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Archeologia e turismo alla BMTA PDF Stampa E-mail
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Approfondimenti - Fiere e Convegni
Scritto da Gavino Maresu   
Giovedì 15 Dicembre 2011 00:00

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La mission della BMTA (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico), giunta alla sua XIV edizione e svoltasi dal 17 al 20 novembre scorso a Paestum, è sempre stata quella di valorizzare le destinazioni e i siti archeologici dei Paesi del Mediterraneo (l’ospite d’onore quest’anno è stata la Turchia), di creare integrazione fra le diverse culture, di favorire la commercializzazione di prodotti turistici specifici e di incrementare le opportunità economiche e gli effetti occupazionali connessi alla fruizione delle risorse archeologiche. Nell’ambito della BMTA infatti, accanto alla sezione espositiva, si sono svolti 45 tra convegni e conferenze sui temi della tutela, conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, che hanno visto la partecipazione di archeologi, storici dell’arte, esponenti del mondo accademico, del turismo, delle nuove tecnologie, della TV e della stampa in generale.

 

Ma l’evento più interessante per gli operatori turistici è stato, come sempre, il workshop organizzato dallENIT, al quale hanno partecipato 70 buyer stranieri provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Russia, Repubblica Slovacca, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera che hanno incontrato oltre 300 seller italiani.

Ad essere sinceri la presenza degli operatori dell’offerta italiana è stata a dir poco trascurabile, se si pensa che nel nostro paese ci sono circa 92.000 imprese turistiche tra ricettive alberghiere, extralberghiere e agenzie di viaggi. Men che meno è stata all’altezza dell’importanza del segmento, visto che il nostro paese possiede il patrimonio archeologico forse più imponente del mondo.

 

Di certo questa risorsa, insieme all’arte e alla cultura, ha sempre svolto un ruolo strategico nello sviluppo del nostro incoming, basti pensare che sono state proprio le risorse archeologiche a determinare, già nel XVI secolo, la nascita del fenomeno del Grand Tour da cui ha avuto origine il turismo moderno verso il nostro Paese.

L’Italia inoltre, secondo il Country Brand Index, mantiene la leadership nella classifica mondiale per il patrimonio artistico e culturale, ma si posiziona solo al quindicesimo posto nella classifica dei 25 migliori paesi per il turismo. C’è da chiedersi se non abbiano nulla da rimproverarsi, su quest’ultima performance al contrario, i nostrani operatori turistici, che continuano a lasciare campo libero ai T.O. stranieri nella gestione del nostro incoming.

Si spera che la prossima edizione della BMTA, ottimamente organizzata, diretta e ideata da Ugo Picarelli della Leader di Salerno, veda una presenza molto più massiccia dei nostri seller. Sarebbe anche e soprattutto nel loro interesse sfruttare un’occasione unica, essendo l’evento di Paestum un unicum a livello europeo!

Gavino Maresu

 

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