| Dal paesaggio al territorio: il '900 a Gorizia |
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| Approfondimenti - Città d'arte | |||
| Scritto da Anna Borgoni | |||
| Martedì 17 Gennaio 2012 10:54 | |||
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Di grande “valore museale” la struttura ospita fino al 26 febbraio, in un corpus progettuale organico e tematico, una significativa selezione dalla collezione d’arte del Novecento di Intesa Sanpaolo
con preziosi contributi di artisti quali Carra’, Sironi, Soffici, Guttuso, Music, Santomaso, Birolli, Vaccari, La Pietra, Vitone, Schifano, Casorati, Rosai. Promossa dal Comune di Gorizia con l’Azienda Speciale di Villa Manin e con la fondamentale partecipazione di Intesa Sanpaolo - in sinergia con Regione Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio del F.V.G., Fondazione Carigo, Fondazione CRUP e il Piccolo. Questa mostra, curata dallo storico dell’arte Francesco Tedeschi, raccoglie circa settanta opere delle importanti collezioni d’arte del Novecento dell’Istituzione, e si snoda secondo un’appassionante dialettica fra arte e ambiente: rapporto indagato attraverso molteplici piani di lettura, partendo dagli sviluppi nella rappresentazione del paesaggio di veduta e nella pittura della prima metà del Novecento, per giungere alle operazioni e agli interventi di natura concettuale e ambientale, paralleli a una interpretazione del territorio come spazio sociale e culturale. Il percorso espositivo approfondisce tre aree tematiche soffermandosi sull’evoluzione delle forme di rappresentazione del paesaggio nella pittura della prima metà del Novecento e nelle sue propaggini. In questa sezione sono ospitate opere, tra gli altri, di Carlo Carrà, Arturo Tosi, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Umberto Moggioli, Pio Semeghini, Gigiotti Zanini, Zoran Music; un’ulteriore indagine si snoda intorno alle nuove forme di “naturalismo” e di rapporto con evocazioni paesaggistiche nell’arte degli anni Cinquanta-inizio Sessanta.
Spiccano, in quest’area di percorso, opere di Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Ennio Morlotti, Mattia Moreni, Renato Guttuso e altri artisti per approdare all’analisi di opere pittoriche, scultoree e fotografiche che indagano e rappresentano la sensibilità contemporanea nei confronti del rapporto fra natura e artificio, fra la dimensione personale e collettiva della qualificazione dell’ambiente. Rappresentati in questa sezione artisti come Franco Vaccari, Ugo La Pietra, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Giuseppe Penone, Stefano Arienti, Luca Vitone.
Al centro dell’attenzione storico-critica sono diversi aspetti degli sviluppi dell’arte del Novecento che si rapporta a specifici luoghi del paesaggio italiano. In un percorso tematico si esplora l’arte e il paesaggio attraverso opere pittoriche che dai caratteri del divisionismo e di forme di rappresentazione del paesaggio, nelle diverse versioni individuali e “regionali”, si sviluppa attraverso visioni evocative e simboliche, per passare al genere di “naturalismo” rappresentato dagli esponenti dell’arte degli anni Cinquanta, che in buona parte si riconosceranno nell’ambito della lettura critica proposta da Francesco Arcangeli, di un “ultimo naturalismo” che vede una partecipazione ravvicinata, diretta, a una natura che va oltre l’immagine.
Le ricerche svolte fra gli anni Settanta e Novanta conducono invece ulteriori esplorazioni attorno all’immagine del paesaggio, filtrata dal ricordo della pittura precedente o dal mezzo fotografico, e ipotesi di intervento diretto sull’ambito territoriale, inteso come luogo dell’esperienza, in cui riconoscere tracce dell’incidenza dell’azione culturale sull’ambiente, sempre soggetto a trasformazioni.
Accanto alle riflessioni storico-critiche sulle quali la mostra si fonda, sviluppate in catalogo dal testo del curatore, Francesco Tedeschi, il taglio proposto offre l’opportunità di considerare, con l’ausilio delle opere presentate, i mutamenti culturali nelle forme di relazione con lo spazio ambientale, non più considerato esclusivamente quale luogo da contemplare, ma come modello di confronto di un’operatività concreta, che rispecchia un’analisi di tipo critico. Da qui, una riflessione sulla necessità di adeguare gli strumenti diretti all’osservazione e alla tutela dei valori culturali e paesaggistici, che costituiscono il bene più prezioso per la cultura del nostro paese. Info: www.comune.gorizia.it
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Doppio evento a Gorizia: la mostra "Dal Paesaggio al Territorio. L'arte interpreta i luoghi. Opere del Novecento dalle collezioni Intesa Sanpaolo", realizzata nell'ambito delle manifestazioni per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia è stata inaugurata nel nuovo Museo Santa Chiara, frutto del recupero del seicentesco complesso architettonico conventuale delle Clarisse.
