Il mare delle Marche, una regione al plurale. Qui il soggiorno è un viaggio a 360 gradi

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Sabbia granulosa, distesa di sassolini, argine marino di grossi sassi bianchi, spiaggia di velluto, roccia frastagliata. La costa adriatica, che dal centro della regione Marche risale per sfiorare la costa  romagnola, negli ultimi anni è tornata ad essere meta di vacanze ambita dagli abitanti di tutto il centro Italia e dalle regioni del nord. I motivi di questo afflusso di visitatori in continua e costante crescita non sono noti a tutti, ma sono certamente vari. Le Marche sono una regione di cui si parla al plurale infatti il soggiorno in questa terra è un viaggio a trecentosessanta gradi tra la molteplicità del territorio.

Per scoprirlo si inizia dal placido mare Adriatico per risalire e perdersi in una distesa di calme colline, fino ad arrivare a toccare paesaggi decisamente meno docili, ma che restano comunque a misura d’uomo. Questo accade con il Parco Regionale Naturale del Conero, dove la montagna si getta a picco sul mare.

La varietà dei panorami di queste zone si riflette nei servizi offerti. I turisti in pochi chilometri possono vivere in prima persona lo stile sofisticato delle lunghe spiagge di ombrelloni e sdraie a perdita d’occhio, gli hotel, le piazze cittadine, tutto questo alternato a paesi dove gli spazi sono raccolti, i panorami si compongono di rocce frastagliate quanto incontaminate e dove il mare è del colore dello zaffiro.

Una dolce discesa dell’Adriatico: da Pesaro a Fano e a Senigallia

Pesaro, la cittadina che ha dato le origini al grande compositore Gioachino Rossini, nel 2017 è stata dichiarata dall’Unesco ‘Città Creativa della Musica’, e accoglie, insieme al conservatorio – fortemente voluto dal grande compositore – uno dei festival di opera lirica più affermati al mondo, il Rossini Opera Festival che si svolge ad agosto.

Non c’è nemmeno bisogno di dirlo che è proprio l’estate il momento in cui è possibile vedere risplendere la cittadina adriatica e vederle mostrare un viso che negli ultimi anni – grazie all’impegno della filiera del settore turismo e cultura – ha perso via via qualche ruga, mostrando non solo di essere competitiva con la vicina Rimini ma, per il tipo di servizi, addirittura complementare.

In queste zone da alcuni anni la cultura si è rivelata la protagonista indiscussa della scena marittima. Sono decine i festival che offrono occasioni di socialità e divertimento più o meno sofisticate per gente di tutte le età e in tutte le strade con eventi che arricchiscono la vita di mare creando un’atmosfera spensierata ma culturalmente frizzante. Musica leggera all’alba e al tramonto sulla spiaggia, cinema d’autore gratuito nelle piazze e concerti dove la lirica esce dalle mura del teatro e canta dai balconi, sono solo alcune delle attività che coinvolgono una platea di adulti, anziani e bambini, senza esclusioni.  

Vale la pena fermarsi qui per un soggiorno estivo, con un occhio agli eventi, e seguire una delle tante iniziative offerte gratis a tutti, per poi tornare a vivere l’esperienza adriatica appieno, per gustare la città fino in fondo, salire in sella alla bicicletta e girovagare tra le vie del centro storico. Perché sulle due ruote? Pesaro è Città della Bicicletta: da quando è nata la “bicipolitana” – la pista ciclabile che viaggia attraverso i quartieri –  questa terra ha eletto le due ruote a cavallo di battaglia dello stile di vita eco-sostenibile di una società che pensa al proprio futuro, ricordando i vantaggi di un mezzo di trasporto salutare ed economico.

Ma non solo. Quel pezzo di litorale adriatico che arriva fino alla vicina Fano proprio grazie ad una pista ciclabile che unisce le due cittadine, negli ultimi anni è diventato la “movida” locale dedicata alle folle di giovani che si aggirano sulle due ruote in uno spazio votato alla sicurezza in cui sono liberi di scegliere come trascorrere la serata tra le due cittadine. Fano, al tempo importante centro romano detto ‘Fanum Fortunae’, ancora oggi si snoda dentro e intorno le mura romane (nella foto).

