A Pisa uno spettacolo di arte digitale su grandi opere del ‘500: Bosch, Brueghel, Arcimboldo

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Per la prima volta in Italia uno spettacolo di arte digitale dedicato a grandi artisti del Cinquecento. Una forma inedita grazie alla quale opere di Bosch, dei Brueghel e di Arcimboldo appaiono in tutta la loro forza, effervescenza e maestosità. La grande mostra spettacolare Bosch, Brueghel, Arcimboldo arriva a Pisa tra atmosfere magiche e sognanti che regalano al pubblico una totale immersione nelle opere attraverso una combinazione di immagini, musiche e tecnologia. Lo spettacolo – diviso in tre tempi – si apre con un prologo ispirato alla creazione del mondo di Bosch. Il Giardino delle delizie – e si dipana sulle pareti, sulle vetrate e il pavimento che diventano la tela di opere quali Ascesa all’Empireo (1500, Bosch), Il giardino dell’Eden e la Caduta dell’uomo (1615 ca., Brueghel e P.P Rubens), Paesaggio fluviale (Brueghel), Allegoria della Musica (Brueghel), Terra (1570 ca., Arcimboldo), Il Giudizio universale (Bosch), Torre di Babele (1563, Pieter Brueghel il Giovane), Primavera (Arcimboldo), Quattro stagioni in una testa (1590 ca., Arcimboldo). Le scene oniriche e surreali, colme di personaggi bizzarri fanno vedere mondi incantati dei quali vien il desiderio di varcare la soglia per un viaggio tra universi affascinanti che il visitatore potrà scrutare nei minimi dettagli come solo uno studioso con la sua lente di ingrandimento a pochi millimetri dalla tela. Con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pisa, la mostra è prodotta in Italia dal Gruppo Arthemisia e Sensorial Art Experience e con il supporto di Banca di Pisa e Fornacette.

Lo Spettacolo

Schiuse le ali del prologo, inizia la prima parte dello spettacolo che è dedicata al mondo idealizzato da Bosch con i suoi personaggi mistici e grotteschi, allegorie di luoghi demoniaci fatti di tentazioni e visioni armoniose di una realtà precedente al peccato originale. Lo spettacolo continua mettendo in scena la dinastia dei Brueghel. La terza parte porta dal paesaggio al villaggio, dalle piazze agli interni come invitati a un grande banchetto dove abbondano tavole colme di frutti e selvaggina. Sono le nature morte che si ricompongono in ritratti antropomorfi sotto il pennello di Arcimboldo, come in un domino di maestria e fantasia. A concludere, Stairway to Heaven dei Led Zeppelin nella versione tributo del 2012 che trasformano l’ambiente in un concerto rock e chiudono il percorso iniziato con il prologo, un viaggio su piani contemporanei delle diverse epoche musicali dove ogni opera è classica, consacrata cioè a modello in ogni sua sfumatura.

Sinossi Musicale

La regia musicale dello spettacolo tiene conto del movimento narrativo della sceneggiatura e organizza il discorso musicale per tre grandi aree racchiuse tra due punti cardini che rappresentano due facciate della temporalità dell’arte. Il prologo iniziale, una composizione originale per Soprano, Archi ed Elettronica di Luca Longobardi, disegna i confini della materia da plasmare, diventando guida esoterica nell’iniziazione al viaggio. Il brano, commissionato e scritto per l’installazione, rappresenta il punto 0 della creazione, il momento in cui la visione creativa si tramuta da idea in opera. Segue Il primo tableau musicale, affidato a Carl Orff e ai suoi Carmina Burana. In questo, come nei successivi momenti, si è pensato di ricomporre un’opera intera condensandone alcuni momenti in una sorta di suite. In tal modo, il linguaggio musicale dal quale si attinge è unitario e allo stesso tempo vario, proprio come l’opera omnia del pittore al quale si accompagna. La seconda macro-area è invece affidata alle Quattro Stagioni di Vivaldi nella rielaborazione di Max Richter. Anche in questo caso, la costruzione musicale segue il movimento della narrazione apportando, visto la versione scelta, un gusto di modernità atemporale che già prepara, in qualche modo, il pubblico al Deus Ex-Machina del finale. La terza parte si riempie di colori e potenza con Mussorsky e i suoi Quadri di un’Esposizione. Così l’orchestra nel suo pieno accompagna l’opulenza fantastica dei dipinti di Arcimboldo. L’epilogo è invece affidato a Stairway to Heaven, in una versione tributo di circa 7 minuti. Lo spazio e il tempo si diradano ponendo l’attenzione sull’attualità delle immagini che, in questo momento finale, fungono da visual alla musica.

Le Biografie dei protagonisti

Gianfranco Iannuzzi da oltre trent’anni propone un riuso e un reinvestimento culturale ed artistico di luoghi e spazi di natura eterogenea, in esterno come in interno, dove crea ogni volta una installazione originale che rispetta, valorizza e trasforma lo spazio in maniera effimera. Disegna in questo modo un ambiente teatrale interattivo nel quale lo spettatore è invitato a muoversi a suo piacimento modificando la percezione dello spettacolo stesso. Ricerca, attraverso l’uso delle tecnologie interattive, un maggior coinvolgimento del pubblico che viene in questo modo sollecitato a prendere possesso dell’opera artistica e a volte intervenire sulle sue possibili evoluzioni.

Renato Gatto, docente di Tecnica vocale, vocalista, attore. Cofondatore di IMMERSIVE ART FACTORY dal 1995 realizza installazioni di musica e immagini in numerose località europee, tra queste Carrières de Lumières in Provenza ha registrato 500.000 presenze all’anno negli ultimi spettacoli.

Massimiliano Siccardi, artista. Dai suoi lunghi viaggi sono nate alcune mostre fotografiche che osservano l’umanità con occhi di chi sa bene del corpo e dello sguardo ma ha ancora tutto da scoprire su ciò che si cela, in una visionarietà di rara poesia. Attualmente è impegnato in varie opere di performances e videoinstallazioni in Italia e all’estero, tra cui progetti a New York, Berlino, Lipsia e Roma.

Ginevra Napoleoni, artista. Studia pittura e scultura, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove si appassiona ai linguaggi multimediali. Dal 2012 è artista residente presso Carrieres de Lumieres a Les Baux de Provence in Francia, per la società Culture Espaces, dove realizza ogni anno videoinstallazioni immersive utilizzando il video come materia che plasma e trasforma le superfici e gli spazi del luogo. Il suo lavoro unisce l’immagine video o il virtuale, con il corpo vivo, il segno materico e lo spazio teatrale.

Luca Longobardi, pianista e compositore, avvicina al linguaggio classico una spiccata apertura verso lo sperimentalismo elettronico, delineando uno stile personale distinguibile, molto apprezzato sia in Italia che all’estero. Scrive per il balletto contemporaneo, il cinema e le installazioni multimediali.

Sarà possibile visitare la mostra “Bosch, Brueghel, Arcimboldo” agli Arsenali Repubblicani di Pisa dal 14 novembre 2018 al 26 maggio 2019, tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30.

Info: http://www.arthemisia.it/it/bosch-brueghel-arcimboldo/

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