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| Cresce il turismo enogastronomico |
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| Enogastronomia - Enogastronomia | |||
| Scritto da Administrator | |||
| Lunedì 31 Maggio 2010 09:57 | |||
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Oggi la risposta alla crescente domanda di enoturismo sembra più organizzata e ragionata rispetto ad anni fa. Questo significa anche che è possibile lavorare alla conoscenza del fenomeno con maggiore chiarezza e questo è un fattore importante per continuare e migliorare il lavoro dell’Osservatorio.
L’Associazione Nazionale Città del Vino realizza tutti gli Osservatori insieme con il Censis Servizi s.p.a. , dando corso ad una sinergica collaborazione che dura ormai da anni.Tuttavia, degli oltre 20 milioni di italiani che nel 2009 hanno fatto attività turistiche legate all’enogastronomia - visite a cantine (13 milioni), vigneti (12 milioni), percorsi lungo le strade del vino (8 milioni), frequentazioni di ristoranti in base alla varietà dei vini (5 milioni), partecipazione a sagre enogastronomiche (17 milioni) - solo 2,6 milioni, si autodefiniscono “turisti del vino”, un’autorappresentazione di sé considerata ancora come elitaria e riferibile solo agli esperti di vino. Tra questi, il 71,8% (circa 1,7 milioni di italiani) ha viaggiato alla scoperta del vino almeno una volta nel 2009, 2 su 3 con una frequenza tra 1 e 3 viaggi e una minoranza più di 3 volte l’anno (5,1%). Ma si stima che tra le persone che non hanno mai fatto un’esperienza di turismo enogastronomico, siano quasi 3 milioni coloro che vorrebbero farla in futuro. A guidare le mete predilette nel 2009, sono le due regioni a principale vocazione enoturistica: la Toscana, visitata dal 44% degli enoturisti, e il Piemonte (20%); “new entry”, il Veneto che con il 12,5% delle preferenze supera l’Umbria (9,2%) e la Puglia (7,3%); in ascesa anche Trentino Alto Adige e Sicilia, mentre Marche e Calabria risultano in flessione [l’Emilia-Romagna non è neppure citata]. Il fattore considerato come il più efficace al fine di sviluppare il turismo del vino per 6 sindaci su 10 è la comunicazione, seguito dall’ideazione di eventi locali, dalla creazione di itinerari, dalla formazione degli addetti e dal bisogno e l’esigenza di salvaguardare con forza il proprio paesaggio.
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Il lavoro dell’Osservatorio sul turismo enogastronomico è iniziato nell’autunno 1999. Da allora al progressivo organizzarsi della sua attività ha corrisposto una rapida evoluzione del fenomeno.
