La Signora del vino che ha ideato Etoile, un Brut con ‘piccole stelle’

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L’incontro con Vanna Buelli è di quelli che non si dimenticano. Attivissima come sempre, la Signora del vino mi da appuntamento nel suo ‘Podere Castel Merlo’ che, ricavato da un antico borgo medioevale, ora è un qualificato Relais e Ristorante a Villongo, tra le colline bergamasche e i vigneti che scendono verso Sarnico, un nome che in me, appassionato di nautica, ricorda il cantiere Riva ed i suoi mitici, inimitabili Acquarama in legno, ritenuti ancora oggi un simbolo di esclusività e bellezza nella nautica di lusso e da collezione.

Un abbinamento non casuale si direbbe… le dolci terre dove il fiume Oglio, abbandonando il lago d’Iseo, crea il microclima adatto sia per vini rossi quali il Merlot e il Cabernet Sauvignon, sia per i vitigni Pinot Bianco e Pinot Grigio, ma soprattutto è lo Chardonnay, il protagonista dei più rinomati vini del mondo, che qui produce bollicine di altissima qualità. Siamo nel comprensorio della Valcalepio, nel bergamasco: le bollicine si sono ritagliate uno spazio d’eccellenza in Italia e all’estero, i terreni confinano con la più celebrata Franciacorta bresciana ma non temono, in fatto di qualità, la temibile concorrenza, sviluppatasi grazie agli investimenti degli imprenditori bresciani. Vanna Buelli è originaria di Cremona, nasce e vive nella campagna lombarda, il padre è agricoltore e proprietario terriero; la futura ‘signora del vino’ può permettersi un’infanzia meravigliosa, tra natura, animali, passeggiate campestri e tra i boschi.

Dopo aver frequentato le scuole Medie e il Ginnasio a Cremona si trasferisce a Firenze per completare il Liceo Classico a Poggio Imperiale e successivamente a Milano dove si laurea in lingue alla Bocconi. Sposata, ha avuto due figli che sono entrambi ‘Bocconiani’ e dei quali uno segue le attività di famiglia legate all’ospitalità ed alla ristorazione. Vanna ha gestito con passione e polso fermo una famiglia impegnativa, come ci spiega lei stessa:

<Quale moglie di un figlio unico mi sono occupata per anni anche dei parenti di mio marito e di mio padre fino al 1988. Mio suocero aveva due proprietà di 10 ettari, vicine al lago d’Iseo; al centro di ciascuna di esse sorge un castello di origini antichissime, fortezze militari della Repubblica Veneta fino al 1450 circa: “La Rocchetta”, dove abitiamo, e “Castel Merlo”>.

Sul finire degli anni ’80 il contadino che gestiva i terreni della Rocchetta andò in pensione, così, non volendo riaffittare e sapendoli molto adatti alla coltivazione della vite, Vanna Buelli decise di far nascere un’azienda vitivinicola. Il luogo era ideale per iniziare quest’attività: terreno morenico, clima temperato dal lago d’Iseo e aria asciutta delle montagne che impedisce le muffe. Per la Signora questa fu una decisione e una scelta dettata dal dare una destinazione a questi terreni ma anche per il suo grande amore verso la natura, risalente alla sua infanzia.

<Era un momento della mia vita in cui avevo tempo libero – prosegue la Signora Vanna – con i figli che erano ormai grandi e mio marito che aveva un’attività completamente diversa. Quindi, mi buttai in questa impresa per necessità ma con grande passione: abbiamo piantato tutti i venti ettari di uva adatta alle caratteristiche del suolo: Pinot Bianco, Pinot Grigio e Chardonnay per i vini bianchi, Merlot e Cabernet Sauvignon per i vini rossi, da allora la produzione è cresciuta ed oggi complessiva  è di circa 200.000 bottiglie all’anno>.

La prima raccolta si tenne nel 1995, il primo Vinitaly fu nel 1999 per una partenza col botto: subito Medaglia d’Argento per lo spumante metodo classico! Da allora l’azienda otterrà altri 20 premi Vinitaly (di cui tre medaglie d’oro) e quattro medaglie d’oro col “Rosso riserva” al concorso “Emozioni dal Mondo”, riservato ai vini di taglio bordolese (merlot + cabernet) di tutto il mondo.

