In Adriatico a Làgosta, in Croazia: da isola dei pirati a eden di relax

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Guardando dal faro di Capo Struga nella punta a sud dell’isola di Làgosta il respiro si ferma per un attimo. Lo spettacolo di alcune delle isole dell’arcipelago della Dalmazia Meridionale distribuite nella loro immensità nel mare azzurro, dà nuovo significato alla parola “mozzafiato”.


Làgosta, in croato Lastovo, oggi è un’isola spesso tralasciata dalla frequentazione del turismo di massa, per questo è capace di restituire, a chi la scelga come meta del suo soggiorno, uno straordinario senso di isolamento, pace e tranquillità.

L’arcipelago croato include molte grandi e piccole isole tra cui le mete turistiche più conosciute: Hvar, Vis, Brac e Korcula. Il territorio è un immenso parco di circa 47 chilometri quadrati in parte ricoperto di colline, basse montagne e vigneti e conserva una vegetazione naturale boscosa.
Si estende tra due nuclei cittadini, tra la punta di Noriga ad est e Punta Struga a sud, dove si trova la baia di Skrivena Luka o Porto Rosso. Per raggiungerla da Spalato è possibile prendere un traghetto ed è collegata con l’isola di San Giorgio da un ponticello.

Una via di fuga dal caos della quotidianità
Oggi l’isola si presenta come un piccolo mondo a sé in netta rottura con le isole più frequentate dal turismo locale e non, lontano dalla movida dell’isola di Hvar e distante anni luce dal turismo per famiglie dell’isola di Korcula.

Soggiornare a Làgosta significa trovare una via di fuga dal caos della quotidianità, un luogo dove rifugiarsi per allontanarsi dall’inquinamento acustico e tornare a conoscere il silenzio in un territorio che ti accoglie offrendo lo stretto indispensabile per una permanenza riposante.
Nell’isola sorgono alcuni centri abitati, pochi alberghi, pochi ristoranti, gli stretti e necessari servizi che possono restituire un senso di essenzialità al visitatore.

Làgosta è anche natura e storia
Mare cristallino, clima perfetto e silenzio sono solo alcuni degli ingredienti che rendono Làgosta una meta ideale per chi cercasse la tranquillità. L’isola presenta infatti attività sia naturalistiche che culturali, quindi è possibile visitarla in bicicletta e in motorino andando alla ricerca della storia di un territorio che, anche se di primo acchito non sembra, ha molto da raccontare.
Sull’isola sono presenti 46 chiese di epoca anche molto antica, di cui alcune – come quella di San Cosimo e Damiano – aperte ai visitatori. Vale la pena una visita ai centri abitati nei quali le case si distinguono per i caratteristici fumari, canne fumarie tipiche dell’isola, presenti sui tetti delle abitazioni più antiche.

Inoltre è possibile dare un’occhiata al passato anche grazie ai centri d’immersione subacquea che offrono al visitatore, oltre all’indimenticabile spettacolo del mondo sottomarino che circonda la baia e le tante isole vicine, anche alcuni i relitti di ogni epoca.

Làgosta, oggi paradiso del relax, ieri terra di pirati
Se oggi Làgosta si presenta come un paradiso del relax, nel passato era la base alla quale i pirati  facevano ritorno dopo aver compiuto le proprie scorrerie. Infatti proprio da questo lembo di terra, intorno all’IIX secolo, partivano le navi dei pirati narentani pronte per assaltare le imbarcazioni mercantili di grandi potenze marittime, come quelle veneziane, greche e bizantine.

I narentani erano una popolazione insediatasi proprio qui, di origine forse vichinga, impegnata nell’attività della pirateria facendo razzia di ogni imbarcazione che si azzardasse ad addentrarsi entro questa parte di mare adriatico per oltre cinque secoli.
Con il trascorrere del tempo i pirati di queste terre riuscirono a intimidire con le proprie aggressioni le più grandi potenze marittime situate nei territori circostanti, in uno slancio verso l’espansione alla conquista delle terre più strategicamente utili nel perpetrare il dominio su quella parte di mare.

La potente Repubblica della Serenissima, minacciata nei suoi interessi commerciali, tentò con varie azioni punitive di arginare l’attività piratesca, fino a quando i narentani, colpiti più di una volta nelle loro imprese, furono costretti a cedere a Venezia alcune isole situate in quel lembo di mare. Tra queste isole fu ceduta Làgosta, momento in cui l’isola smise – ma solo dopo oltre cinquecento anni – di essere base dell’attività piratesca.
Il territorio dopo un millennio mantiene oggi un forte profumo di romanticismo, il fascino di un  passato che non si è perso e che ancora in parte è sommerso.
Passato che il visitatore può ancora arrivare a conoscere, approdando  con curiosità sull’isola, ed esplorandola come una vera e propria isola dei pirati.

Info: https://tz-lastovo.hr/en/