La grandiosità di Petra, in Giordania, una delle dieci meraviglie, da non perdere

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Basta digitare “10 meraviglie” e tanti siti offrono le loro personali classifiche. Non sempre coincidono ma fra i luoghi sempre citati il sito archeologico di Petra in Giordania è costantemente presente. Il luogo, straordinariamente affascinante e fuori da ogni schema, non ha eguali nel mondo.

Il Colosseo è affogato nel traffico romano e inquinato dalla vista di diverse costruzioni di architetture successive. L’avvicinamento in auto alle Piramidi abbassa il tasso di mistero che le ciclopiche costruzioni emanano. A Petra ogni dettaglio pare studiato da un regista che offre ogni giorno uno spettacolo unico che resterà nella memoria di ogni visitatore. Il sito è nascosto dalla vista e anche da Wadi Musa, la piccola città da dove si accede, non si ha idea dell’enorme estensione sulla quale si sviluppa il sito. L’accesso è obbligatorio attraverso i cancelli del Visitors Center dal quale si accede ad un cammino di circa un chilometro e mezzo che porta all’interno dell’area protetta. Si cammina su una pista di sabbia battuta che si alterna ad un selciato antico fatto di lastre piatte. Dopo poche centinaia di metri la via si incanala attraverso un canyon a tratti molto stretto con la roccia a picco. Il colore rossiccio, a volte anche molto acceso, fa pensare alle grandi dune del deserto: è arenaria, molto compatta e abrasiva proprio per la sua composizione di sabbia fine. Già lungo il canyon appaiono alcune nicchie scavate dai Nabatei, l’antico popolo che oltre due-tremila mila anni fa costruì la città, allora crocevia di commerci carovanieri.

Quando la larghezza del sentiero diventa di appena pochi metri, anche la luce si abbassa per le alte rocce che ne impediscono la diffusione. È il colpo di teatro per procedere di pochi passi e intravedere nella spaccatura della roccia in ombra la meraviglia del portale del palazzo del Tesoro del Faraone (El Khasneh), in piena luce. Sembra il traguardo della camminata e già quello basterebbe a giustificare il viaggio. Invece è solo il primo passo di una giornata che servirà nella sua interezza se si intende scoprire le altre bellezze del sito: l’enorme teatro a pochi passi, altri portali monumentali non meno fascinosi di El Khasneh, il lunghissimo colonnato e tanti altri templi e tombe scavate nell’arenaria tutt’intorno. Bisogna prepararsi a percorrere diverse scalinate, tutte rigorosamente scavate nell’arenaria, e salire centinaia di gradini. La vista in alto è straordinaria perché mostra una prospettiva completamente diversa e offre la visione di una buona parte del sito. Si può fare in autonomia con le precise piantine offerte all’entrata, ma una guida riesce a ottimizzare gli spostamenti, consiglia le soste nei luoghi più opportuni dove si può riposare nei pochi bar, ben mimetizzati, o nell’unico ristorante incredibilmente di buona qualità nonostante il monopolio assoluto. Scarpe comode e ampiamente collaudate, zainetto con acqua, snacks e tutto ciò che può servire per una giornata intera di rilassato cammino.

Cappello e occhiali da sole in tutte le stagioni perché il cielo è sempre azzurro e il riverbero sulle rosse pareti di roccia per tutto il giorno può essere fastidioso. L’accesso sarebbe piuttosto costoso, oltre 60 €, ma se si acquista alla dogana in arrivo il Jordan Pass a circa 100 €, comprensivo di visto, accesso a Petra e a numerosi altri siti di altrettanta bellezza, il risparmio è notevole. Da evitare i mesi caldissimi dell’estate, meglio gli altri 10 mesi, più freschi.

Non accontentiamoci: a meno di un’ora di auto, verso sud, c’è il Wadi Rum, altro sito spettacolare dove il deserto e le montagne si mescolano meravigliosamente nei colori contrastanti. Si viaggia in Jeep per scoprire strettissimi canyon nei quali ammirare i graffiti antichi di millenni, scalare archi monumentali sui quali camminare e farsi fotografare, ma forse gli spettacoli più forti sono l’alba e il tramonto, con l’accendersi di colori diversamente visibili in altri luoghi. Nel Wadi Rum non ci sono hotel per preservare la purezza del luogo e per evitare di inquinarne la vista con costruzioni in muratura.

Il buon compromesso per soddisfare le esigenze del turismo è proporre i campi tendati, cioè piccoli insediamenti semi fissi con strutture minimali, alcune dotate di bagno interno, ma sempre con letti tradizionali su basi fisse di legno.

In una grande tenda fissa, l’area comune adibita anche a ristorante con immancabili fuochi, narghilé e tanti tappeti. Non ci sono televisioni perché lo spettacolo all’esterno è offerto dal cielo stellato e senza inquinamento luminoso perché la città più vicina è Aqaba sul mar Rosso che potrebbe essere la tappa successiva, distante 60 km. Ritornando ad Amman (circa 4 ore di autostrada verso nord) si può completare il viaggio in Giordania con un’altra chicca, la visita a Jerash, a soli 50 km da Amman, per visitare una vera città romana nella sua totale estensione e senza alcuna interferenza architettonica successiva alla dominazione romana: imperdibile.