Nel cuore di Bologna la Trattoria La Corte Galluzzi unisce autenticità e gusto. Situata in una corte medievale con torre del XIII secolo, offre un’atmosfera accogliente: ogni dettaglio – dai salumi selezionati alla pasta all’uovo fatta a mano – racconta la tradizione gastronomica locale
Il cortile deve il suo nome all’antica famiglia gentilizia dei Galluzzi, citata per la prima volta in un documento del 1288 come Curtilis Gallutiorum. La torre, come molte altre a Bologna, aveva funzione difensiva: l’accesso era possibile solo tramite un pontile removibile e, in caso di assedio, gli occupanti si rifugiavano nei piani superiori, lasciando gli assalitori sospesi nel vuoto. Oggi, questa storia si percepisce passeggiando tra le sale e le volte antiche, che conservano il fascino del passato.

Qui la cucina non è solo cibo, ma storia e cultura: un’esperienza di Cultural Dining, in cui mangiare significa condividere memoria, saperi e piacere autentico. La cucina infatti si ispira a Pellegrino Artusi, padre della cucina domestica italiana, e alla tradizione bolognese più autentica. Nel menu invernale spiccano piatti come Baccalà Montebianco, Sformato di cavolfiore, Lingua di vitello in salsa piccante, Zuppa di fagioli e Tagliatelle verdi alla bolognese. Accanto a questi, le ricette di casa: Tortellini in brodo, Tagliatelle al ragù, Zuppa imperiale, Tortelloni di lesso in salsa d’arrosto, Cotoletta alla Bolognese, Stinco di agnello confit, Tagliata e costate di manzo alla brace, Jambonette di faraona, Friggione, funghi trifolati e giardiniera fatta in casa.
Non mancano i classici antipasti: crescentine bolognesi e taglieri di salumi e formaggi locali, come mortadella Palmieri, salame Felino, prosciutto di Parma 30 mesi, squacquerone e Parmigiano Reggiano 24 mesi DOP. La carta dei dolci propone sia ricette artusiane, come Torta con pinoli e Zuppa inglese, sia specialità locali come il Fiordilatte bolognese e la Torta fredda al cioccolato.
La trattoria offre un’esperienza intima nel centro storico, protetta dal caos urbano. Le sale interne, distribuite su più livelli, e il dehor estivo creano un contesto conviviale dove il tempo sembra fermarsi. L’edificio, testimonianza architettonica di un passato medievale, diventa cornice perfetta per piatti che uniscono la tradizione alla creatività.
Alla guida della brigata, Corrado Parisi porta esperienza internazionale e capacità tecnica, affiancato da Moreno Bicocchi, custode della cucina della tradizione locale. Insieme propongono un menù che alterna alcuni piatti “dimenticati” della cucina bolognese alle ricette artusiane sino ai grandi classici, rispettando stagionalità e qualità degli ingredienti.
“La nostra cucina – spiega lo chef Corrado Parisi – rende omaggio ad Artusi, ma soprattutto valorizza la tradizione bolognese. Ricette semplici, fresche e stagionali, sostenibili e genuine, che raccontano sapori di casa, tecniche dimenticate e il piacere del buon cibo condiviso.” L’uso di ingredienti di stagione, senza conservanti o additivi, e il recupero creativo degli avanzi dimostrano come la cucina tradizionale possa essere moderna e responsabile.

“I piatti che serviamo – commenta Luigi Morabito, titolare della Trattoria insieme alla sorella Iside e al fratello Francesco – sono passati di moda da almeno mezzo secolo, per cui consigliamo ai nostri clienti di non avere fretta, di sedersi e di godersi con serenità un gustoso salto indietro nel tempo!”
La Corte Galluzzi non è solo ristorante: è un viaggio nei sapori, un incontro tra storia e contemporaneità, tra memoria e piacere dei buoni piatti della tradizione. Qui ogni pasto diventa un’esperienza autentica, dove la cucina di una volta incontra il comfort del presente, e la tradizione bolognese si celebra in ogni dettaglio, tra aromi, ricordi e sapori genuini.
