Ai primi di maggio Ischia è già meravigliosa. L’isola offre una rete di sentieri ricca di panorami unici, dai boschi di castagni alle scogliere a picco sul mare. E i sentieri tutti da scoprire… sino alla salita del monte Epomeo, la cima più alta
La ginestra è fiorita e riempie di profumo strade e viottoli così come i gelsomini e le bounganville che colorano di viola tanti giardini. I limoni accendono di giallo qualsiasi cosa, campi, cortili, angoli di strada e anfratti abbandonati. La temperatura non è ancora ai massimi di stagione ma i turisti stranieri ne approfittano per prendere il sole in spiaggia. Lettini e ombrelloni sono già schierati in attesa che la colonnina del mercurio salga presto.
Bellissimo il giardino Ravino delle piante grasse, meravigliosa La Mortella, più bel parco d’Italia 2004, sbarazzine le palmette che svettano sul lungomare tra Lacco Ameno e Casamicciola. Non vi parleremo di acque e di fanghi, che pure abbondano e sono il must dell’isola. Né della grande e famosa fortezza aragonese. Ma di sentieri. Perché, se si esce dal trafficatissimo anello stradale che bordeggia l’isola, si trovano cammini che vi restituiscono la natura più vera e incolta di questo angolo di mondo. Ce ne sono diversi e ne segnaliamo almeno tre.

L’anello di Campagnano
Cominciamo da sud con Campagnano, a quattro chilometri e mezzo da Ischia, sulla punta est dell’isola, lasciamo l’auto in questa piccola frazione dove a piedi imbocchiamo subito il sentiero Cai 503 in senso orario. La vista sul golfo di Napoli è strepitosa: dopo il castello aragonese, Procida, il golfo con la città e il Vesuvio sullo sfondo. In lontananza Capri. E mare, tanto mare. C’è un po’ di foschia ma è ugualmente étonnant.
All’inizio asfalto, si sale. Poi tratti anche ripidi, cementato e quindi sterrato. Sul lato ovest, il sole finalmente pieno e il cielo azzurro, e col Tirreno davanti e la ginestra fiorita alle spalle, il naufragar m’è dolce in questo mare. Cos’altro?
Proseguiamo, lasciamo quest’angolo di paradiso, ritroviamo case e asfalto per le case sparse qui attorno. Ma zero traffico. Ultimo e lungo tratto su lastroni lavici, scivolosi e pericolosi col bagnato. Ma ce la facciamo benino e torniamo a Campagnano. Sintesi: due ore, 100 metri circa di dislivello, facile, bello, a tratti meraviglioso.
Alla Colombaia di Luchino Visconti
Il Gran Milanese s’era rifugiato a Ischia con il suo compagno e attore preferito Helmut Berger. La villa si trova in un bellissimo bosco a picco sul mare tra Punta Caruso e punta Cornacchia, a ovest, sulla parte opposta di Campagnano.
Il promontorio, situato tra Lacco Ameno e Forìo, si gira ad anello; non con un sentiero ma con una strada asfaltata che, servendo le poche ville della zona, è poco trafficata. La strada si chiama Via Francesco Calise operaio foriano. All’inizio troverete i Giardini La Mortella, creati a partire dal 1958 da Lady Susana Walton e da sir William Walton che chiamarono a disegnarli il paesaggista inglese Russel Page. È un trionfo di piante tropicali, almeno un’ora per la visita, ingresso 15 euro.
Proseguendo si arriva ad uno spiazzo che regala una splendida vista su Forìo e la sua spiaggia. Si continua a girare in tondo. Ville a picco sulla scogliera. Inizia il bosco e si arriva a La Colombaia. Non perdetevi il docu-film Rai sulla vita di Visconti. La villa fu svuotata dei suoi preziosi arredi dagli eredi. Ora si sta cercando di ridarle un’anima ma vale la tappa. Fuori, stavolta è sterrato, sotto verdissime fronde che regalano ombra e freschezza. Silenzio e mare. Si scende velocemente, di nuovo asfalto. Sintesi: due ore e mezzo con visita alla Colombaia (almeno una in più se si visita La Mortella). Facile.
Sul monte Epomeo
789 metri s. m., il grande classico di Ischia, la cima più alta. Vi si arriva comodamente in bus; i mezzi sono frequenti, piccoli e bentenuti, molti elettrici (biglietto 1,70 a terra, 2,30 a bordo, anche con carta di credito).
Si scende alla frazione di Fontana, 450 metri. Un grande cartello segnala l’inizio del Cai 501. Si sale dritto per dritto per 3 chilometri e 340 metri. Asfalto e sterrato. La vista sulla cima è strepitosa, a 360 gradi. Scendete pochi metri e regalatevi una sosta e una freschissima spremuta mista di limoni e arance sulla terrazza che affaccia sul Tirreno. Cos’altro?
Prendiamo la discesa dal lato opposto, ad anello, e dopo un’ora e mezza di sentiero facile ma a tratti sdrucciolevole si arriva a Serrara, poco più di giù di Fontana da dove eravamo partiti.
Variante: se avete tempo e voglia, a tre quarti della discesa potete deviare a destra e arrivare dopo altre due ore a Forìo. Oppure fare l’anello al contrario (partenza da Serrara, arrivo sulla cima, discesa a Fontana) e, quando si è a Fontana, scendere in quello stupendo angolo di mare che è Sant’Angelo. Vi costerà altre due ore, per un totale di cinque, ma vi sarete regalati una gran bella camminata. Tanto, al rientro in hotel, potrete rilassarvi con acque termali, fanghi e ritemprarvi con una bella cena a base di pesce innaffiata da Falanghina o Greco di Tufo. Prosit!
