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Approvato l'accordo sul clima PDF Stampa E-mail
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Ambiente
Scritto da Administrator   
Domenica 11 Dicembre 2011 00:00

co2 Il summit sul clima di Durban si è concluso con un accordo per il Kyoto 2, quasi due giorni dopo la fine prevista della conferenza, con i grandi paesi emettitori di CO2 e altri gas serra che hanno rifiutato ogni tentativo di accordo e con i paesi già aderenti al vecchio protocollo di Kyoto pronti e riesumarlo e tenerlo in vita per altri 5 anni. I delegati dalle 194 nazioni riunite  per la conferenza Onu sul clima in Sud Africa hanno almeno evitato il fallimento totale, accettando di negoziare un accordo legalmente valido per far sì che i paesi agiscano per rallentare il ritmo del cambiamento climatico.

 

In base all’accordo raggiunto domenica, i paesi industrializzati dovranno aderire al Protocollo di Kyoto del 1997 per almeno altri cinque anni dopo la sua scadenza nel 2012. Il protocollo richiede legalmente alle nazioni aderenti di soddisfare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, Russia, Giappone e Canada hanno detto che non prenderanno parte l’estensione di Kyoto.

Gli Stati Uniti dicono intanto che si impegneranno a tagli vincolanti solo se tutti i principali inquinatori accetteranno impegni comparabili. Cina e India si oppongono apertamente all’accordo, dicendo che già hanno avviato ambiziosi programmi ecologici, mentre le nazioni industrializzate non hanno adempiuto i loro obblighi correnti. I tre paesi – tra cui i due paesi più popolosi del mondo – non sono vincolati dal Protocollo di Kyoto.

Chiamare la conferenza un fallimento, ad ogni modo, non è così lontano dalla realtà. I delegati tornano a casa senza alcuna promessa immediata di ridurre ulteriormente le emissioni, la causa maggiore dei cambiamenti climatici. I delegati hanno approvato la creazione di un fondo per aiutare i paesi poveri ad affrontare il riscaldamento globale, ma anche qui non c’è alcun dettaglio specifico su come questo fondo sarà finanziato.

Gran parte del dibattito si è incentrato su una proposta dell’Unione europea di spingere i maggiori inquinatori, i paesi industrializzati più  i paesi in rapida crescita, come Cina e India, ad accettare tagli vincolanti delle loro emissioni di gas serra. I recenti rapporti delle Nazioni Unite hanno avvertito che i ritardi nella riduzione delle emissioni di gas serra renderà sempre più difficile prevenire un aumento catastrofico della temperatura media globale.

Il commissario europeo per il cambiamento climatico Connie Hedegaard ha anche sollecitato i delegati a raggiungere un accordo di compromesso prima che scada il tempo. L’UE dice che non rinnoverà i suoi impegni di riduzione delle emissioni nell’ambito del protocollo di Kyoto, a meno che tutti i paesi non si impegnino a controllare le loro emissioni.

"L'accordo di Durban è la piattaforma globale per lo sviluppo di tecnologie e sistemi in grado di assicurare riduzione delle emissioni e crescita economica". E' quanto dichiarato dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini al termine della conferenza sui cambiamenti climatici. Il ministro è soddisfatto in quanto "siamo usciti dal 'cono d'ombra' di Copenaghen" dichiara, il precedente vertice in cui le posizioni dei Paesi erano rimaste distanti.

Mentre l'accordo di Durban che "supera i limiti del Protocollo di Kyoto e ha una dimensione globale, offre all'Europa la possibilità di costituire, con le grandi economie emergenti di Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa - afferma - la 'piattaforma' per lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie e dei sistemi in grado di assicurare nello stesso tempo la crescita economica e la riduzione delle emissioni. Questo è il nuovo fronte della competitività".

"L'Italia è nel gruppo di testa dei Paesi che hanno voluto l'accordo di Durban, - spiega - ed ora siamo impegnati a dare seguito all'accordo nelle politiche nazionali, nella nostra partecipazione alle decisioni europee e nel rafforzamento del nostro partenariato con Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa".

 

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