Cortina, la sfida olimpica continua: dai Cinque Cerchi agli hotel a “5 Stelle”

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Nel futuro della Regina delle Dolomiti cinque hotel di lusso e il Museo delle Olimpiadi invernali. Il nuovo Sliding Centre “Eugenio Monti” diventerà anche un’attrazione turistica con il Bob Taxi. I Giochi hanno fatto da vetrina esclusiva alle tante bellezze del Veneto

Federica Brignone © Banca Generali – Credits: Pentaphoto / Marco Trovati

Olimpiadi, la sfida continua. Non solo sulle piste e nei palazzetti dove da venerdì prossimo inizieranno le Paralimpiadi, ma sull’eredità che il grande evento a Cinque Cerchi lascia. Se sul piano sportivo è arrivata una messe di medaglie senza precedenti per l’Italia (ben 30, di cui 10 d’oro), con imprese come quelle di Federica Brignone già consegnate alla storia dei Giochi, la vera scommessa si giocherà sul futuro. Su quanto si saprà far fruttare quanto i Giochi invernali di “Milano – Cortina” lasciano in termini di opportunità.

Cortina ha già le idee chiare in proposito. Anche il Veneto, che ha creduto fin dall’inizio in questa vetrina universale. Veneto che nel corso dell’evento, baciato anche da una solenne nevicata (il 19 febbraio) che l’ha resa fiabesca, ha approfittato dell’occasione anche per mettere in mostra il proprio territorio, straordinario per varietà di bellezze: da Venezia alle Colline del Prosecco UNESCO (che nell’occasione hanno presentato anche tanti itinerari naturalistici da percorrere in cammino o in bici), al Parco naturale dei Colli Euganei (pure UNESCO), alle ville della Serenissima, alle spiagge, ai borghi e alla città murate. Senza dimenticare le Dolomiti, che le riprese durante le gare di sci alpino sulla pista Tofana hanno esaltato in mondo visione. Veneto che vanta presenze turistiche record a livello nazionale: 75 milioni.

A Cortina, dove queste bellezze sono state messe in vetrina alla “Casa delle Regole” (antica istituzione della comunità ampezzana), si spiffera che sono “in arrivo” almeno cinque società che gestiscono hotel a 5 stelle. La prima sarà la prestigiosa Mandarin Oriental. Il futuro, dunque, comincia a delinearsi nella direzione auspicata. Cortina, dopo l’exploit delle Olimpiadi del 1956, che la fecero conoscere al mondo intero (non a caso quella venne definita come l’edizione più bella dei Giochi invernali), sembra aver rilanciato grazie alle Olimpiadi di quest’anno la propria allure. Nel segno dello sport, ma anche della mondanità e della cultura.  La “Casa delle Regole”, dove è stata ospitata anche la sala stampa olimpica, è stato uno spazio per valorizzare le eccellenze enogastronomiche del Veneto, con tante associazioni di categoria impegnate a presentare i propri prodotti. Tanti dei quali sono peculiarità esclusiva di tanti territori veneti, come il radicchio IGP, il Prosecco DOC e DOCG, il broccolo fiolaro di Creazzo, i formaggi tipici.

La vera sfida è il futuro, si diceva. Ma andiamo con ordine, partendo dalla scelta più audace e anche più discussa: quella della costruzione (a tempo di record, va detto)  della nuova pista da bob, o meglio dello Sliding Centre “Eugenio Monti”. L’impianto costato circa 120 milioni di euro impone un riutilizzo adeguato. Fabio Saldini, Commissario Straordinario per le infrastrutture delle Olimpiadi di Milano – Cortina 2026, annuncia qualche certezza: l’impianto diventerà il punto di riferimento per le attività a livello nazionale di bob, slittino e skeleton, favorendo la permanenza in Italia degli atleti di queste discipline che negli ultimi anni erano costretti ad allenarsi in Austria. Non solo: “Abbiamo già la richiesta di sei federazioni straniere di potersi allenare qui, un numero destinato ad aumentare. L’impianto è tra i più moderni e sicuri del mondo”. Un’altra idea la rivela Giuliano Vantaggi, direttore della Promozione Turistica della Regione Veneto: lo Sliding Centre ospiterà anche un’attività di Taxi Bob, diventando un’attrazione turistica molto adrenalinica che permetterà ai più audaci di provare l’ebbrezza di scendere i 1650 metri della nuova pista a bordo di un bob a quattro, con pilota e frenatore professionisti. In Austria funziona.

