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| Tra le valli delle Marche |
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| Attualità - Itinerari Italiani | |
| Scritto da Giovanni Garavaglia | |
| Lunedì 19 Luglio 2010 09:20 | |
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Chi, lasciata alle spalle la costa adriatica tra Rimini e Pesaro si addentra in terra marchigiana, si trova in un corridoio delimitato dal corso del Conca e del Foglia e chiuso al fondo dal Monte Carpegna e dal Sasso di Simone e Simoncello, tre baluardi nei quali culmina un sistema collinare fatto di quinte e giogaie, esteso e rasserenante. Sono luoghi ridenti, ameni che già al primo approccio infondono nel visitatore il senso della misura d’uomo e di stare a proprio agio. Il soggiorno, breve o lungo che sia, non farà che confermare la prima impressione. Marca, si sa, è terra di confine e questo si avverte più ancora che nelle cose, nelle persone, nel loro carattere, nella volitività, nell’operosità. Un piacevole “gioco” da fare è andare alla ricerca dei tesori disseminati nel territorio dato che il territorio non li ostenta, come se ne fosse un po’ geloso o come per una sorta di riserbo. Sono numerosi e di indole composita cosicché lo spirito, o il palato o il piacere del bello oppure tout court il loro insieme ne hanno gratificazione. Un punto resta comunque fermo: sempre alto spessore, sempre alta qualità.
Viene prima lo spirito o il corpo? Ma sì, per una volta cediamo, siamo venali e diamo la precedenza al corpo. Ecco qualche indicazione. A Macerata Feltria si degustano vini prestigiosi, il Valturio e il Solco, e un liquore, il Visner, derivato dal visciolo, una varietà di ciliegio amaro. A Mercatale presso Sassocorvaro, si spilla un’eccellente birra artigianale (La Cotta) che ha come base purissima aqua fontis. Sempre a Mercatale ecco uno stupendo extravergine, da primato (Agape), mentre a Carpegna c’è un prosciutto crudo sopraffino dop, invero già di rinomanza internazionale (Carpegna Prosciutti-Brendolan). A Frontino troviamo pani e altri prodotti da forno dai sapori antichi, confezionati con materie prime dell’agricoltura biodinamica (Il Certello). Nella zona non mancano inoltre, di produzione rigorosamente locale, ottime carni bovine e ovine, formaggi, miele, patate, fagioli, funghi, tartufi e castagne. Con queste premesse è facile immaginare quanto sia prelibata la cucina del Montefeltro. Ora che lo stomaco si è acquietato possiamo cambiare registro. Nel territorio di competenza della Comunità Montana del Montefeltro stanno 15 comuni, non grandi e quindi vivibili e godibili, spesso di inusitata bellezza. Essi sono così ricchi di storia, arte e paesaggio che su ciascuno si potrebbe scrivere molto, anche dei libri. Basta consultare i siti www.cm-carpegna.ps.it e www.montefeltroturismo.it perrendersene conto. Noi, sapendo di far torti ingiustificati e invitando perciò a visitare tutti i centri, tanto le distanze sono modeste (e i costi grazie a Dio contenuti), cogliamo fior da fiore e cominciamo col ricordare il Castello dei Conti Oliva con il Museo dell’Araldica e quello delle Scienze della Terra, quindi la possente Rocca Ubaldinesca di Francesco di Giorgio Martini che sottrasse qualcosa come 10.000 capolavori dell’Arte ai pericoli - e che pericoli! - del Secondo Conflitto Mondiale, poi il borgo di Pietrarubbia con il Museo Arnaldo Pomodoro, il Palazzo dei Principi a Carpegna, località dov’è attiva L’Antica Stamperia. Ma di altre emergenze pullula il territorio, borghi, musei, aree archeologiche e tanti approdi della fede: un viaggio che spazia lungo un millennio e oltre. Ma non è finita qui, questo lembo di terra ha almeno ancora due frecce al suo arco per catturare la nostra attenzione. Si tratta, da un lato, del Centro Benessere di Montegrimano Terme e delle “Pitinum Thermae” di Macerata Feltria e, dall’altro lato, di una terna di gioielli naturalistici, il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, il Monte Carpegna e l’invaso di Mercatale che sbarra il fiume Foglia. Il Parco, regno del cerro e di altre essenze, ci offre non solo boschi sterminati ma anche la possibilità di viste spettacolari dalle due sommità. Da notare il fatto che sul Sasso Simone, a metà del Cinquecento, Cosimo I De’ Medici volle che sorgesse la Città del Sasso, un insediamento militare e civile, il che la dice lunga sulla posizione strategica del sito. Oggi restano soltanto ruderi, ma in compenso i Sassi sono teatro di pratiche sportive come avviene anche sul Monte Carpegna, altro straordinario balcone sul Montefeltro dov’è possibile, in stagione, persino sciare. In verità l’intera porzione del Montefeltro di cui stiamo discorrendo ha ambienti ideali per l’escursionismo, la mountain bike, le passeggiate a cavallo, la canoa, il parapendio e alcune vie di arrampicata. L’ultimo cenno è per il lago di Mercatale che visto dall’alto, specie dall’abitato di Sassocorvaro, offre scorci di forte suggestione, mentre le sue rive sono quanto di meglio per momenti di relax.
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