Olimpiadi e parità di genere: nuove prospettive per ‘una vita per lo sport’

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Francesca Porcellato – ph Gerald Bruneau_©Fondazione-Bracco

Il termine olimpiade (gr. Olympiás-ádos) nasce in età antica riferito ai più prestigiosi tra i quattro giochi sacri panellenici (con partecipanti da tutto il mondo greco) celebrati ogni 4 anni – dal 776 a.C. al 393 d.C. – a Olimpia, nel Peloponneso, durante le feste in onore di Zeus. In età moderna, le Olimpiadi (plurale e con iniziale maiuscola), rinate con cadenza quadriennale nel 1896 ad Atene – grazie al francese Pierre de Coubertin – con il motto citius, altius, fortius (più veloce, più alto, più forte), sono divenute la più prestigiosa manifestazione sportiva mondiale. Dal 1924 si aggiungono le Olimpiadi invernali per gli sport su neve e ghiaccio disputate in un Paese diverso da quello delle Olimpiadi e con uno scarto di due anni e dal 1960 le Paralimpiadi dedicate ad atleti disabili.

Diana Bracco con alle spalle Alpensinfonie, La reine des Alpes, di Gian Marco Montesano

Le Olimpiadi, al di là di polemiche, esaltazioni eccessive e problematiche varie, per fortuna continuano a mantenere un fascino speciale tanto da coinvolgere anche coloro che, facendo decantare il negativo, apprezzano i lati positivi dello sport che fa brillare come stelle luminose tutti i partecipanti, veri protagonisti e cuore e anima delle competizioni.

Ormai è noto che lo sport (singolo o di squadra) regolarmente praticato e correttamente guidato migliora la salute fisica, mentale e sociale e che iniziato dall’infanzia costituisce un’ineludibile scuola di vita: ciò vale a tutte le età anche se “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, soprattutto per l’impegno e la costanza che richiede a donne e uomini.

La parità espressa a parole e i pregiudizi sono il punctum dolens di problematiche sociali non ancora completamente risolte nonostante le lotte femminili al riguardo. Nelle Olimpiadi antiche, infatti, le donne non potevano né gareggiare, né partecipare come pubblico e nel 1896 non sono state ammesse perché per de Coubertin lo sport femminile era “antiestetico”. Finalmente nel 1900 a Parigi sono accettate 22 donne su 997 atleti, cioè il 2,2% aprendo una nuova era per le “atlete” che passo dopo passo hanno conquistato percentuali maggiori di presenza anche grazie a costanti iniziative come quelle della Fondazione Bracco che presso Palazzo Visconti ha tenuto un interessante e coinvolgente incontro su “Olimpiadi e parità: nuove prospettive”.

Martina Caironi_© Fondazione Bracco – ph © Gerald Bruneau

“Lo sport è uno strumento eccezionale di aggregazione, di formazione della persona, di coesione e di inclusione sociale. In altre parole, una vera palestra che accompagna i giovani nel futuro allenandoli alla vita, a diventare adulti. Anche perché nello sport non esistono scorciatoie. Merito e impegno costante sono l’unica via per emergere.” Con queste pregnanti e icastiche parole – sintesi pedagogica di una seria formazione umana e professionale applicabile a ogni settore del vivere e dell’operare – esordisce Diana Bracco (Presidente e CEO del Gruppo Bracco e Presidente di Fondazione Bracco) – dalla sensibilità spiccatissima verso lo sport cui riconosce benefici effetti sui giovani – che sintetizza genesi  e motivazioni di quanto ha fatto e sta facendo grazie a “un’eredità genetica” dal padre Fulvio, amante di vela e canottaggio, tradotta in anni di sostegno allo sport giovanile, soprattutto femminile. Persona determinata, volitiva, serena, sorridente e dall’approccio semplice di chi ha un animo autenticamente ricco, Diana Bracco ha vissuto e vive intensamente operando per sé e le sue aziende senza mai dimenticare gli altri. Fortunata la dimora di Luchino Visconti che ha trovato in lei una personalità capace di conservarne e potenziarne la memoria!

Cortina: GERDA WEISSENSTEINER. ph © Gerald Bruneau

Il sostegno da parte del Gruppo Bracco allo sport giovanile femminile – che è sempre più un’eccellenza come evidenziano le attuali Olimpiadi Milano Cortina – non è mai mancato a cominciare da Geas Basket, gloriosa squadra di giovani donne, per proseguire con “progetti di responsabilità sociale” per centinaia di giovani sportivi, supporto a società sportive femminili come Bracco Atletica e Bracco Pro Patria Volley… e il concorso “Donna Sport – L’Atleta più brava a scuola” a dimostrare che scuola e sport sono un binomio vincente e non una deminutio reciproca. La Fondazione Bracco ha poi seguito le competenze “in rosa” con il progetto “100 esperte” in diversi settori cui sono state aggiunte atlete e dirigenti sportive per valorizzare lo sport al femminile durante i Giochi di Milano Cortina.

È nata poi fino al 15 marzo 2026 la mostra fotografica a cielo aperto Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte# nel cuore di Verona, in Porta Borsari con eleganti ritratti di Gerald Bruneau, fotografo dalle molteplici esperienze. Rispetto all’edizione milanese dello scorso anno vi sono 3 nuovi scatti riferiti a donne straordinarie esempio e faro luminoso per le giovani e stimolo per una società più equa e inclusiva che superi stereotipi e pregiudizi.

Angela Menardi © Fondazione-Bracco – ph © Gerald Bruneau

Rilevante la ricerca – (iniziata con i Giochi di Parigi 2024 e da proseguire per Milano Cortina) condotta in linea con le raccomandazioni del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) da Osservatorio di Pavia per CIO e Fondazione Bracco – con i primi dati su un anno di informazione TV dopo Parigi su parità di genere, equità e inclusione quantitative e qualitative relative a contenuti, immagini, parole e fonti nelle principali news.

Coinvolgente e stimolante la partecipazione delle pluripremiate atlete Martina Caironi (Paralimpiadi), eccezionale esempio di superamento fisico e mentale della disabilità e acquisizione di fiducia in sé attraverso la filosofia dell’ad maiora, e Gerda Weissensteiner (Olimpiadi), ex slittinista e ex bobbista, nata a Bolzano e sempre sostenuta dalla passione nelle sei edizioni olimpiche cui ha partecipato.

Per onorare le Olimpiadi Diana Bracco ha esposto a Palazzo Visconti Alpensimfonie, La reine de glace, affascinante lavoro dell’artista Gian Marco Montesano: la donna che con grande levità danza sul ghiaccio in mezzo alle montagne par quasi l’anima della natura e ben rappresenta la spiritualità di Diana Bracco.

 

In copertina: Diana Bianchedi – ph. © Gerald Bruneau