| Il turista estero ritorna nel Bel Paese |
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| Attualità | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Venerdì 17 Febbraio 2012 14:39 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Tutto questo aiuta ma non ‘rimette in sesto’ il mercato dell’industria del viaggio Made in Italy poiché, stando alle analisi effettuate dall’Osservatorio sul turismo di Unioncamere, un’importante parte del fatturato del sistema turistico nazionale proviene dai globe trotter italiani che, causa la crisi, hanno deciso di utilizzare le proprie risorse con una certa oculatezza. Nemmeno le vacanze di Natale hanno contribuito ad allentare il clima: i 6 milioni di connazionali che si sono concessi un periodo di svago a dicembre e durante le festività natalizie risultano in contrazione rispetto al 2010, quando sfioravano gli 8 milioni.
Andamento complesso quello delle performance del sistema ricettivo italiano nel 2011: costante nei primi 5 mesi, in crescita in estate, in calo in autunno fino a dicembre. Il saldo di fine anno, però, indica una certa stabilità, con una media del tasso di occupazione delle strutture ricettive pari al 43,8%, dovuta ad un lieve incremento del comparto alberghiero +1,5% che in tal modo è andato a compensare la contrazione del 2,3% dell’extralberghiero.
A livello territoriale, il bilancio è maggiormente positivo nel Nord-Est con un +1,4%, in lieve incremento nel Mezzogiorno +0,3%, in contenuta diminuzione nel Nord-Ovest -0,8% e in più sensibile contrazione al Centro -2,2%. Poche ancora le prenotazioni per il primo trimestre del 2012. La speranza, ovviamente, è di vedere le cime magicamente imbiancate dal blizzard piene di viaggiatori last minute.
La ripresa del turismo mondiale, di cui ha beneficiato anche l’Italia nel 2011, dovrebbe protrarsi, sebbene tra mille cautele, anche nel 2012: complessivamente, il 62% dei tour operator indica che la domanda di viaggi in Italia sarà stabile soprattutto quella proveniente dagli Stati Uniti e dalla Cina, paesi per i quali si stima un incremento del 20%.
La crisi ha influito sull’inclinazione di spesa dei turisti in generale e degli italiani in particolare, incidendo in questo modo sulla ricchezza prodotta nei territori. I nostri connazionali hanno dato una sensibile “sforbiciata” alle spese “extra” e all’alloggio; per quanto riguarda il turista straniero, risulta oculato nelle spese destinate al mantenimento e al divertimento, assai meno parco nell’alloggio con un +34,5% di quanto registrato nel 2010.
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Stando alle statistiche, nei primi dieci mesi del 2011 un afflusso non trascurabile di stranieri ha percorso in lungo e in largo il nostro Paese, ansioso di scoprirne i tesori. Ecco perchè il miglior segnale per l’industria della vacanza italiana consiste nella ripresa del turismo internazionale. L’Italia risulta essere al top tra le destinazioni richieste ai tour operator mondiali con un +90,6%, seguita dalla Francia e dalla Spagna. Il nostro Paese, inoltre, consolida la sua presenza sui mercati più importanti, quello europeo e statunitense.