Sempre Vantaggi annuncia che lo Sliding Centre di Cortina, dove l’Italia dello slittino ha portato a casa due ori e altre medaglie, è candidato ad ospitare il Museo delle Olimpiadi Invernali. Il Comitato Olimpico Internazionale di Losanna ha già fatto un sopralluogo. L’alternativa è di crearlo allo Stadio del Ghiaccio (dove quest’anno si sono svolte le seguitissime gare di Curling), ma l’idea di ricavarlo vicino alla pista da bob sembra favorita.

Più in generale è sempre Fabio Saldini a fare il punto anche sugli altri investimenti generati dalle Olimpiadi. “In tutto – snocciola il commissario straordinario – erano in progetto 98 opere, 51 di eredità, delle quali 47 sportive, di cui 31 indifferibili per le Olimpiadi anche se, in realtà, ne abbiamo terminate 40, quindi un numero maggiore rispetto a quelle previste. Parlando di investimenti, dei 3,5 miliardi previsti l’80% di questi è stato destinato ad opere di eredità, sbloccando opere viarie che erano ferme da 30 anni. Per quanto riguarda le opere stradali non terminate, tengo a sottolineare che è scorretto dire che si tratta di ritardi, come qualcuno ha affermato, era già previsto che tali opere, da mille giorni e più di lavoro, sarebbero state terminate dopo i Giochi”.

Oro di Brignone allo Slalom gigante femminile © Banca Generali – Credits: Pentaphoto / Marco Trovati

Un’idea originale che è piaciuta molto e che dovrebbe concretizzarsi a breve è l’apposizione di una targa di ringraziamento alle maestranze che hanno realizzato la pista di bob a tempo di record. In tutto circa 150 operai, di 21 nazionalità diverse. “Metteremo una targa con tutti i nomi delle persone che hanno lavorato qui. Ad ogni curva ci sarà un riferimento a loro, perché in due anni hanno fatto un miracolo”, promette Fabio Saldini,  soddisfatto per la riuscita di un’opera nata fra le polemiche per i costi e un futuro incerto (solo 80 atleti in Italia).  “I nostri atleti erano costretti ad andare ad allenarsi in Austria e in Germania. Ora abbiamo una pista che tutto il mondo ci invidia, con un ricco programma di eventi già prenotato. Una pista velocissima, che ha già segnato 17mila discese senza un solo incidente”. Il commissario ha chiesto alle ditte che vi hanno lavorato i nomi dei singoli operai: “Trecento persone di 21 nazionalità diverse che hanno lavorato qui. Molti non avevano neppure visto la neve. Come a Livigno, dove hanno lavorato gli egiziani fermandosi solo a Natale per rispetto della comunità che li ospitava, ma che hanno passato il Ramadan al lavoro, nutrendosi ogni mattina solo con latte e datteri, secondo le proprie tradizioni”.

Il recente film “Rosso Volante” dedicato a Eugenio Monti, trasmesso dalla Rai il 23 febbraio scorso in prima serata, ha permesso di ripercorrere le leggendarie gesta sportiva di questo grande campione del bob azzurro e di rivivere il fascino della Cortina post olimpica del 1956. Monti fu anche campione del fair play, essendosi meritato il premio De Coubertin di sportività per aver passato ai rivali inglesi il famoso bullone che permise loro di gareggiare e di vincere le Olimpiadi di Innsbruck 1964. Storie olimpiche che profumano di leggenda, come appunto le imprese “impossibili” realizzate da Federica Brignone, con il suo bis di ori nello sci (discesa e Super G) dopo il gravissimo infortunio che l’ha tenuta lontano dalle piste per dieci mesi. E la sfida continua. Cortina e il Veneto sono pronti.