Olimpiadi e turismo: destinazioni, esperienze e nuove rotte

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Milano Cortina 2026 sta incidendo in maniera decisa sul modo di viaggiare tra città e montagne, con una domanda internazionale intensa e aspettative altissime. I Giochi diventano un laboratorio sul futuro del turismo esperienziale

Quando si parla dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, non si tratta solo di un grande evento sportivo, ma di un potente catalizzatore di trasformazioni nel mondo del viaggio. Il recente report di The data Appeal Company racconta un cambiamento profondo nel modo in cui le persone si muoveranno, sceglieranno le destinazioni e vivranno l’esperienza turistica durante – e dopo – l’evento.

Dal 6 al 22 febbraio 2026, oltre 1 milione di persone è atteso nelle destinazioni coinvolte, con una spesa turistica diretta stimata in oltre 290 milioni di euro. Non si tratta di un turismo “mordi e fuggi”, ma di un pubblico disposto a spostarsi tra più luoghi, combinando città, montagne, sport ed esperienze locali.

Un evento, molte destinazioni

Il modello multi-sede di Milano Cortina 2026 trasforma i Giochi in un viaggio a tappe. Le competizioni si svolgono tra Milano, Cortina d’Ampezzo, Bormio, Livigno, Anterselva/Antholz, Predazzo, Tesero e Verona, con un’estensione territoriale che supera i 220mila km².

Per i viaggiatori, questo significa costruire itinerari complessi: Milano come porta d’ingresso e città degli eventi indoor; le Dolomiti come cuore sportivo; Verona come tappa finale con la cerimonia di chiusura. Il viaggio olimpico diventa così un’esperienza che attraversa regioni e paesaggi diversi, incentivando permanenze più lunghe e spostamenti interni.

I dati sulla spesa e sulle presenze chiariscono quali destinazioni saranno maggiormente sotto i riflettori. Le gare di sci alpino emergono come il principale catalizzatore turistico, con una spesa prevista di 23,9 milioni di euro, concentrate soprattutto tra Cortina d’Ampezzo e Bormio. Seguono l’hockey su ghiaccio (14,7 milioni), il pattinaggio (11,5 milioni) e lo snowboard (9,5 milioni), discipline che rafforzano il ruolo di località come Livigno e Milano. Anche le cerimonie incidono sui flussi: quella di apertura a Milano, il 6 febbraio, è attesa da circa 80 mila persone, con una spesa stimata di 6,3 milioni di euro, mentre la cerimonia di chiusura a Verona coinvolgerà 15 mila spettatori per una spesa più contenuta ma comunque significativa.

Viaggiatori disposti a spendere

Il profilo del viaggiatore olimpico è chiaramente alto-spendente. Durante il periodo centrale dei Giochi, le tariffe di alloggio superano mediamente del +146% quelle dell’anno precedente, con picchi nelle giornate dal 10 al 17 febbraio. Questo dato riflette una domanda internazionale che considera il viaggio olimpico un’esperienza unica, da vivere senza compromessi. La spesa si concentra soprattutto sull’alloggio, che assorbe il 68% del totale, seguita dalla ristorazione (27%) e dai trasporti (5%). Un equilibrio che racconta un turismo orientato all’esperienza complessiva, dove dormire bene, mangiare bene e vivere il contesto contano quanto assistere alle gare.

L’impatto dei flussi aerei

L’analisi della capacità aerea fornisce indicazioni preziose sui flussi in arrivo. Milano si conferma il principale hub di accesso internazionale, con un aumento complessivo dei posti disponibili del +6% nel periodo olimpico rispetto all’anno precedente. La crescita riguarda soprattutto i mercati a medio e lungo raggio, con incrementi significativi dai Paesi europei chiave (Germania, Regno Unito, Spagna) e un forte rafforzamento dei collegamenti intercontinentali da Stati Uniti, Cina ed Emirati Arabi Uniti.

Venezia mostra invece un profilo più bilanciato, con una crescita della capacità del +5,6%, distribuita tra voli domestici e internazionali. Questo rende la città un hub strategico per raggiungere le destinazioni dolomitiche, soprattutto per il pubblico europeo.

Nel complesso, i dati raccontano un’Italia olimpica sempre più connessa e accessibile, ma anche una competizione crescente su prezzi e disponibilità, soprattutto nei giorni di maggiore richiamo.

Destinazioni alpine sotto pressione

Località come Cortina d’Ampezzo e Livigno registrano i livelli tariffari più elevati e una pressione significativa sulla capacità ricettiva. A Cortina, le tariffe medie arrivano a sfiorare i 1.000 euro a notte, con punte che superano i 1.700 euro, mentre Livigno si attesta su valori medi superiori ai 600 euro.

Altre destinazioni, come Predazzo e Tesero, mostrano incrementi più contenuti in valore assoluto ma rilevanti in termini percentuali, segno di una redistribuzione della domanda su territori meno iconici ma ben collegati alle sedi di gara. Per il viaggiatore, questo significa nuove opportunità di scoperta, ma anche la necessità di pianificare con anticipo.

L’esperienza oltre lo sport

Il viaggio olimpico non si esaurisce sugli spalti. I dati di sentiment evidenziano un apprezzamento elevato per ristorazione, intrattenimento e après-ski, soprattutto nelle località alpine. Allo stesso tempo emergono criticità legate a costi, tempi di attesa e qualità dell’accoglienza, elementi che diventano decisivi quando le aspettative sono alte.

Per le destinazioni, Milano Cortina 2026 rappresenta quindi una sfida di maturità: trasformare l’afflusso straordinario in un’esperienza fluida e coerente, capace di lasciare un ricordo positivo e di incentivare futuri ritorni.

Un’eredità che va oltre i Giochi

Per chi viaggia, le Olimpiadi sono spesso la prima occasione per scoprire un territorio. Se l’esperienza è all’altezza, l’effetto si prolunga ben oltre l’evento. Milano Cortina 2026 si presenta così come un laboratorio sul futuro del turismo: più internazionale, più itinerante, più esigente.

I dati suggeriscono che il vero successo dei Giochi non si misurerà solo nei numeri di febbraio 2026, ma nella capacità delle destinazioni di restare nel radar dei viaggiatori anche negli anni successivi.

 

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