Qui – come a Pesaro e in molte altre località della costa – d’estate la cultura dilaga grazie ai festival – come ad esempio il “Jazz, by the Sea” a luglio che porta i grandi nomi della musica internazionale – e le tradizionali sagre, che celebrano la cultura folcloristica e culinaria locale. A proposito di cucina, Fano possiede una  solida tradizione della pesca, che si esprime nel festival del Brodetto di Pesce, quest’anno l’appuntamento è dal 10 al 12 settembre; si tratta di  un brodo che si prepara utilizzando i pesciolini rimasti incastrati nella rete del pescatore, e per questo non vendibili.

Proseguire lungo la costa adriatica è un soffio. Una accanto all’altra senza interruzioni si susseguono varie cittadine pronte a fare l’occhiolino ai turisti di passaggio. Si arriva presto a Senigallia, comune di 45mila abitanti che mentre respira aria marina vive ai bordi di una distesa di colline coltivate che hanno ispirato il lavoro del fotografo Mario Giacomelli, autore di culto a livello nazionale, famoso per i contrasti con cui ha raccontato la natura fortemente addomesticata locale.

Senigallia, la cui spiaggia è famosa per la delicatezza dei granelli di sabbia tanto da essere stata soprannominata “spiaggia di velluto”, è città di richiamo internazionale per il Summer Jamboree, un appuntamento musicale aperto a tutto il mondo che fa rivivere gli anni ‘40 e ‘50 per lo stile e le danze. La musica per alcuni giorni dilaga ovunque trasformando la città in un’immensa pista da ballo.

Natura incontaminata: il Parco Regionale Naturale del Conero

Dulcis in fundo, per conoscere tutte le sorprese del territorio, l’ideale è continuare a scendere lungo la costa adriatica alla ricerca di altri mari e altre spiagge. Senza andare troppo lontano, ad Ancona c’è quello sperone di roccia detto “lo Scoglio del Trave” che, come la punta di un piede di un gigante, tocca il mare al centro del Parco Regionale Naturale del Conero. Qui l’area marina si unisce a quella boschiva naturale protetta offrendo ai visitatori attrattive più o meno esclusive: oltre ai comfort degli stabilimenti balneari situati sulle strette spiagge sassose, è possibile vivere un’esperienza unica di natura incontaminata ed eleganza naturale. Le spiagge della Scalaccia, Mezzavalle, Portonovo, sono per chi arrivasse da nord, i luoghi e i panorami che cambiano completamente la prospettiva del visitatore. 

Il monte Conero si presenta con le sue vedute mozzafiato – sul picco sono circa 500 metri di altezza – e le piccole discese attraverso i sentieri che terminano in frange di spiaggia composte da rocce frastagliate e sassi. Qui sono pochi i bar e i ristoranti presenti, e quella a cui si va incontro è una natura meno addomesticata. Per chi volesse vivere la mondanità, una sosta alla baia di Portonovo è d’obbligo, un gioiello dell’estate anconetana da non perdere. Il territorio è capace di offrire i lussi di ristoranti e locali notturni esclusivi e allo stesso tempo un soggiorno nella natura selvaggia e una storia ricca di leggende con percorsi attraverso il parco lagunare. 

Non è finita qui. Sirolo, Numana, Marcelli sono tutti paesi vicini e da conoscere per scoprire un territorio che offre escursioni di montagna, passeggiate sulle spiagge per tutti i gusti, aperitivi in barche di lusso, visite storiche ai monumenti dei paesi e molto altro. Da qui è possibile raggiungere in traghetto la spiaggia delle Due Sorelle, un luogo per conoscitori che ospita la leggenda di un tesoro nascosto nella cosiddetta “Grotta degli schiavi”. Le Due Sorelle sono un’altra delle tante spiagge dal profumo intenso che punteggiano la costa del Parco Naturale del Conero, il cui mare a giorni si presenta indomabile, per poi rivelare, quando meno  lo si aspetta, un mare docile del colore dello zaffiro nel quale tuffarsi senza esitazioni.

Testo e foto di Laura Ghiandoni