L’altra guerra, quella dei soldati. Il MeVe di Montebelluna la racconta

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Lontano dalla retorica e con strumenti interattivi, il grande memoriale allestito a Villa Correr svela tanti retroscena di quell’immane tragedia che è stato il primo conflitto mondiale. Un modo diverso per insegnare ai giovani un linguaggio di pace

La guerra vista con disincanto, con crudezza, con altri occhi. Vista da dietro le quinte. La guerra dei soldati, della vita in trincea, degli stati d’animo. Ma anche quella delle retrovie, dove si muoveva un mondo: la complessa logistica per far arrivare al fronte mezzi, munizioni, viveri. L’importanza delle comunicazioni, la necessità di acquisire informazioni sul fronte nemico. A tutti i costi e con ogni mezzo. La fatica anche dei muli, fedeli compagni dei soldati… Spesso fino al sacrificio.

Il MeVe di Montebelluna racconta tutto questo con un linguaggio nuovo, che rovescia gli schemi e il linguaggio della retorica con cui spesso si raccontano i conflitti. E’ un memoriale allestito all’interno di Villa Correr e inaugurato nel 2018. E’ diventato l’hub, il crocevia, di tutti i luoghi che in Veneto ricordano i tragici eventi del 1915-18, ma anche di altre guerre del secolo scorso. I tanti musei, gli ossari, gli altri luoghi simbolici. In Veneto sono tantissimi, perché ogni provincia (anche quelle non interessate dal fronte) ha dato il proprio contributo di sangue alla guerra.

Fino al 28 giugno il MeVe ospita una mostra di grande significato. Si intitola “Comunicare in guerra” e si snoda lungo le sezioni permanenti del MeVe, arricchendole di nuove installazioni interattive, reperti e approfondimenti che raccontano come le invenzioni nate a cavallo tra XIX e XX secolo abbiano creato nuovi media capaci di condizionare la vita di milioni di persone e di imprimere al corso della storia un’importante accelerazione.

Con un approccio multidisciplinare, la mostra racconta come il progresso scientifico abbia reso il mondo più piccolo e rivoluzionato il modo in cui le persone si scambiano informazioni e imparano a leggere ciò che le circonda. Una rivoluzione che ha cambiato anche il modo di combattere e raccontare le guerre: spionaggio, intercettazioni, crittografia e false notizie create a tavolino vedono nei due conflitti mondiali un imponente laboratorio che ha fatto della comunicazione un nuovo grande fronte.

Il MeVe è uno spazio interattivo e multimediale dedicato ai conflitti e agli eventi che hanno segnato l’ultimo secolo della nostra storia a partire dalla Prima Guerra Mondiale. Con i suoi 2.300 mq di esposizione propone un nuovo modo di guardare al Novecento in relazione ai paesaggi, agli apparati, alle donne e agli uomini che ne sono stati protagonisti, con l’obiettivo di interrogare con maggiore consapevolezza il nostro presente. Inaugurato nel novembre del 2018 il MeVe si trova ai piedi del Montello, uno dei teatri più importanti del fronte del Piave, soprattutto nei giorni della Battaglia del Solstizio.

È un’esperienza pensata per tutti e accessibile a ogni tipo di pubblico. Gli oggetti, pochi e fortemente simbolici, sono parte di un allestimento dove la componente digitale, le installazioni immersive, l’importante documentazione video e il sound design consentono di vivere un’esperienza unica, profonda e sempre diversa.

MeVe è un laboratorio permanente per l’educazione civica. Ispirato all’esperienza dei memoriali francesi, è un luogo pensato per riflettere sull’eredità di un conflitto che ha cambiato per sempre la storia e i comportamenti di milioni di persone. Con i suoi contenuti tradotti in inglese, francese e tedesco è un’occasione per riflettere e promuovere lo sviluppo di una società pacifica e stabile, fondata sul rispetto per i diritti dell’uomo, la democrazia e lo Stato di diritto, così come ricordato dalla Convenzione europea di Faro e dagli obiettivi dell’Agenda 2030, in particolare il n. 16 (pace, giustizia e istituzioni forti) e il n. 11 (città e comunità sostenibili).

Un grande invito a pensare al valore della Pace. Un messaggio più che attuale.

Il primo risultato concreto del percorso di rete è la nascita della Veneto myCARD Grande Guerra – dice Monica Celi, direttrice del Me.Ve. e responsabile del settore Cultura del Comune di Montebelluna –, la nuova card turistica tematica che mette insieme musei, collezioni e luoghi simbolo del conflitto in Veneto”.

La carta, al costo di 14 euro (gratuita per i bambini da 0 a 5 anni) — acquistabile online su venetomycard.it, negli IAT e presso le strutture aderenti — consente l’accesso a otto poli museali, dalle Dolomiti al Piave, dal Monte Grappa all’Altopiano di Asiago. Eccoli: oltre allo stesso MeVe – Montebelluna, per un percorso immersivo fra reperti e testimonianze; il Museo dell’Aria e dello Spazio di San Pelagio, dedicato alla storia del volo; il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, cuore della narrazione sulla vittoria finale; il Museo degli Alpini di Bassano, custode della memoria del fro nte montano; il Museo della Bonifica di San Donà di Piave, che documenta ricostruzione e trasformazione del territorio; il Museo storico della Terza Armata di Padova; il Museo Civico delle Forze Armate 1914 – 1945; il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza.

I musei della rete “Grande Guerra” raccontano, attraverso collezioni, documenti e installazioni multimediali, le esperienze dei soldati e delle comunità civili durante uno dei momenti più intensi della nostra storia.

Non si può lasciare il Montello senza assaporarlo anche a tavola. Del resto è una zone del Veneto da dove è partita qualche decennio fa la riscoperta dell’identità culinaria regionale. Si pensi, ad esempio, al lascito della rassegna “Cocofunfo”, la prima mai organizzata a livello regionale.

Sul Montello gli ambasciatori della tavola sono i locali aderenti all’associazione “Montello a tavola”, che comprende grandi firme della ristorazione e osterie dallo spirito genuino. Impegnati tutti a valorizzare i prodotti, le tradizioni e i sapori più schietti del territorio. Il Montello è una terra ricca, dove sono stati conservati con passione tanti valori legati a un’agricoltura di eccellenza, a partire dai vini, e anche alla storia locale. “Alle Betulle” di Crocetta del Montello, che sorge laddove c’era una scuola elementare e poi un presidio militare, i titolari Simonetta Toso e Italo Contin oltre a proporre una cucina “sincera”, accompagnata da vini autoctoni come la Recaldina, mostrano ben volentieri a chi è appassionato di storia album di preziose foto della zona. Una più bella dell’altra.

Ognuno dei ristoranti è una finestra sulla cultura e sul gusto del Montello, offre ai visitatori non solo il buono della tavola di territorio, ma una vera e propria esperienza nell’anima del Montello, delle sue tradizioni e dei suoi prodotti. Attraverso piatti preparati con ingredienti locali e di stagione.

Info: MEVE – MEMORIALE VENETO GRANDE GUERRA – 31044 Biadene di Montebelluna TV – Tel. 0423 617539 email: info@memorialegrandeguerra.it