica testimonianza dello sviluppo industriale della Ruhr.
Poco distante da qui lo Schloss Oberhausen, dimora reale ricostruita negli anni Sessanta, che ospita la Ludwiggalerie, un museo con opere d’arte contemporanea, e circondata dal Kaisergarten, un parco pubblico nato nel 1896 e intitolato all’imperatore Guglielmo Primo. Da qui parte lo Slinky Springs to Fame, una scultura-ponte pedonale realizzata nel 2011 dall’artista tedesco Tobias Rehberger, composta da 500 archi che attraversa il Rhine-Herne Canal, e che di notte viene illuminata. 
E poi i due veri simboli della regione: la Zeche Zollverein, a poca distanza da Essen, la più grande miniera di carbone del mondo, con i suoi 100 ettari, dove lavoravano fino a 8.000 minatori, chiusa nel 1986. Negli anni ’90 è stata trasformata e riconvertita in un enorme centro culturale.
Oggi ospita un museo, sale congressi, mostre, eventi privati, conferenze, concerti, visite guidate, ed è diventata la principale attrazione turistica della regione. Nel 2001 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. E quest’anno celebra i 25 anni del riconoscimento.

L’altro simbolo è il Gasometro di Oberhausen. Un colosso alto più di cento metri costruito negli anni Venti e ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale. Dismesso nel 1988, nel decennio successivo è stato trasformato in galleria espositiva con 7.000 mq di spazi disponibili e una sala convegni con più di 500 posti. Da allora ha ospitato più di venti mostre. Attualmente è in corso quella dedicata al “Mito della Foresta”, con 160 spettacolari gigantografie che raccontano la biodiversità delle foreste di tutto il mondo. Particolarmente suggestiva è l’installazione luminosa “L’Albero”, opera del collettivo artistico austriaco Ars Electronica Solutions. La mostra resterà aperta fino al 30 dicembre 2026.
Una ulteriore interessante tappa è il piccolo insediamento di Eisenheim, poco fuori Oberhausen, fondato a metà del XIX secolo e ora trasformato in museo. Nato per ospitare le famiglie dei minatori delle acciaierie di Gutehoffnungshutte, offre un affascinante e prezioso spaccato delle condizioni di vita degli operai di un tempo.
Per chiudere il tour della regione, abbiamo visitato anche Neue Mitte, il “Nuovo Centro” di Oberhausen. Un imponente area commerciale e di intrattenimento creata negli Anni Novanta che ha preso il posto di una grande area industriale a ridosso della città. Ora ospita il Metronom Theatre, la Rudolph Weber Arena, il “Sea Life”, un acquario ricco di animali marini, il “Legoland Discovery Centre”, il “Westfield Centro”, uno dei più grandi centri commerciali d’Europa con 250 negozi e decine di ristoranti e bar lungo il Rhine-Herne Canal, dove si trova anche un porticciolo turistico che offre una sessantina di posti barca. Presto vedrà la luce anche il “Karls Erlebnisdorf”, un parco avventura per famiglie a tema fragola, nuovo insediamento di una catena molto famosa in tutta la Germania. Il “Neue Mitte” è diventato ormai uno dei principali centri di attrazione della regione.
Per completare questa trasformazione da regione industriale ad area verde, la Ruhr si appresta ad ospitare l’edizione 2027 della IGA, l’Esposizione Internazionale del giardinaggio e dell’ambiente, che si terrà dal 23 aprile al 17 ottobre del prossimo anno. Un’occasione per cercare soluzioni sostenibili per lo sviluppo urbano, con l’obiettivo di rendere la Ruhr “l’area industriale più verde del mondo”. IGA 2027 si presenta come un evento diffuso che si articolerà principalmente in cinque città diverse: Duisburg, Gelsenkirchen, Emscherland, Dortmund e Lunen, ma che coinvolgerà 53 municipalità con seimila eventi e 194 ettari di “Future Gardens”. Un’ottima occasione per visitare la Regione.
Per chiudere, un’ultima notizia. L’area della Ruhr si è candidata ad ospitare una prossima edizione dei Giochi Olimpici. Sarà non prima del 2036. Dopo Berlino nel 1936 e Monaco nel 1972, per la terza volta la Germania tornerebbe ad ospitare le Olimpiadi.
