| L'invasione dei turisti emergenti |
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| Approfondimenti - Marketing del turismo | |||
| Scritto da Administrator | |||
| Venerdì 02 Dicembre 2011 14:24 | |||
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Un’interessante inchiesta - commissionata direttamente da BTO Buy Tourism Online, l’evento educational sul travel 2.0 di Firenze - ha messo in evidenza la recente tendenza in atto dell’espansione del mercato turistico italiano per quanto riguarda l’incoming dei Paesi cha fanno parte del BRIC. Un semplice acronimo che raggruppa quattro nazioni (Brasile, Russia, India e Cina) caratterizzati da una forte crescita del Pil negli ultimi anni e che, secondo le previsioni, sono destinati sempre più a imporsi nello scenario economico mondiale futuro.
I BRIC, non solo hanno saputo affrontare la crisi a testa alta ma stanno diventando dei mercati potenziali davvero importanti e redditizi per il turismo italiano. Infatti il profilo del viaggiatore medio proveniente da questi paesi è un viaggiatore che pernotta almeno 1 notte (91%), ha un notevole potere d’acquisto, è giovane (età media 35-36 anni rispetto ai 41 anni del resto del mondo) e acculturato ed è estremamente affascinato dall’Italia e dal suo patrimonio storico-artistico.
Ecco alcune caratteristiche comuni: lo stile del viaggio dei Paesi BRIC è meno itinerante e più di tipo “inclusive”, soprattutto per i Brasiliani; prevale la scelta del viaggio in gruppo piuttosto che individuale; c’è una particolare attenzione alla qualità del servizio offerto in rapporto con il prezzo; Toscana, Veneto, Lazio e Emilia Romagna sono le destinazioni preferite dai BRIC.
“Nei primi nove mesi di quest’anno i flussi turistici dai Paesi Bric verso la Toscana hanno fatto registrare un incremento medio del 50% - ha messo in evidenza Alberto Peruzzini, dirigente del settore turismo di Toscana Promozione -. E oggi la nostra Regione è al primo posto in Italia come destinazione per i viaggiatori russi e brasiliani, al secondo per gli indiani e al terzo per i cinesi”. “Rispetto alle sue reali potenzialità, però, il turismo BRIC nel nostro paese è ancora un fenomeno che tocca solo alcune città. – ha proseguito Peruzzini - Per questo è necessario sviluppare un nuovo modo di promuovere la ‘destinazione Italia’, più in linea con i gusti e le esigenze di questi viaggiatori”.
I Brasiliani, in particolare la classe media, hanno iniziato a viaggiare sempre più grazie alla svalutazione del dollaro e al potenziamento dei collegamenti aerei con l’Italia. Viaggiano per lo più per motivi di turismo ma è in aumento il viaggio per business e per motivi di studio, oltre che il viaggio “etnico” per il ricongiungimento familiare. Scelgono Lazio e Toscana per lo svago e Lombardia per gli affari.
Con l’aumento dell’utilizzo di Internet e della tecnologia, il segmento del Travel 2.0 indiano è cresciuto e sta crescendo sempre più. Il viaggiatore indiano, appartenente a una classe sociale medio-alta, è molto attento al prezzo. Ama scovare “il grande affare”, la promozione, lo sconto speciale. Infatti viaggia per lo più fuori stagione e ha un tempo di prenotazione molto ravvicinato alla data di partenza.
A partire dagli anni ’80, in particolare, la tendenza a viaggiare tra la popolazione cinese cresce in maniera esponenziale, in concomitanza con un allentamento del controllo politico all’interno del paese, con l’aumento del tempo libero e il miglioramento delle relazioni internazionali. E’ noto a tutti l’amore dei Cinesi per il Bel Paese; le mete preferite e prese d’assalto sono sicuramente le città d’arte: Roma, Firenze e Venezia in testa. Tuttavia il turista cinese presenta alcune problematiche in più rispetto agli altri appartenenti ai Paesi BRIC. ll problema più rilevante è la lingua e di conseguenza la mancanza di guide turistiche che parlano cinese.
Gli operatori del turismo italiano devono guardare a questo mercato dinamico e differenziato e ad esso adeguarsi. La chiave del successo in questo processo sono proprio le Persone e la Formazione: investire sulle risorse umane, istruirle per prepararli a rispondere alle esigenze dei nuovi turisti. info: www.buytourismonline.com
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