<Questo ci ha molto incoraggiato e ci ha fatto capire che eravamo sulla via giusta. Oltre a La Rocchetta abbiamo creato una seconda linea di produzione, Podere Castel Merlo. Francamente, quando ho iniziato, non pensavo di raggiungere queste dimensioni>.

La nuova linea, dedicata principalmente a ristoratori d’eccellenza e clienti esteri, ha saputo esaltare ancor di più questi vitigni: il Pinot Grigio, trattato con grande attenzione è vinificato sia in bianco, che poi affina qualche mese in botti di acacia, sia in rosato, eccellenza che qui ha raggiunto vette forse inaspettate quali l’Etoile, su ispirazione del ‘risotto con la foglia oro’ di Gualtiero Marchesi, un vino speciale, con tanto di piccole lamine d’oro alimentare all’interno, piccole stelle tra le bollicine di questo Brut Metodo Classico prodotto in soli 500 pezzi, considerata la migliore cuvèe di La Rocchetta.

<Abbiamo inoltre ampliato la collezione degli ‘spumanti metodo classico’ – afferma la Signora Vanna – aggiungendo ai nostri cavalli di battaglia come il merlot in purezza vinificato in rosato e poi affinato 60 mesi e Cretarium Brut, storica cuvèe da Chardonnay e Pinot grigio, 48 mesi, anche un Nature, per chi ama gli spumanti secchi e minerali, di gran moda negli ultimi anni e il Petra Aeterna dove lo Chardonnay in purezza affinato oltre 60 mesi sui lieviti, trova la sua massima eleganza>.

Inoltre bisogna sottolineare il fortissimo legame tra vigneti, vini, uomini ed azienda. Solo da una così stretta unione si può far comprendere, anche ad un pubblico lontano, quello che una terra può dare. <Senza passione non può esserci storia, senza impegno non esiste qualità –sottolinea con giusto orgoglio la Signora Buelli – e La Rocchetta non fa altro che rappresentare ed esaltare appieno queste scelte dando a Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Merlot e Cabernet Sauvignon un’espressione che in nessun altro posto al mondo si può ritrovare>.

Nella sede di Castel Merlo si è utilizzata la parte agricola come stalle, portici, casa colonica, per la lavorazione del vino. Per le botti di acciaio ed è stata scavata una nuova cantina di 1000 metri quadrati, mentre il Castello è diventato un Hotel Relais con il Ristorante.

<Il mondo del vino è bellissimo, ci spiega l’imprenditrice lombarda – le persone sono gentili e rilassate, amano il loro lavoro con passione anche se non è molto remunerativo, non hanno quell’ansia di competitività che c’è in altre attività e, secondo me, anche meno avidità. Non ci sono solo uomini, in Italia siamo circa in 800 solo nell’associazione “Donne del Vino” e in questo mondo non ho trovato ostacoli: anzi, essendo abbastanza recente la discesa in campo delle donne, avverto un atteggiamento quasi cavalleresco nei nostri confronti. Vantaggi, svantaggi e privilegi dipendono dalla qualità del tuo prodotto e, se questo è valido, forse, in quanto donna, puoi ottenere maggiore attenzione e ammirazione. Le intuizioni femminili, in generale, sono, secondo me, superiori a quelle maschili per la natura stessa della donna e della sua forma mentis: più abile, più diplomatica, più pratica, più pronta, più furba. 

La soddisfazione maggiore è vedere che hai raggiunto dei risultati indipendentemente dal fatto di essere uomo. Oggi sono molto felice perché ho realizzato un sogno: produciamo vino di altissima qualità, ho dato lavoro a circa 30 persone e ho sistemato e reso abitabile un castello del IX° secolo che si sarebbe inevitabilmente diroccato e quindi sarebbe andato perduto>.

Indubbiamente questa imprenditrice attivissima e capace ha saputo creare in pochi anni un prodotto di eccellente qualità che fa di quest’azienda vitivinicola un fiore all’occhiello per la bergamasca Valcalepio.

Info: Podere Castel Merlo – Via Verdi 6 – Villongo (BG) tel. 035.0299069 – info@poderecastelmerlo.com – http://www.poderecastelmerlo.com

 

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